27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

Cronaca News

Qualità della Vita delle province: Taranto in netto calo

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

«Gli sforzi compiuti da Taranto, quelli per i quali scaliamo ben 9 posizioni nella classifica de “Il Sole 24 Ore”, dove competono le singole città e non le province, probabilmente non bastano a recuperare i ritardi di decenni. Ciascuno risponde per le proprie responsabilità e, in questo caso, una riflessione dovrebbe farla chi amministra l’ente provinciale, nonostante il buon lavoro fatto da molti sindaci della provincia. Noi come amministrazione di Taranto ci siamo dati degli standard che progressivamente stiamo raggiungendo ed è la via che abbiamo indicato, condizione necessaria e sufficiente per consentire all’intera provincia di fare i nostri stessi passi in avanti e di non arretrare come dice “Italia Oggi”.

La vicinanza temporale di queste due classifiche è emblematica di quanto sosteniamo: Taranto corre e tanto ci basta per continuare a lavorare bene come stiamo facendo». Così Paolo Castronovi, assessore all’Ambiente, commenta la classifica sulla Qualità della Vita nelle province che vede Taranto al 103esimo posto, in netto calo (era novantaquattresima) rispetto a dodici mesi fa. Gli altri territori: Milano conferma il primo piazzamento già ottenuto lo scorso anno in termini di reddito e ricchezza. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia 2021 di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. L’indagine è giunta alla 23esima edizione. A seguire nel gruppo di testa troviamo Trieste, quinta lo scorso anno, Bologna e Parma. Le 27 posizioni di testa (due in meno rispetto allo scorso anno) comprendono quasi esclusivamente province dell’Italia settentrionale. Vi figurano in particolare 11 province del nord ovest (contro le 13 della passata edizione), di cui 5 in Piemonte, nell’ordine Torino, Novara, Vercelli, Biella e Cuneo; 5 province lombarde (una in meno rispetto al 2020): Milano, Monza e della Brianza, Lecco, Cremona e Bergamo; Genova in rappresentanza della Liguria. Il nord est a sua volta è rappresentato da 15 province (due in più rispetto alla passata edizione): le due province del Trentino-Alto Adige; Belluno, Verona e Padova in Veneto; tutte le province del Friuli-Venezia Giulia ad eccezione di Gorizia; tutte le province dell’Emilia Romagna ad eccezione di Forlì-Cesena e Rimini. L’unica provincia (contro le 3 dello scorso anno) a rappresentare l’Italia centrale nel gruppo di testa è Firenze.

Quanto alle 25 province censite nel gruppo di coda (come lo scorso anno), viceversa, sono quasi esclusivamente dislocate nell’Italia meridionale e insulare, un risultato che conferma quello già ottenuto nella passata edizione dell’indagine. In rappresentanza dell’Italia centrale troviamo Latina per il Lazio. Le restanti 24 province appartengono all’Italia meridionale e insulare. Vi figurano le cinque province campane; 4 delle 6 province pugliesi, ad eccezione di Bari e Taranto; Potenza in Basilicata; le 5 province calabresi; tutte le province/città metropolitane siciliane. Chiude la classifica, come nelle due passate edizioni, la provincia di Crotone. E ancora, Siena si conferma al primo posto nella classifica del tempo libero e turismo, confermando i piazzamenti conseguiti nelle passate edizioni, così come Rimini, Aosta e Verbano-Cusio-Ossola, mentre Grosseto si piazza in quinta posizione; Trieste si classifica in prima posizione nella dimensione dell’istruzione e formazione, che dalla edizione 2019 dell’indagine sostituisce la vecchia dimensione dei servizi finanziari e scolastici. A seguire altre tre province del nord est, Bologna, Trento e Milano; Aosta al primo posto nella classifica della sicurezza, scalando undici posizioni rispetto alla passata edizione dell’indagine. Seguono, nell’ordine, Rieti, Potenza e Pordenone, che a loro volta guadagnano posizioni, pur confermando anche quest’anno la loro presenza nel gruppo di eccellenza. Quest’anno è Reggio Emilia a classificarsi al primo posto nella dimensione ambientale, seguita da Pordenone, Mantova e Parma.

Nelle 23 posizioni di testa, 2 in più rispetto alla passata edizione, figurano 19 province dell’Italia settentrionale e 4 dell’Italia centrale; Bolzano e Bologna aprono la classifica della dimensione affari e lavoro, risultato che conferma quelli delle passate edizioni dell’indagine. A seguire Fermo, Trento e Cuneo, che a loro volta mantengono i piazzamenti ottenuti negli ultimi anni. Se il Sud è in difficoltà, si punta anche sul Pnrr per invertire la rotta. Alla Puglia andranno 2 miliardi e 631 milioni di euro i fondi per il momento destinati alla Puglia dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Di questi, due miliardi finanzieranno infrastrutture di trasporto, mobilità sostenibile, rinnovo del parco bus e treni, edilizia residenziale, interventi sui porti e le Zone economiche speciali. Gli altri 631 milioni di euro saranno destinati a potenziare il sistema sanitario regionale attraverso reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina. A queste risorse andranno aggiunte quelle che saranno ripartite per progetti relativi a transizione verde, istruzione e ricerca.

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