08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

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Come orientarsi tra le nuove pubblicazioni italiane

foto di Il manifesto della mostra “Opera nell’opera, omaggio a Giovanni Paisiello”
Il manifesto della mostra “Opera nell’opera, omaggio a Giovanni Paisiello”

Nel mare magnum delle nuove pubblicazioni italiane dimensioni di grandi editori viaggiano sempre più spesso con dimensioni editoriali minori. Orientarsi non è facile, la qualità resta sempre la reale direzione di marcia. Vorremmo qui iniziare con un libro di Luigi Paolo Finizio, fra i nostri più accorsati critici e storici dell’arte contemporanea. Edito da Carabba (Lanciano) “Con i piedi sopra le nuvole – Ennio Flaiano e le arti visive” narra del grande scrittore abruzzese e del suo percorso nelle arti visive. Lo strepitoso irriverente autore che ha costretto gli italiani a guardarsi allo specchio, e non certo perché si complimentassero con se stessi, potrebbe apparire da questa indagine come un conservatore, anzi un benpensante. E semmai un irriverente nostalgico.

Ma che non sia così lo precisa, nella premessa, una lapidaria affermazione di Flaiano rivolto a se stesso, in terza persona: (Flaiano) “ha una tale sfiducia nel futuro che fa i suoi progetti per il passato”. Il dotto riepilogo che Finizio conduce del rapporto dell’autore di “Tempo di uccidere” con le arti visive, condotto con spigliatezza, fornisce al lettore un luogo fondamentale per comprendere in profondità uno dei maggiori talenti dell’Italia del secolo scorso, il più rivoluzionario dei conservatori (ma entrambe le definizioni gli vanno strette). Dalla saggistica della “flaianite” un passo non da poco, alla poesia. Il passo sembrerebbe azzardato se non fosse per la qualità dell’opera. Flavio Santi, che si è aggiudicato il Premio Viareggio-Rèpaci di quest’anno con “Quanti (truciolati, scie, onde, 1999-2019” (Industria & Letteratura edizioni), in queste liriche ci costringe a riflettere, ci conduce a risultati di alta densità. Qui è poeta, e che poeta! Una lirica fresca che è tanto apparentemente autobiografica quanto lettura dell’universale. Scrive Niccolò Scaffai nella prefazione, spiegando le sezioni del libro: “come i quanti definiscono i più piccoli valori indivisibili di una grandezza” così trasferire quel piccolissimo di materia poetica ma cercando di fornire “l’uno e il molteplice”; e davvero questo libro non si può considerarlo in parti, ma prose-guire la lettura senza far soste. Non c’è altro mezzo per rispettare il poeta. Anzi, Poeta.

Romanzo, anzi saggio, anzi documento, il libro di Patrice Avellà, “Modigliani, l’amore & Paris”, Edizioni Il Foglio (Piombino-Livorno) porta nella scena il meraviglioso artista livornese e contemporaneamente traccia, con una serie di “documentazioni” i connotati più veri di questa grande personalità, purtroppo fermatasi nella sua brevissima parentesi di vita. Avella, francese (ma di origine italiana) aggiunge un sottotitolo, vero progetto del singolare romanzo-documento: ”Le donne che hanno ispirato l’artista di Livorno, i quartieri dove ha vissuto e la gastronomia delle Brasseries per una visita romantica di Paris”. Il lettore troverà, oltre il racconto dell’avventura di una vita singolare, anche lettere d’amore autentiche, vini e pranzi del nostro e particolari dell’entourage di Modigliani, talvolta per nulla o poco noti. Per parlar d’arte forse la più interessante delle letture verrebbe in questi giorni (ma meglio sarebbe recarsi a vedere la mostra, per chi può) dal catalogo a cura di Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo: “Mario Sironi – Sintesi e grandiosità” (Ilisso edizioni, visitabile fino al 31 marzo, a Milano).

Sironi, nato occasionalmente a Sassari (1885) ma prestissimo romano, aveva assorbito le grandiosità di Roma, con le sue memorie antiche. Mostra, ed il ricco catalogo, sono la più efficace esplicazione di un artista immenso, dalla difficoltosa esistenza per il periodo storico nel quale visse, per la singolare effervescenza della sua personalità. Se qui mi posso permettere aggiungo in conclusione il catalogo della Mostra “Opera nell’Opera, omaggio a Giovanni Paisiello”- progettualità ambientale per un monumento alla Musica – (Gutenberg edizioni, prefazione di Luigi Paolo Finizio) a cura di Massimo Bignardi, che consegna la singolare stratificazione del centro storico di Taranto, per una riflessione svolta attraverso 19 proposte di grandi artisti d’oggi (Cascelli, Catania, Ceccobelli, Coletta, de Filippi, De Mitri, Di Fiore, Filippeschi, Grassino, La Pietra, Lorenzetti, Napoleone, Paradiso, Perego, Salvatore, Scirpa, Strazza, Violetta, Vollaro). Si premette/aggiunge a loro la maquette di Nino Franchina (il celebre monumento “per Taranto” che non fu realizzato). Un panorama che l’esemplare lavoro di Bignardi consegna alle future generazioni, per una città da vivere. Ma qui aggiungo che la mostra è a Taranto, al CRAC, ed è ancora visitabile.

Aldo Perrone

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