05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cronaca News

Covid, Taranto ancora al vertice per i nuovi casi

foto di Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Nelle ultime 24 ore in Puglia sono stati effettuati 21.059 test per l’infezione da Covid-19 e sono stati registrati 161 casi positivi: 41 in provincia di Bari, 9 nella provincia Bat, 18 in provincia di Brindisi, 5 in provincia di Foggia, 16 provincia di Lecce, 44 in provincia di Taranto – quella con il maggior numero di nuovi casi positivi rilevati – , 3 casi di residenti fuori regione, 25 casi di provincia in definizione. Sono stati registrati 3 decessi. I casi attualmente positivi su tutto il territorio pugliese sono 3.687; 166 sono le persone ricoverate in area non critica, 21 sono in terapia intensiva. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 4.493.976 test; 276.109 sono i casi positivi; 265.557 sono i pazienti guariti; 6.865 sono le persone decedute. I casi positivi sono così suddivisi: 100.426 nella provincia di Bari; 28.582 nella provincia BAT; 21.930 nella provincia di Brindisi; 48.811 nella provincia di Foggia; 32.497 nella provincia di Lecce; 42.287 nella provincia di Taranto; 1.020 attribuiti a residenti fuori regione; 556 di provincia in definizione.

Riguardo ai vaccini, “la clamorosa caduta di somministrazioni nei fine settimana, unita alla stentata campagna vaccinale anche per gli operatori sanitari, nemmeno 1/3, comporta un altissimo rischio contagio per medici e infermieri, considerato l’aumento del numero dei contagiati ospedalizzati. Il fatto che nei giorni feriali ci sia una media di 10mila vaccinazioni al giorno, un dato comunque sempre molto basso rispetto agli obiettivi, determina l’ingiustificabilità delle appena 40 dosi somministrate domenica. E ciò non per gusto statistico ma perché attorno a questi numeri si cela la tutela della vita umana e la speranza di non ricacciarci in un nuovo lockdown”. A dichiararlo il presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, commentando i dati della campagna vaccinale aggiornati alle ore 6:12 del 16 novembre 2021.

“Nella giornata del 15 novembre, sono state somministrate 11.652 dosi. Più 11.602 dosi rispetto al 14 novembre, più 9.551 dosi rispetto al 13 novembre e meno 676 dosi rispetto al 12 novembre. Le 11.652 dosi somministrate sono così suddivise: 391 addizionali, 6.840 richiami, 1201 prime dosi, 3.127 seconde dosi e 93 a persone con pregressa infezione. Le dosi addizionali somministrate sinora, cioè quelle destinate alle persone trapiantate, immunodepressi e pazienti oncologici, sono 17.758, su un totale complessivo di 155.641. Ne restano dunque da vaccinare con dose addizionale 137.884. Le dosi di richiamo (booster) somministrate sinora, cioè quelle destinate per ora a persone ultra sessantenni e operatori sanitari, sono 130.527, su un totale complessivo di 305.806. Ne restano dunque da vaccinare con dose di richiamo 175.279. I vaccinati totali con dose addizionale e richiamo sono 148.285 su un totale di 461.447, pari al 32,13 per cento. Ne restano da vaccinare 313.162.

Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose addizionale la Puglia è in generale al diciassettesimo posto con lo 0,45 per cento. Nel dettaglio: dodicesima nella fascia d’età 12-19, diciassettesima nella fascia 20-29, dodicesima nella fascia 30-39, undicesima nella fascia 40-49, decima nella fascia 50-59, sedicesima in quella 60-69 anni, diciassettesima nella fascia 70-79 anni, diciassettesima nella fascia 80-89 anni, diciannovesima nella fascia dai 90 anni in su. Nella classifica nazionale della vaccinazione per dose di richiamo (booster) la Puglia è in generale al quindicesimo posto con il 3,32 per cento. Nel dettaglio: quinta nella fascia d’età 12-19, quinta nella fascia 20-29, quarta nella fascia 30-39, quinta nella fascia 40-49, setti ma nella fascia 50-59, ottava in quella 60-69 anni, quindicesima nella fascia 70-79 anni, sedicesima nella fascia 80-89 anni, diciottesima nella fascia dai 90 anni in su. La popolazione pugliese che rientra nella fascia d’età vaccinabile contro il Covid è di 3.544.797 abitanti: di questi hanno ricevuto la prima dose l’86,98 per cento, anche la seconda l’81,07 per cento. Sono invece 488.812 i pugliesi che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino.

