27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

foto di Foiba di Opicina
Foiba di Opicina

MARTINA FRANCA – Sarà inaugurata questo pomeriggio alle ore 17, presso il Palazzo Ducale di Martina Franca, la mostra intitolata “Dalle foibe ai campi profughi: l’odissea dei 350.000 istriani, fiumani e dalmati”. La mostra, allestita nelle Sale D’Avalos, riproduce puntualmente, anche se in forma ridotta, l’esposizione del Museo di Carattere Nazionale C.R.P. (Centro Raccolta Profughi) di Padriciano, l’unico sito espositivo in Italia che illustra la difficile vita dei nostri connazionali profughi. Il Museo, inizialmente realizzato come mostra permanente nel 2004 dall’Unione degli Istriani, sorge nell’area del più grande campo profughi realizzato nel nostro Paese per l’accoglienza delle migliaia di istriani, fiumani e dalmati in fuga dalla Venezia Giulia, prima occupata e poi annessa dalla Jugoslavia comunista. L’area, che misura circa 2,5 ettari, conserva inalterata la sua struttura originaria dopo la dismissione avvenuta nella metà degli anni Settanta.

La mostra, articolata su pannelli didattici, rappresentazione di un assortimento di masserizie originali provenienti dalle collezioni del Museo, ha lo scopo di approfondire la tematica poco conosciuta della lunga odissea vissuta dai 350 mila esuli adriatici accolti in Patria ed internati in oltre 120 strutture sparse su tutto il territorio, dal Friuli alla Sicilia, dalla Puglia al Piemonte. Molti dei protagonisti di quella odissea vissero per molti anni in fabbricati privi di riscaldamento e acqua corrente, malsani e inadeguati, di cui rimane ancora qualche traccia nell’area museale. I dati che compaiono sui pannelli sono stati raccolti in più di quattro anni di ricerche condotte nei maggiori archivi italiani, primo fra tutti l’Archivio centrale dello Stato, sito a Roma.“Si tratta di un’iniziativa coerente con la giornata del ricordo delle vittime delle Foibe che abbiamo sempre celebrato in città – ha dichiarato l’Assessore alle Attività culturali, Antonio Scialpi – la mostra rafforza la documentazione storica e le testimonianze su questa ferita storica che va condivisa con le nuove generazioni”. Hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e il Ministero della Cultura.

Stefania Gallone

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