27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 07:37:00

Cronaca News

Appalti e tangenti alla Marina, due rischiano la condanna e dodici in giudizio

Il Tribunale
Il Tribunale di Taranto

Rischiano una condanna di 6 e di 5 anni di reclusione i due ufficiali della Marina coinvolti nel processo sulle presunte tangenti che hanno scelto l’abbreviato. Sono queste le condanne chieste dal pm Maurizio Carbone, a conclusione della sua requisitoria davanti al gup del Tribunale di Taranto, per il tenente di vascello Vincenzo Attolino e il capitano di fregata Sergio Zampella. Inoltre il pubblico ministero ha formulato parere favorevole per i due imprenditori sotto accusa che hanno chiesto di definire la loro vicenda giudiziaria col patteggiamento. Mentre per gli altri 12 imputati, militari e imprenditori, che non hanno scelto alcun rito alternativo il pm ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio.

Si tratta del terzo filone d’indagine su presunte tangenti per appalti e forniture alla Marina Militare. Stando alle indagini della Guardia di Finanza, l’aggiudicazione delle gare d’appalto per forniture e servizi ruotava intorno ad un sistema di tangenti. Servizi per le pulizie, per la mensa, forniture di materiale di vario genere, da quello igienico-sanitario ai kit per il controllo dei migranti sarebbero stati al centro di un sistema di corruzione. Un giro, stando sempre alle ipotesi degli investigatori, di oltre cinque milioni di euro. Le presunte “utilità” non sarebbero consistite soltanto nel pagamento di contanti, le classiche mazzette, ma anche in gioielli, capi di abbigliamento di alta moda, cene al ristorante e auto a noleggio. Quello che l’inchiesta ha portato alla luce sarebbe un presunto sistema del 10%, ossia della percentuale del valore dell’appalto o della fornitura che veniva pagato in “regali” e contanti. La ricostruzione dell’accusa è alla base delle richieste di condanna e di rinvio a giudizio formulate dal pm Carbone.

Sulle richieste della pubblica accusa si esprimerà il gup molto probabilmente nella prossima udienza, in calendario il 15 dicembre prossimo, che potrebbe essere quella del verdetto. Il procedimento madre è approdato in secondo grado dopo la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Taranto a settembre dello scorso anno. Sentenza che è stata impugnata dai difensori degli imputati dopo le pesanti condanne. La più alta, dieci anni di reclusione, è stata emessa nei confronti del comandante Giovanni Di Guardo. Mentre gli altri imputati, militari e imprenditori, hanno rimediato condanne che vanno dagli 8 anni ad 1 anno e 4 mesi di reclusione. Accuse e condanne su cui si esprimerà la Corte d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce). Un altro procedimento, a carico di 18 imputati, anch’essi militari della Marina e imprenditori, è in udienza preliminare davanti al gup Rita Romano. Anche questo ruota intorno ad un presunto sistema truccato delle gare d’appalto e di presunte tangenti pagate per l’aggiudicazione, fra cui anche una gara per la nave San Marco. Quest’ultimo procedimento tornerà in aula il 1° dicembre prossimo davanti al gup con la prosecuzione dell’interrogatorio dell’ex direttore dell’Arsenale di Taranto Cristiano Nervi che nelle precedenti udienze ha respinto tutte le accuse difendendo la legittimità del suo operato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche