28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

Cronaca News

Frasi razziste durante il Giorno della Memoria, indagato un tarantino

foto di Indagini della Digos della Questura di Brindisi
Indagini della Digos della Questura di Brindisi

Frasi fasciste, razziste e omofobe nel Giorno della Memoria: anche un tarantino tra i cinque indagati dalla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce. Nei guai tre ragazzi brindisini, un tarantino e un barese. E’ stato emesso a carico dei cinque il provvedimento di avviso delle conclusione delle indagini perché, “in concorso tra loro e con altre persone allo stato non identificate, in occasione della richiamata celebrazione, mandata in diretta streaming tramite la piattaforma “Youtube”, poiché era stata resa attiva una chat pubblica riservata ai commenti da parte dei singoli utenti, si collegavano alla predetta chat e, in contemporanea con la diretta streamimg, pubblicavano dei post inneggianti al partito fascista e nazista nonché numerose frasi aventi manifestazione antisemita, di discriminazione razziale ed in ordine all’orientamento sessuale”.

Il 27 gennaio scorso, presso il salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi, organizzata dalla Prefettura di Brindisi, si è svolta la cerimonia commemorativa del “Giorno della Memoria”, anche in diretta streaming attraverso un canale dedicato sulla piattaforma “youtube”, in ricordo delle persecuzioni del popolo ebraico e dello sterminio nei campi nazisti dei deportati militari e civili italiani e sono state conferite medaglie a quattro sopravvissuti all’Olocausto. Nello stesso circuito telematico è stata resa attiva una chat, ovvero uno spazio riservato ai commenti da parte dei singoli utenti, moltissimi dei quali erano studenti degli istituti di istruzione secondaria della provincia di Brindisi, coinvolti nell’iniziativa dal Provveditorato agli Studi – Ufficio Scolastico Provinciale. Durante lo svolgimento della cerimonia, nella chat pubblica, contemporaneamente alla trasmissione delle immagini,sono stati diffusi post inneggianti al partito fascista e nazista, espressioni antisemite e di discriminazione razziale, di apologia verso esponenti della criminalità mafiosa, affermazioni discriminanti i generi e gli orientamenti sessuali.

“Il numero consistente di soggetti coinvolti, nonché la progressiva intensità degli interventi aggressivi, depongono (ed è questa l’ipotesi di lavoro che hanno sviluppato gli investigatori della Digos) per quella strategia preventivamente concordata nota, in gergo, col nome di Shit Storm poiché si sostanzia come un attacco telematico di gruppo diffuso in rete con l’obbiettivo di impedire gli eventi (cosiddettoo “crash della live”) ovvero di neutralizzare lo scopo didattico/educativo- si legge in una nota stampa della Questura di Brindisinell’ambito del gruppo, infatti, alcuni soggetti si sono evidenziati in quanto promotori ed organizzatori dell’attacco. Gli investigatori della Digos, i quali hanno acquisito l’intero contenuto della chat, comprendente 2540 records, e focalizzando l’attenzione su alcuni studenti minorenni, in sinergia con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, e recependone le direttive che sono sempre indirizzate alla rieducazione e al recupero del minore che non ha interiorizzato, evidentemente, i “mali” della storia e il rispetto delle libertà altrui, ha svolto le indagini, prettamente di natura informatica, ed è riuscito a raccogliere elementi gravi e concordanti a carico di minori, studenti degli istituti di istruzione secondaria.

Tutti i minori sono risultati inseriti in ottimi contesti familiari, nonché affettivi e culturali e molti di loro sembrano aver compreso la gravità del comportamento assunto il 27 gennaio scorso. Infine, va evidenziato che molti studenti che hanno partecipato all’iniziativa attraverso la chat e che hanno avuto modo di leggere in diretta le frasi inneggianti al partito fascista e nazista, nonché antisemita e di discriminazione razziale e in ordine all’orientamento sessuale le hanno segnalate all’ufficio Digos dimostrando grande senso di responsabilità e consapevolezza della loro gravità. La serrata ed efficiente attività di indagine da parte della Digos ha riscosso il plauso del Questore che ha ringraziato per la sensibilità e l’attenzione la Procura dei Minori”.

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