27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

Cronaca News

Confindustria, partita a due per la presidenza

foto di La sede di Confindustria
La sede di Confindustria

Da otto mesi senza presidente, Confindustria si prepara a disegnare il suo nuovo assetto e ad eleggere il successore di Antonio Marinaro. Quest’ultimo si era dimesso nel marzo di quest’anno «con profondo rammarico», dopo aver subito sfiducia e contestazioni da parte di un gruppo di imprenditori associati che gli rimproveravano soprattutto il deterioramento dei rapporti con Arcelor Mittal, allora unico gestore dello stabilimento siderurgico.

Da quel momento la guida dell’associazione degli industriali è stata assicurata da un triumvirato di reggenti composto da Pietro Chirulli, Vincenzo Cesareo, Emanuele Di Palma, con Chirulli nelle vesti di rappresentante legale. I passaggi per designare il nuovo presidente sono cominciati da tempo. Al momento l’unica candidatura definita è quella di Salvatore Toma, noto imprenditore savese nel campo dell’abbigliamento, già presidente della sezione moda e vicepresidente nella precedente gestione Marinaro. La candidatura di Salvatore Toma è supportata dall’asse storico che fa capo agli ex presidenti di Confindustria Taranto, Luigi Sportelli e l o s tesso V incenzo C esareo. Sportelli,peraltro, dopo aver guidato anche la Camera di Commercio, è stato proprio di recente indicato da Lucia Morselli c ome r eferente d i Acciaierie d’Italia in seno a Confindustria. Ma quella che sembrava una candidatura destinata a viaggiare incontrastata deve ora affrontare una inaspettata novità. All’interno della base associativa, infatti, si registrano movimenti che vanno in altra direzione. Un’area ispirata dal presidente dell’Ance, Fabio De Bartolomeo, avrebbe infatti intenzione di proporre una candidatura alternativa: quella di Cosimo Varvaglione, noto imprenditore vitivinicolo.

La candidatura di Varvaglione (il diretto interesssato intenderebbe comprendere la forza numerica a suo sostegno prima di lanciarsi nella mischia) dovrebbe essere proposta ai tre saggi che hanno il compito di procedere alla fase di ascolto degli associati: Paolo Campagna, Oronzo Fornaro, Domenico Abbrescia. Mentre tocca al collegio speciale dei probiviri formato da Domenico Cassalia, Michele Dioguardi e Piero Conversano procedere alla verifica dei requisiti per le candidature. È indubbio che quella di Varvaglione sarebbe una candidatura di rottura rispetto alla continuità dei rapporti di forza e delle visioni politico- industriali interni all’associazione. E potrebbe anche non essere l’unica a spuntare al cospetto dei tre saggi. In ogni caso, sia Toma che Varvaglione sono espressione di settori non legati alla grande industria. Una volta terminata la fase di ascolto, i saggi dovranno presentare una relazione al Consiglio Generale che a sua volta dovrà decidere quale nome portare all’attenzione dell’assemblea generale che potrà ratificare o annullare l’indicazione. Passaggi, questi, che richiederanno ancora alcuni mesi per essere espletati. Bisognerà quindi attendere il 2022 per sapere chi sarà il prossimo presidente di Confindustria Taranto.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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