27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

Cronaca News

Siderurgia, mercoledì 10 la manifestazione

foto di L'ex Ilva di Taranto
Una veduta del Siderurgico di Taranto, un tempo Italsider, poi Ilva, poi Arcelor Mittal e oggi Acciaierie d’Italia

Ieri la conferenza stampa indetta da Fim, Fiom, Uilm in vista della mobilitazione a Roma e dello sciopero dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in Amministrazione Straordinaria e di Jsw di Piombino mercoledì 10 novembre.

«La situazione per l’ex Ilva – afferma il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia – è critica sia dal punto di vista produttivo che occupazionale e gestionale. Da mesi siamo di fronte ad un vuoto temporale inaccettabile, abbiamo avuto degli incontri prima dell’estate in cui ci era stata data garanzia di un’accelerazione su piano industriale, che non c’è mai stata». E precisa: «Su Acciaierie D’Italia avremmo dovuto confrontarci sul piano industriale, il tempo è un fattore fondamentale, siamo davanti ad una vertenza che insieme a tutto il settore della siderurgia rappresenta un banco di prova sulla gestione e sostenibilità sociale della decarbonizzazione nel nostro Paese».

Benaglia fa presente che da luglio lo Stato è dentro Acciaierie d’Italia con una quota di partecipazione di gestione paritaria, che salirà al 60%. «Ci saremmo aspettati – aggiunge – anche una maggiore condivisione e coinvolgimento sulle scelte. Ad oggi, invece, molte delle decisioni assunte sono contraddittorie e non lineari, soprattutto sul piano gestionale. Ricordiamo che l’accordo sindacale resta un elemento imprescindibile e fondamentale, non siamo disposti a firmare nulla senza una vera trattativa che si basi su tangibili garanzie occupazionali a Taranto e in tutti i siti del Gruppo». E ancora: «Acciaierie D’Italia e Jsw non sono vertenze vecchie da derubricare. Lo sciopero di mercoledì è la prima mobilitazione dei metalmeccanici che guarda al nuovo futuro dell’industria, perché vogliamo che la decarbonizzazione sia socialmente sostenibile». «Il ministro Giorgetti ha annunciato un miliardo e 300 milioni per rendere ambientalmente sostenibile l’ex Ilva, bene – sottolinea Benaglia – ma quanti soldi ci sono per evitare i danni e i drammi sociali che l’attendismo del governo sta producendo? La siderurgia è il primo settore industriale in ordine di tempo a confrontarsi sulla decarbonizzazione, poi c’è l’auto e dopo la termomeccanica, tutti settori che hanno bisogno di misure eccezionali di risorse per i lavoratori che non vuol dire cassintegrazione ma vuol dire garanzie occupazioni diverse. Serve una legge speciale e un fondo sociale per la decarbonizzazione che sia finanziato nell’arco dei prossimi anni. Non è più il tempo dell’ipocrisia. Sappiamo che ci sono posti di lavoro in discussione, quindi dobbiamo creare delle soluzioni per tempo utili a dare risposte che oggi non ci sono.

Giorgetti ha parlato più volte di un piano nazionale per la siderurgia, lo stesso – evidenzia ancora Benaglia – sarà possibile solo dando risposte concrete a queste due vertenze strategiche per la politica industriale del Paese». «Sulla Jsw di Piombino bisogna fare i conti con una gestione ancora peggiore da parte degli indiani che l’hanno impoverita di produzioni senza investimenti, nonostante le grandi potenzialità. La diligence per l’ingresso di Invitalia non può essere infinita e serve un rapido cambio di assetti gestionali per dare un futuro al sito ormai abbandonato a se stesso dagli indiani, dando risposte nuove a investimenti e occupazione. L’acciaio ha un futuro nel mondo e grandi potenzialità anche in questo Paese. Lo sciopero di mercoledì – conclude il segretario generale dalla Fim Cisl – apre una stagione nuova la decarbonizzazione richiede risposte per i lavoratori che non possono pagare per tutti, ci vuole un confronto diverso da parte dello Stato e delle aziende».

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