"I reati di sottrazione di minorenni previsti dal codice penale e gli strumenti di tutela del ruolo dei genitori” | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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“I reati di sottrazione di minorenni previsti dal codice penale e gli strumenti di tutela del ruolo dei genitori”

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I reati di sottrazione di minorenni

Nell’ambito dei delitti contro l’assistenza familiare il codice penale prevede alcune fattispecie (distribuite negli articoli 573, 574 e 574-bis) caratterizzate da comportamenti di “sottrazione” di un minorenne ai genitori esercenti quella che il codice penale chiamava “potestà dei genitori” e che ora è stata ridefinita come “responsabilità genitoriale”.

Secondo l’impostazione del codice penale costituisce reato “sottrarre” un minore di età al genitore che esercita la responsabilità genitoriale, cioè allontanarlo dal genitore ovvero condurlo e trattenerlo lontano da lui in modo da impedire od ostacolare l’esercizio delle funzioni genitoriali. È opportuno, in ogni caso, ricordare che i comportamenti di “sottrazione” hanno anche la loro vittima nello stesso minore sottratto all’esercizio della funzioni di cura, di vigilanza di orientamento e di custodia, per lui essenziali, esercitate da entrambi i genitori. Il principio è stato molto opportunamente ribadito dalla Cassazione che ha stabilito che “con le condotte di sottrazione dei minori si lede non soltanto il diritto di chi esercita le responsabilità genitoriali, ma anche quello del figlio a crescere nel rapporto con entrambi i genitori”.

Sono quattro i comportamenti specifici di “sottrazione” che – con severità sanzionatoria progressiva – il codice penale prevede come reati: 1. In primo luogo la sottrazione consensuale di minore ultraquattordicenne, cioè il comportamento di chi sottrae ai genitori con il suo consenso un minore che ha compiuto i quattordici anni (art. 573, punito, a querela del genitore – o del tutore – con la reclusione fino a due anni). 2. In secondo luogo, la sottrazione di minore infraquattordicenne o di una persona incapace per infermità, cioè il comportamento di chi sottrae ai genitori o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, un minore degli anni quattordici (consenziente o meno che sia) o una persona incapace per infermità (art. 574, primo comma, punito, a querela del genitore – o degli altri soggetti responsabili della custodia e della vigilanza – con la reclusione da uno a tre anni). 3. In terzo luogo la sottrazione di un minore ultraquattordicenne avvenuta senza il suo consenso e cioè con inganno, con minaccia o con violenza, cioè il comportamento di chi sottrae ai genitori un minore che ha compiuto i quattordici anni senza il suo consenso (art. 574, secondo comma, anch’esso punito, a querela del genitore o del tutore, con la reclusione da uno a tre anni). 4. In quarto luogo, la sottrazione con conduzione o trattenimento del minore all’estero, cioè il comportamento di chi sottrae un minore di età al genitore esercente la responsabilità genitoriale conducendolo o trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore (art. 574-bis, punito d’ufficio con la reclusione da uno a quattro anni o – se commesso dal genitore di un minore ultraquattordicenne consenziente – da sei mesi a tre anni).

Proprio quest’ultima disposizione si è resa necessaria in relazione all’aumento dei comportamenti di sottrazione registrato negli ultimi anni, ed in tal senso la giurisprudenza ha chiarito gli elementi della fattispecie di cui all’art. 574-bis c.p. consistenti nella abductio, ovvero nel trattenimento del minore all’estero, con conseguente impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale da parte del soggetto legittimato al suo esercizio. Tali condotte punibili, abductio e trattenimento, hanno dunque rilievo ove il minore venga condotto o trattenuto al di fuori del territorio dello Stato. Sebbene le norme sopra richiamate utilizzino, per riferirsi all’autore del reato, l’avverbio “chiunque”, si osservi che l’applicazione di queste disposizioni è per lo più riferita oggi a comportamenti di sottrazione commessi principalmente da parte di un genitore nei confronti dell’altro. È pur vero, naturalmente, che la sottrazione può essere effettuata da chiunque (come potrebbe avvenire per esempio nei casi di sequestro di un minore a scopo di estorsione) o nei casi di sottrazione ai genitori effettuata da parte di un parente, ma è evidente che i profili di analisi più incisivi si ritrovano nella “sottrazione” di un figlio avvenuta ad opera di un genitore nei confronti dell’altro, soprattutto dopo la separazione. Per evitare comportamenti sanzionabili, occorre sempre tenere ben presenti quali sono i diritti tutelati e ricondurre ogni scelta nell’alveo del comune accordo e del supremo interesse dei bimbi, rifuggendo dall’idea di utilizzare il “possesso” dei figli come strumento ritorsivo rispetto alle cause che hanno determinato la fine dell’unione.

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Avv. Mimmo Lardiello

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