27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

Cronaca News

La protesta a Roma, «Cambiano i ministri, ma le risposte non arrivano»

foto di Anche i lavoratori ex Ilva alla manifestazione a Roma
Anche i lavoratori ex Ilva alla manifestazione a Roma

“E’ giunto il momento di dare delle risposte al futuro ambientale, industriale e occupazionale di Taranto. Da troppo tempo si parla di piano della siderurgia, sono cambiati i ministri ma le risposte non arrivano”. Lo grida al megafono Francesco Brigati, della Fiom Cgil di Taranto, mentre il corteo di siderurgici ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, e Jsw Piombino attraversa Roma diretto al Mise per lo sciopero nazionale di 8 ore di oggi. “Ci siamo stancati di aspettare un Governo che è assente e che lascia nelle mani di una multinazionale un sito di interesse strategico per il Paese. Bisogna toglierlo dalle mani da ArcelorMittal e dall’ad Morselli” urla Brigati. Per Federico Porratta, delegato Fiom Cgil di Acciaierie d’Italia di Novi Ligure, “ci accomuna agli altri stabilimenti la mancanza di investimenti e di manutenzioni che portano a rallentamenti produttivi. E c’è anche mancanza di organico perchè nonostante la cassa integrazione aperta, siamo sotto organico a Novi di almeno di una cinquantina di persone. Questo però – ha detto Porratta – non serve a far sì l’azienda smetta o almeno sospenda la cassa integrazione, visto che la produzione comunque c’è e anche gli utili, che dovrebbero portare a discutere dell’integrativo scaduto da due anni. Siamo qui per rivendicare un piano industriale che ci dia delle prospettive future” ha concluso il delegato Fiom di Novi Ligure.

“E’ drammatico essere qui oggi per rivendicare lavoro non per un settore in crisi ma per un settore che sta andando molto bene” ha dichiarato Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, all’uscita dal Mise dopo l’incontro – che ha sortito solo “risposte interlocutorie” – della delegazione sindacale nell’ambito dello sciopero dei lavoratori ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia, e Jsw Piombino. Questa situazione, per Benaglia, “è frutto della incapacita’ gestionale su Taranto, su Piombino, su Novi, di gruppi dirigenti che non sono all’altezza e che oggi devono essere spazzati e cambiati. Non ci interessano i dirigenti ma la gestione”. Benaglia, rivolgendosi ai siderurgici sotto al Mise, ha detto che “il decadimento che voi vedete, è intollerabile”. “Abperché oggettivamente ha costituito un incentivo alla vaccinazione”. “Il Governo intende avviare un percorso di approfondimento con gli organi tecnico-scientifici competenti, compreso il Comitato tecnico scientifico” per l’emergenza coronavirus, “onde acclarare se, alla luce degli studi più recenti, vi siano le condizioni per valutare diversamente la validità del certificato verde rilasciato ai guariti” da Covid-19, ha quindi aggiunto. “La normativa vigente prevede che la durata di validità del Green pass per biamo fatto il quadro molto chiaro, abbiamo denunciato che da luglio non siamo più convocati proprio da quando lo Stato è entrato in Acciaierie d’Italia – ha sostenuto Benaglia -. Abbiamo dato un segnale chiarissimo: non ci provino a chiudere i piani su Acciaierie d’Italia e su Piombino senza coinvolgere il sindacato. Oggi abbiamo avuto risposte interlocutorie. Dobbiamo essere convocati prima di definire il piano industriale”. “Non esiste ambientalizzazione e decarbonizzazione se non si parte dalla siderurgia”. Così Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil, che, all’uscita dal Mise dopo l’incontro avuto dalla delegazione sindacale, ha bocciato senza appello la logica di una transizione sulle spalle di lavoratori licenziati.

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