28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

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Granata: «Taranto, a Monopoli una gara molto difficile»

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Il Taranto

Dolce sorpresa d’autunno. Il classico intreccio del Fato che genera la scoperta di un talento, che schiude a prospettive affascinanti e che dispensa nuove soluzioni. Antonio Granata ha colto la sua grande occasione ed ha ostentato la sua vocazione attraverso uno spirito determinato ed una disciplina tattica che hanno meravigliato un ambiente intero. Una staffetta improvvisa, dettata dalla necessità, nel cuore della difesa: lì affondano le radici quattro esibizioni consecutive con la maglia da titolare, per il calciatore campano poco più che ventenne.

Ed una candidatura che diventa sempre più insistente: “Sono felice, perché aspettavo questo momento, anche se mi dispiace quando un mio compagno di squadra soffre per un problema fisico- esordisce- Nel calcio è giusto che si attendano le proprie occasioni e Dio ha voluto che mi sia fatto trovare pronto: per questo motivo, desidero ringraziare il mister, lo staff tecnico, il direttore, la società che credono in tutti noi giovani. E’ un privilegio”. Un’osmosi fra sicurezza e candore permea le parole dell’emergente centrale difensivo del Taranto, garante di un’alternativa equilibrata all’intesa instauratasi fra Benassai e Zullo, suo mentore nella quaterna di gare sinora disputate: “Ho solo da ringraziare Walter, perché giocare al fianco di un professionista come lui non può che fare bene. Zullo vanta un’esperienza ampia, distribuita in diversi campionati e piazze importanti, ti aiuta costantemente, dote che non si trova tutti i giorni. Per me non rappresenta solo un esempio calcistico, ma anche un uomo dall’animo forte”.

Impatto agonistico immediato e proficuo, che ha suscitato belle sensazioni: “Credo di aver dimostrato già le mie caratteristiche in campo: sono uno che non molla, lotta e cerca di aiutare tutti compagni svolgendo il compito che gli è affidato- spiega Granata- Se ognuno onora i propri incarichi, si può arrivare lontano. All’inizio della mia carriera, da piccolo, ho ricoperto anche altri ruoli, poi da cinque anni mi sono stabilizzato come difensore centrale e persevero, raccogliendo l’insegnamento dai miei compagni più esperti Walter Zullo e Francesco Benassai, ma anche Antonio Guastamacchia, cercare di rendere mie le loro nozioni, perché a 21 anni c’è tanto da crescere”. Profetico circa le sue qualità era stato Francesco Montervino, demiurgo dell’attuale organico e selezionatore degli under dalle inclinazioni più idonee: “Il direttore sportivo Montervino è stato importantissimo: il suo ruolo nell’organigramma è una missione delicata, perché esprimere fiducia nei confronti di un giocatore anche in un momento in cui non sta ancora offrendo quello che è giusto che un professionista dia alla società alla quale appartiene, è fondamentale- commenta Granata- E’ bello sentire la fiducia, è bello sentire che sei parte integrante di un gruppo. Nella mia scelta sono stati importanti anche i tifosi, la città: non era difficile accettare Taranto!”

Nessun timore dell’estasi della piazza: il percorso del giovane difensore è onirico, ambizioso, originale, le sperimentazioni della sua carriera in erba nascono dal vivaio della Salernitana: “Ho militato per due anni nelle fila della Primavera a Saler no, poi sono andato in prestito al Rieti ed ho esordito in serie C, alternandola col Dilettantismo nella Puteolana- racconta- Sono ispirato dalla pressione e dall’entusiasmo degli ambienti meridionali, ed il girone attuale è insidioso: ogni partita rappresenta una storia a sé, non ne esiste una in cui si possa partire con il presupposto di aver già vinto. Sarebbe da stupidi o presuntuosi pensarlo. Secondo me, è un campionato in cui bisogna essere sempre concentrati e convinti di disputare la propria gara e sviluppare la miglior prestazione: si può vincere o perdere, però l’impegno, la fame e la cattiveria devono restare immutate”. Il senso di gratitudine e di rispetto che esprime Antonio Granata è commovente: Giuseppe Laterza l’ha definito un predestinano nel mondo del calcio, merito “del suo atteggiamento, della sua mentalità e della sua qualità tecnica”. “Ho solo da ringraziare il mister: non giocare per molte partite ma avvertire ugualmente la fiducia del proprio allenatore non è facile- sorride- Ciò dimostra l’uomo che è lui: a volte come un padre nei nostri confronti, un fratello maggiore che ci capisce, ci tutela ed è sempre la figura che, nel momento del bisogno, ti dà una mano. E’ fondamentale una guida come mister Laterza per noi giocatori”.

Antonio Granata è stato protagonista del rinnovato debutto del modulo 4-2-3-1 nel derby di Foggia ed avrebbe potuto cambiare il destino del match di Avellino con la traversa timbrata: “Siamo arrabbiati “positivamente”. Non siamo usciti da Avellino con una brutta prestazione, anzi: abbiamo offerto la reazione giusta- commenta- Affrontare due trasferte di fila è complicato, soprattutto contro formazioni che stanno operando molto bene. Per noi deve essere uno stimolo in più il fatto che siamo reduci dalla sconfitta contro gli irpini con la consapevolezza intatta di essere un gruppo coeso, convinto e compatto. Dobbiamo solo portare avanti le idee della società, sviluppare e perfezionare i concetti del mister, ribadire la nostra identità, insistere sulla nostra strada.

E provare a vincerle tutte! Il futuro ci rivelerà la nostra destinazione”. I rossoblu saranno di scena a Monopoli, contro una formazione organizzata e ricca di pedine interessanti, fra cui l’attaccante Starita, arroccatosi ai vertici della classifica marcatori: “Imposterà la manovra per vincere, confidando nel sostegno del pubblico – spiega Granata- Dall’altra parte però ci siamo noi: sappiamo che da Taranto ci sono tutti e ci aiuteranno in qualsiasi modo, anche solo col pensiero. Mi aspetto un avversario abbastanza cattivo, credo che l’incontro possa svilupparsi sul piano fisico. Abbiamo le qualità per dare fastidio”. “Siamo consapevoli che bisogna difendere tutti insieme, il sacrificio della linea degli attaccanti è essenziale- chiosa- La nostra squadra sta dimostrando di essere molto brava ad assimilare queste strategie. In ogni partita ci sono varie situazioni, vari periodi: dobbiamo essere concentrati, approcciare con le giuste indicazioni e garantire il massimo, intuendo ogni momento”.

Alessandra Carpino

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