Cassiera infedele va a processo | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

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Soldi

Avrebbe annullato scontrini impossessandosi di una grossa somma di denaro: cassiera infedele rinviata a giudizio. Per più di un anno si sarebbe messa in tasca quasi 60mila euro ed finita nei guai una trentunenne ex commessa di un punto vendita di un noto negozio specializzato nel settore della bellezza e della cura personale, dell’igiene e della pulizia. La donna è stata rinviata a giudizio e dovrà difendersi dalla pesante accusa di appropriazione indebita, rischiando dai due ai cinque anni di reclusione. La decisione è stata presa dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Taranto che ha disposto il via al processo per l’inizio di dicembre. Il trucco che avrebbe utilizzato la commessa era semplice ma ingegnoso: ai clienti che pagavano in contanti batteva uno scontrino per poi annullarlo e mettersi così in tasca la cifra consegnata per pagare la merce.

Secondo gli inquirenti si è trattato di un reiterato metodo truffaldino per “arrotondarsi” in maniera consistente lo stipendio. Ad accorgersi che nello store del capoluogo jonico qualcosa non tornava, è stata, dopo poco tempo, la stessa società che ha avvertito immediatamente le forze dell’ordine. Gli investigatori della Guardia di Finanza grazie a controlli mirati hanno scoperto il modus operandi della cassiera infedele. Una volta verificato lo stratagemma utilizzato dalla trentunenne hanno segnalato la donna alla Procura jonica. Come detto l’ex commessa rischia una pena che va dai due ai cinque anni di reclusione e una pesante multa. Nella grande distribuzione organizzata non sono nuove le storie di dipendenti infedeli che provano a intascare parte degli incassi della giornata, ma sicuramente il caso di Taranto è particolare per le modalità e la cifra che la giovane dipendente è riuscita a ottenere e che, ora, dovrà restituire. Non è un caso isolato. Molti datori di lavoro che sospettano dei loro dipendenti, infatti, richiedono l’intervento delle agenzie investigative specializzate in indagini aziendali, che possano effettuare dei controlli sugli addetti degli incassi. Per farlo vengono effettuate delle verifiche programmate, spesso a cadenza regolare,mensile o trimestrale, e successivamente viene stilato un report che raccoglie le prove dell’illecit oche è utilizzabile, dal datore di lavoro, in fase di giudizio.

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