27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

foto di Vasco Rossi
Vasco Rossi

MILANO – «Metto sempre il minimo di parole possibili nei miei dischi, perché secondo me è l’immaginazione di chi ascolta che deve volare». Lo ha sostenuto Vasco Rossi parlando del suo nuovo album “Siamo qui” in uscita venerdì 12 novembre, il venerdì palindromo 12.11.21, disponibile in nove confezioni con diversi supporti, cd, vinile, musicassetta, copertine diverse, e anche in digitale nei formati classico, in alta definizione, nel nuovissimo formato spatial audio Dolby Atmos su Apple Music, e in versione enhanced con il commento di Vasco alle canzoni, disponibile su Amazon Music.

«È un album rock, classic rock – ha osservato l’artista – Tutte le canzoni sono suonate con strumenti veri a differenza delle produzioni di oggi. Questo è un album divertito e divertente, con comune verità e spontaneità: queste canzoni sono delle consapevolezze in più che non consolano ma dalle quali non se ne torna indietro». “Siamo Qui” è il 18esimo album di studio di Vasco Rossi dopo “Sono innocente” del 2014 e che conclude il discorso de “La Verità” e “Se ti potessi dire” scritti tra il 2018 e il 2019. Il disco si apre con “XI comandamento”. «Sento nell’aria questa enorme valanga di ignoranza che sta arrivando – ha puntualizzato il Komandante – Non puoi discuterci con l’ignoranza di nuovi governanti che sull’onda di estremismi, populismi, fake-news, si prospettano all’orizzonte: non ci aspettiamo solo delle nuove leggi speciali ma addirittura un vero e proprio undicesimo comandamento». Ancora una pagina che volta chiudendo un capitolo della vita del Blasco, umana e artistica, con canzoni che parlano molto di presente ma che, per lui, sono già passato, come “Siamo qui”. «L’ho scritta prima della pandemia – ha precisato – Parlo dei guai della condizione umana: è la canzone portante dell’album, attorno alla quale ho costruito l’album».

Il video di “Siamo qui” è stato girato in Puglia, nella zona dei 21 archi, il viadotto che attraversa le campagne di Spinazzola nelle Murge, per la regia di Pepsy Romanoff, con la modella e attrice Alice Pagani protagonista. Negli stessi giorni, l’8 settembre, è stata conferita a Vasco Rossi la cittadinanza onoraria di Castellaneta dove Vasco, non solo trascorre le sue vacanze da dieci anni, ma vi prepara anche i concerti convocando tutta la produzione. Già Cittadino della Puglia Creativa con il governatore Nichi Vendola nel 2014, il rocker di Zocca ora è anche castellanetano, «come Rodolfo Valentino», emozionato, tanto da dichiararsi «onorato, lusingato e fiero di essere castellanetano». “Siamo qui” sono dieci canzoni, dieci storie una diversa dall’altra, che compongono lo sguardo del musicista ironico onirico sulla condizione umana oggi, e sulla società, contraddizioni e complicazioni comprese, come anche in “La pioggia alla domenica”. «È una fotografia della giornata – ha accennato – Parlo del rapporto di coppia e alla fine piove anche la domenica, come fosse un Natale senza neve e senza neanche la tv che magari ti poteva salvare». “Un respiro in più” è un tangorock: alla melodica, strumento simile alla fisarmonica e all’armonica, è affidato il compito di accompagnare in note la malinconia testuale; i ritornelli, dall’armonia più ariosa e con sonorità moderne di ispirazione post-rock, preparano il terreno al gran finale che esplode su un tema di trombe alla Morricone. «Capisci che esistere è soltanto un respiro in più, è la vita – ha confessato Vasco – Quando avrai capito queste cose sarai capace di morire per rinascere in una nuova condizione mentale: io sono morto e poi risorto».

“Ho ritrovato te” è un’acusticballad un po’ malinconica con la batteria che l’ha trasformata in una rock-ballad più pesante, con la chitarra elettrica e quella acustica che si inseguono in due assoli sovrapposti. «Un pezzo a cui sono molto legato – ha rivelato – Mi sono reso conto che avevo litigato con la vita, con me stesso, con tutto e avevo preso fuori anche lei: non ho rimesso a posto il mondo, non ho fatto la pace con me però ho ritrovato lei o il non suonare da tanto tempo». “Una canzone d’amore buttata via” è struggente in stile rock-pop, con una parte di archi intensa, dolce ma straziante, in cui c’è anche una viola d’amore, antico strumento ad arco del ‘700. «È il primo singolo di questo album, un amore vero – ha ricordato – Un rapporto di coppia è sempre complicato e bisogna sempre tenerlo vivo anche se qualche volta uno dei due sbaglia: per una notte da ubriaco o una sola bugia non puoi buttare via tutto. Per stare insieme a una persona bisogna saper chiudere un occhio, a volte anche due». Le canzoni di questo album sono nate per essere cantate dal vivo, scritte pensando ai ‘live’. Saranno in tutto undici date del Vasco Live tour 2022 in tutta Italia, dal 20 maggio al 30 giugno: la tappa di Bari è il 22 giugno allo Stadio San Nicola. «L’ultima volta è stato per sei volte San Siro, poi due estati senza concerti – ha sottolineato – Non vedo l’ora di tornare sul palco, non sto più nella pelle; mi sono reso conto che se non faccio dei concerti, lo scopo più importante della mia vita viene a mancare: senza la musica sono niente e abbiamo riprogrammato le date per il 2022, buttando il cuore oltre l’ostacolo e aggiungendo date in più, diventate undici, da nord a sud e viceversa, per tutta l’Italia. Voglio andare a suonare a casa di tutti».

Franco Gigante

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