«Io, precaria della sanità, chiedo che ci siano legalità e trasparenza» | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 09:53:00

Cronaca News

«Io, precaria della sanità, chiedo che ci siano legalità e trasparenza»

foto di Michele Emiliano
Michele Emiliano

Con una “lettera aperta al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano” una lavoratrice precaria della sanità racconta la sua – e non solo sua – storia: “Dalla stampa locale giunge la notizia che 51 ausiliari in carico all’azienda Sanitaservice di Taranto con contratto fino al 30 novembre chiedono di essere assunti in pianta stabile. Le 51 unità sono state assunte a tempo determinato con contratto non rinnovabile, nelle more del concorso per 40 pulitori bandito dalla Sanitaservice di Taranto bloccato per la pandemia da Covid tanto che il periodo di servizio non costituiva nemmeno titolo valutabile. Da precaria quale sono, in età matura ho ripreso gli studi e la formazione attraverso i canali regionali, partecipando a concorsi su scala regionale e nazionale e partecipando al concorsone per 40 pulitori messo a bando dalla Sanitaservice di Taranto.

Pertanto, pur comprendendo le ragioni di chi vuole trasformare il contratto di lavoro in scadenza in impiego a tempo indeterminato, vorrei far sentire la voce di chi come me ed altri 1.000 persone hanno fatto una lunghissima trafila concorsuale per accedere a tale impiego. Una sanguinosa scrematura nel mese di ottobre 2020 presso il PalaMazzola di Taranto e successivamente un colloquio orale nella scorsa estate tra giugno e luglio 2021. Da pochi giorni è in vigore una graduatoria che, come scritto agli atti, sarà valida per 36 mesi con possibilità di essere estesa. Comprende perfettamente che la richiesta dei 51 ausiliari riduce notevolmente le occasioni di lavoro per chi non è entrato nei prima 40 posti della graduatoria messi a concorso e che legittimamente sperano che il fabbisogno possa aumentare per essere assunti nel corso del tempo. Io personalmente sono tra questi, insieme ad altri 1000 persone che hanno superato le prove. Non voglio scatenare “una guerra tra poveri” ma credo che se da Presidente della Regione deve avere a cuore i problemi del lavoro, da magistrato quale Lei non ha mai smesso di essere, debba farli andare di pari passo con la legalità e con la trasparenza. Mi aspetto che la politica regionale, di cui Lei è massima sintesi, non usi strumentalmente una richiesta di lavoro che se soddisfatta priverebbe altri delle legittime speranze di trovare una occupazione stabile”.

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