Abbiamo in giacenza 650.956 vaccini. Al momento la percentuale di occupazione delle terapie intensive pugliesi è ferma al 4,1 per cento. Più nel dettaglio ci sono complessivamente 20 ricoverati in terapia intensiva su 482 posti letto disponibili. I ricoverati in area non critica sono 158 su 2745 posti letto disponibili”. Le Regioni da parte loro sono pronte a chiedere al governo restrizioni per i non vaccinati, con l’obiettivo di evitare regole generali in caso di passaggi in zona gialla o arancione per l’eventuale aumento dei contagi covid. ‘’Ero al telefono con Fedriga fino a pochi minuti fa. Quello che deve essere chiaro a tutti è che chiederemo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore, se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto’’, ha detto il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, a margine dell’inaugurazione del salone ‘Orientamenti’, facendo riferimento ai contatti con Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza delle regioni. ‘’Non vorrei riparlare di chiusure – ha precisato ancora – ma se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati, se le misure devono essere prese devono essere prese solo per i non vaccinati e non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere’’.

‘’No a chiusure che farebbero danni gravissimi al Paese. Meglio un green pass a due velocità: con il vaccino che vale per tutto, con il tampone solo per lavoro e attività essenziali’’, aveva scritto Toti su Facebook postando un’intervista al ‘Corriere della Sera’. ‘’Se i dati peggioreranno, è una strada da percorrere. Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale – aveva aggiunto il governatore – Chi no, con il tampone potrà solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili (alimentari, farmaceutici) ma non frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e anche quella altrui’’. Il ministro dei Rapporti con Il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto alla Camera la fiducia sul ddl di conversione in legge del cosiddetto decreto Green Pass, che contiene le misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid 19 e il rafforzamento del sistema di screening. Il decreto è già stato approvato dal Senato.

Questo, mentre sulla possibilità che il Governo intervenga sulla durata del Green pass, “la riflessione è in corso. L’evidenza scientifica ha stabilito che con il passare del tempo c’è una riduzione del livello immunitario. E’ ragionevole quindi pensare ad una riduzione della durata del Green pass”: lo ha ribadito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1. Sulla possibilità di un ritorno all’obbligo della mascherina all’aperto, come accaduto nel comune di Aprilia (Latina) a causa di un rialzo dei contagi, il sottosegretario spiega che l’ipotesi “non è ancora sul tavolo” del ministero. “Valuteremo nelle prossime settimane. Se ci sarà bisogno di restrizioni ci prenderemo la responsabilità, ma a oggi non è il tema”, ha detto Costa. Arriva intanto la stretta sui trasporti. Torna la biglietteria, cartelli con regole a bordo, stop al treno con un caso sospetto, in taxi massimo in due sono alcune delle nuove regole per bus, treni e metropolitane nella ordinanza emessa dal ministero dei Trasporti insieme al dicastero della Salute. Tra le novità, dunque, la possibilità di fermare il treno se c’è un caso di Covid sospetto, mentre il Green pass andrebbe controllato a terra, dunque prima di salire a bordo.

Ma “qualora questo non fosse possibile, il controllo può essere effettuato dal personale di bordo insieme al controllo del biglietto di viaggio”. “In caso di passeggeri che, a bordo treno, presentino sintomi riconducibili all’affezione da Covid – si legge infatti nell’ordinanza – la Polizia Ferroviaria e le Autorità sanitarie devono essere prontamente informate: all’esito della relativa valutazione sulle condizioni di salute del passeggero, a queste spetta la decisione in merito all’opportunità di fermare il treno per procedere ad un intervento o prevedere appositi spazi dedicati. L’impresa ferroviaria procederà successivamente alla sanificazione specifica del convoglio interessato dall’emergenza prima di rimetterlo nella disponibilità di esercizio”. E ancora: torna la biglietteria e il controllo a bordo di metro, autobus di linea, tram e filobus.

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