Vaccino anti-Covid: sì alle somministrazioni anche in farmacia | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

Vaccino anti-Covid: sì alle somministrazioni anche in farmacia

foto di Emergenza coronavirus
Emergenza coronavirus

Nella giornata di ieri, venerdì, su 19.628 test eseguiti in Puglia sono risultate positive al Covid 265 persone, con un tasso di positività dell’1,35%. Tre i decessi registrati. I nuovi casi sono così suddivisi: in provincia di Bari 80, nella Bat 7, nel Brindisino 35, nel Foggiano 58, nella provincia di Lecce 27, in quella di Taranto 57, una persona è residente fuori regione. Sono 3.631 le persone attualmente positive, 159 quelle ricoverate in area non critica, 19 in terapia intensiva. Intanto, le farmacie di comunità della Regione Puglia sono pronte per avviare le somministrazioni di vaccini anti-covid presso le loro sedi già a partire dalla prossima settimana.

Questo è emerso dall’incontro che si è tenuto sempre ieri al Dipartimento per la Promozione della Salute e del Benessere Animale con i rappresentanti delle associazioni di categoria delle farmacie convenzionate e con l’Ordine professionale dei Farmacisti. Nel corso dell’incontro è stato infatti verificato il completamento degli adempimenti organizzativi propedeutici all’avvio delle attività di somministrazione dei vaccini anti-Covid tramite le farmacie convenzionate, di cui all’accordo sottoscritto tra Regione-Federfarma-Assofarm e approvato in Giunta. Lo comunica il direttore del dipartimento Politiche per la Salute, Vito Montanaro. “In tutte le Regioni c’è un aumento della circolazione del virus e questo si traduce in un aumento dei casi” ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nel suo intervento alla conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio Covid-19 della Cabina di regia.

“La mappa europea, anche questa settimana, mostra un’Europa divisa in due e le parti confinanti con la zona orientale sono maggiormente in rosso – ha aggiunto – La circolazione del virus sta aumentando. Le curve ci mostrano come anche nel nostro Paese i casi sono in crescita, ma più contenuta rispetto ad altri Paesi. In Europa la circolazione è in netto aumento”. Brusaferro ha spiegato che “negli ultimi 7 giorni si concentra una crescita dei casi nelle fasce d’età intermedie, 30-39 anni e 40-49 anni, che poi hanno la quota di popolazione non vaccinata più significativa, e tra i giovani dove ancora non è raccomandata la vaccinazione. L’analisi dei casi pediatrici di infezione da Sars-CoV-2 ci mostra come, sostanzialmente, anche in questa fascia di età ci sia una circolazione aumentata del virus, in particolare nella popolazione sotto i 12 anni” ha detto quindi il presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Anche dal punto di vista dell’impatto dei ricoveri, sebbene con numeri limitati, parliamo di una, due o tre persone, si mostra un lieve movimento che sta a indicare l’aumentata circolazione in questa popolazione”, ha aggiunto.

Quanto ai vaccini, “l’efficacia vaccinale rimane molto elevata per ospedalizzazioni, ricoveri in terapia e per i decessi, supera il 90%, mentre per la diagnosi, soprattutto per le fasce di età più centrali è un po’ più bassa. Si abbassa significativamente a partire dal sesto mese. Per questo è importante aderire, man mano che passano i sei mesi, alla terza dose in base alle modalità raccomandate dal ministero”. “Ci sono milioni di cittadini – ha ricordato – che non hanno fatto nemmeno una dose, ed è estremamente importante che inizino il ciclo”. Rispetto alle varianti del virus Sars-CoV-2, “ci troviamo in una fase stabile, dove la variante dominante è la Delta. Viene anche monitorata la Delta plus, che presenta casi un po’ sparsi in tutto il Paese. Ma, comunque, è una variante oggi minoritaria” ha detto Brusaferro. L’indice Rt in Italia sale a 1,21. Sale l’incidenza, con 78 casi covid su 100mila abitanti, aumenta l’occupazione dei reparti in ospedale e delle terapie intensive, è il quadro dell’epidemia covid in Italia secondo il monitoraggio dell’Iss. Continua a salire allora in Italia l’indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici di Covid-19, che si attesa a 1,21 (con un range tra 1,08 e 1,31) nel periodo 20 ottobre-2 novembre, in aumento rispetto alla settimana precedente e stabilmente al di sopra della soglia epidemica. I dati riferiscono inoltre che è stabile e sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero Rt = 1,14 (1,1-1,19) al 2 novembre rispetto a Rt=1,12 (1,06-1,17) del 26 ottobre.

Nel monitoraggio si precisa che “le stime di Rt si ritiene siano poco sensibili al recente aumento del numero di tamponi effettuati, poiché sono basate sui soli casi sintomatici e/o ospedalizzati”. L’incidenza settimanale dei casi Covid-19, a livello nazionale, continua ad aumentare, attestandosi a 78 casi per 100mila abitanti nel periodo 5-11 novembre, rispetto alla settimana precedente in cui era a 53 casi per 100mila abitanti, secondo dati di flusso del ministero della Salute. Sono i dati riportati nel monitoraggio sull’andamento epidemiologico Covid-19 della Cabina di Regia, comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss). In Italia il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid-19 in terapia intensiva è al 4,4% secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute all’11 novembre), in salita rispetto al 4,0% rilevato una settimana prima, il 4 novembre. In salita anche l’occupazione dei reparti di area medica che si attesta al 6,1% (rilevazione giornaliera 11 novembre) rispetto al 5,3% del 28 ottobre. Nel Paese poi risulta in forte aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (11.001 rispetto agli 8.326 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in diminuzione (34% vs 35% la scorsa settimana). È in aumento anche la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (48% vs 47%). Rimane stabile la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (18% vs 18%). In Italia tutte le Regioni e Province autonome risultano classificate a rischio moderato. Tra queste però, una, il Friuli Venezia Giulia è ad alta probabilità di progressione a rischio alto. E’ quanto emerge dai dati del monitoraggio sull’andamento epidemiologico Covid-19 della Cabina di Regia, comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss). Inoltre – prosegue il documento – 11 Regioni/Pa riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza.

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