«Mai mollare»: al teatro Orfeo la lezione di Oscar Farinetti | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 09:53:00

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«Mai mollare»: al teatro Orfeo la lezione di Oscar Farinetti

foto di Al teatro Orfeo la lezione di Oscar Farinetti
Al teatro Orfeo la lezione di Oscar Farinetti

Dalle parole di Oscar Farinetti trasuda un inguaribile ottimismo, verso il futuro. Gesticola e quando parla è veloce, per incalzare il ritmo della sua vita. Una corsa contro il tempo, costellata da avventure romanzate e talvolta anche spiacevoli. «Sono le scelte sbagliate – racconta l’imprenditore lombardo fondatore di Eataly, sul palco del Teatro Orfeo di Taranto – a determinare i tuoi successi. È fantastico prendere spunto dai propri errori per poi progredire». L’incontro culturale di cui è stato protagonista venerdì scorso, con il suo ultimo libro “Never Quiet”, è stato organizzato dalla BBC San Marzano in collaborazione con il Libro Possibile e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione comunale di Taranto. «Farinetti porta alla nostra città – commenta Emanuele di Palma, presidente della BCC – un messaggio positivo: il titolo del libro rimanda anche al nostro modus operandi “mai stare fermi”. È una testimonianza importante perché auspica la rinascita dell’imprenditoria e che sia da esempio per il futuro della città». Durante l’evento, moderato dalla direttrice artistica Rosella Santoro, Oscar Farinetti ha presentato la sua ultima fatica letteraria edita da Rizzoli nel 2021. «Ho voluto mettere nero su bianco – dichiara l’imprenditore– la mia visione di fare impresa: una scusa per raccontare anche i grandi temi dell’imprenditoria italiana, nei suoi pregi e difetti, al mondo e in particolare alle nuove generazioni. Sono orgoglioso che il libro sia oggetto di critica positiva».

La sua storia “autorizzata malvolentieri”, come recita la copertina, è un viaggio condiviso con la sua scimmietta, il suo personale grillo parlante, che l’ha guidata in sessantasette anni di vita fra attimi di inquietudine e momenti di serenità. Il libro si divide in due parti, i cui capitoli ruotano attorno la scomparsa del padre, avvenuta nel 2009. «È stato un partigiano – asserisce Farinetti, con orgoglio – uno di quei centomila ragazzi che ci hanno restituito la libertà. Il mio esempio». La narrazione è coinvolgente, strutturata su una composizione ad anello, che si snoda fra aneddoti e ricordi divertenti. Come l’episodio imbarazzante del tartufo addentato dalla first lady di Boston, nel corso dell’inaugurazione di Eataly. «Sono partito da zero – dichiara l’imprenditore – oggi, sono presenti 42 negozi in 17 Paesi. Tutto merito della scimmietta, – sorride – del nostro instancabile lavoro e anche di alcuni fallimenti, parola che non associo alla negatività». Sullo sfondo, c’è un Paese che cambia negli anni, socialmente e politicamente, pieno di contraddizioni come il sistema burocratico strettamente legato all’imprenditoria. l’Italia è il suo grande amore, un Paese che per lui, sarebbe in grado di rialzarsi dopo questa tragedia.

«Il Sud è un posto – commenta Farinetti – magnifico, che ancora non si è espresso del tutto. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale ci siamo rimboccati le maniche e siamo diventati la quinta potenza nel mondo. Mai mollare». Cosa pensa Farinetti delle nuove generazioni? Vanno guida te, perché la stoffa non manca. «In Italia ci si lamenta ancora – asserisce l’imprenditore – e ai ragazzi suggerisco di fare il contrario. Basta parole, bisogna agire. Studiate e viaggiate all’estero, perché sono fattori che aprono la mente. Infine, tornate e mettete a frutto l’esperienza acquista. Rimanete, ma fatelo con il cuore e la mente nelle radici e la testa nel mondo». Farinetti, inoltre, svela di aver trovato l’algoritmo della fortuna. «Non leggetelo solo per questo! – raccomanda la platea – Nel libro ho citato oltre cinquanta romanzi che mi hanno cambiato la vita. Leggere è sacro – conclude – perché è lo strumento che permette di mutare sé stessi e la società».

Maria D’Urso

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