08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

foto di Pasquale D’Arcangelo
Pasquale D’Arcangelo

MARTINA FRANCA – La notizia si è diffusa nella notte e soprattutto nelle prime ore della mattinata di ieri. Pasquale D’Arcangelo, giornalista conosciutissimo a Martina Franca, si è spento all’età di 67 anni. Dalla fine dell’estate non si vedeva più in giro in centro, vicino al “suo” bar nei pressi di Palazzo Ducale, oppure vicino all’edicola di piazza Roma o soprattutto sullo Stradone. Era in pensione da qualche anno ma la sua era sempre una presenza costante nelle zone centrali della cittadina della Valle d’Itria. Era un punto di riferimento per tutti, politici, giornalisti e aspiranti tali in cerca di consigli. Pasquale D’Arcangelo ha raccontato le vicende politiche, culturali e calcistiche di Martina per oltre 40 anni, prima come corrispondente del Corriere del Giorno, dove lavorava suo padre Lorenzo, anche lui giornalista, poi per tantissimi anni sulla Gazzetta del Mezzogiorno.

La sua passione era lo sport, calcio e ciclismo in particolare. Col suo collega e concittadino Paolo Aquaro e altri giornalisti pugliesi, negli anni ’80, faceva parte della redazione di Tribuna Sport, settimanale che usciva ogni lunedì. Da giovanissimo era stato anche addetto stampa del Martina Calcio e dell’organizzazione del Giro di Puglia. Per tanti anni e fino al 2017 è stato capo ufficio stampa del Festival della Valle d’Itria. A salutarlo con affetto e “profonda tristezza” sono stati proprio il presidente della Fondazione Franco Punzi e coloro che hanno lavorato con lui. Per il Festival Pasquale D’Arcangelo «ha impiegato tutta la professionalità e l’entusiasmo» per raccontare e far conoscere sia la programmazione artistica che la città di Martina. «Scompare un pezzo della storia del nostro Festival, dai tempi “eroici” dei primi anni, fino al consolidamento e all’affermazione degli anni più recenti – commentano insieme al presidente Punzi i suoi più stretti collaboratori – a Pasquale va il merito di essersi speso in prima persona perché al Festival della Valle d’Itria fosse riconosciuto un ruolo di primo piano nella vita culturale del nostro Paese e all’interno della società civile che lo ospita. Insostituibile è stato il suo ruolo per far conoscere e amare il Festival e la città di Martina Franca agli ospiti che da tutto il mondo venivano ad assistere agli spettacoli e poi scoprivano grazie a lui e al suo appassionato e torrenziale eloquio una terra ricca di fascinazioni». Sui social in tanti hanno postato un commosso ricordo, esponenti istituzionali, colleghi e amici.

Oggi, 11 novembre alle 10,30 l’ultimo saluto nella chiesa Regina Mundi. Il giorno di San Martino e della Fiera, uno degli eventi che gli piaceva raccontare fra storia e ricordi, fra cronaca e amore per la sua Martina.

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