08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca News

«Pronti da subito per la decarbonizzazione»

foto di L’ad della Paul Wurth Italia, Thomas Hansmann
L’ad della Paul Wurth Italia, Thomas Hansmann

Dieci anni per decarbonizzare lo stabilimento siderurgico? La previsione di Franco Bernabè aveva suscitato malumori e insofferenze per l’eccessiva lunghezza dei tempi ipotizzati. Ma oggi a suìggerire di rivedere i piani arriva una impegnativa dichiarazione di Thomas Hansmann, amministratore delegato di Paul Wurth Italia, che ne ha parlato in una videon intervista diffusa sul profili social di Acciaieria d’Italia, la nuova società proprietaria dell’ex Ilva, che vede insieme lo Stato, attraverso Invitalia, e Arcelor Mittal. «Il 60% dell’acciaio europeo – ha detto il manager della Wurth – è prodotto attraverso il ciclo integrato come nello stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto. La firma del memorandum tra la principale azienda siderurgica italiana, Paul Wurth e Fincantieri, è l’occasione per creare un ver e proprio showcase delle tecnologie più avanzate per la riduzione delle emissioni di un sito produttivo, non solo in ambito siderurgico».

Il memorandum al quale Hansmann fa riferimento è quello che unisce le tre imprese in un progetto di riconversione del ciclo integrale dell’acciaieria di Taranto con tecnologie ecologicamente compatibili. «La ragione alla base della firma di questo memorandum – ha sottolineato Hansmann – è il desiderio di sviluppare insieme a Acciaierie d’Italia una roadmap di decarbonizzazione per le acciaierie italiane nel più breve tempo possibile. Noi, come Paul Wurth, siamo pronti a fornire la tecnologia necessaria mentre la presenza di un partner come Fincantieri è garanzia della possibilità di implementare e realizzare subito gli impianti necessari per avviare questo processo». «La nostra azienda – ha detto ancora l’amministratore delegato di Paul Whurt Italia – è erede di una grande tradizione tecnologica italiana, quella di Italimpianti, che per più di quarant’anni ha avuto un ruolo da protagonista nello sviluppo industriale del Paese. Grazie a questa esperienza Paul Wurth dispone delle competenze necessarie per progettare e implementare il più rapidamente possibile le soluzioni più idonee per Acciaierie d’Italia.

In particolare, le nostre ultime tecnologie possono essere utilizzate per minimizzare le emissioni di Co2 in due segmenti fondamentali del ciclo produttivo di Taranto: le cokerie e gli altoforni». La collaborazione tra Paul Wurth Italia e Acciaierie d’Italia, ha detto ancora Hansmann si prefigge «da una parte il raggiungimento del massimo efficientamento energetico degli impianti esistenti e dall’altra la riduzione dell’utilizzo di carbone e coke negli altoforni. Sotto questo aspetto, un ambito di sviluppo molto promettente è quello del riutilizzo dei gas metallurgici generati nel corso della lavorazione dell’acciaio per alimentare gli impianti esistenti senza ricorrere al carbone». Il futuro èperò l’idrogeno, ma – ha avvertito l’ad di Paul Wurth «è un percorso che è appena iniziato. Come Paul Wurth partecipiamo con molto interesse alle discussioni sull’evoluzione del settore siderurgico, perchè siamo convinti che questo diventerà il combustibile che alimenterà la produzione di acciaio. Oggi stiamo lavorando per creare le condizioni che rendano possibile questa transizione passando dal gas, con l’obiettivo di incrementare anno dopo anno la quantità di idrogeno che può essere utilizzata». «Un’altra tecnologia estremamente interessante – ha infine detto Hansmann – è quella del preridotto, che diventera’ un’alternativa all’altoforno quando l’idrogeno sarà a disposizione a costi bassi e in quantità sufficiente. Ma stiamo ancora parlando del futuro». Come detto, era stato il presidente di Acciaieria d’Italia, Franco Bernabè, a ipotizzare un percorso decennale per arrivare alla decarbonizzazione della produzione: «Il Cda di Acciaierie d’Italia – aveva dichiarato in una intervista a La 7- sta lavorando intensamente ad un piano di decarbonizzazione in 10 anni per gli impianti dell’ex gruppo Ilva. Un piano importante, che va condiviso prima con il governo e le amministrazioni locali e poi lo sarà, nel momento in cui ci saranno le condizioni, anche con i sindacati sotto il profilo occupazionale. Ma per questo non si può pretendere che nel giro di uno o due mesi il Cda di Acciaierie definisca l’intero piano industriale».

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