L’opposizione rilancia: «Siamo pronti a governare» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

L’opposizione rilancia: «Siamo pronti a governare»

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Non si sono lasciati attendere i commenti di partiti e gruppi di opposizione, dopo la notizia relativa al deposito delle 17 firme ad un notaio, da parte di altrettanti consiglieri comunali, che di fatto fanno decadere l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci. Renato Perrini, consigliere regionale e vice coordinatore regionale di Fratelli d’Italia. «Il progetto di Fratelli d’Italia è, come sempre, chiaro e coerente. Da noi nessuna ambiguità, per questo siamo pronti ad affrontare il dialogo con le altre forze di centrodestra per individuare il miglior candidato per Taranto, che rappresenti l’alternativa alla pessima gestione targata Pd e Melucci, e che restituisca dignità alla città. Ancor più in questo momento strategico e di grandi opportunità di crescita, è necessaria una guida specchiata, che amministri con trasparenza e anche con coraggio.

Nelle prossime ore, dopo una riunione della classe dirigente tarantina, i vertici nazionali di Fratelli d’Italia convocheranno un tavolo di valutazione proprio in questa direzione». Dario Iaia, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Taranto. «Come dicevamo qualche giorno addietro la narrazione costruita dall’amministrazione Melucci con un’azione di propaganda continua ed incessante, non corrispondeva alla realtà vissuta dai cittadini nella città e si è dissolta come neve al sole con le dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali di Taranto. E’ lampante il fallimento del centro sinistra e del presidente Emiliano che con la sua presenza aveva fatto da garante del sindaco Melucci. E’ evidente che qualcuno in seno alla sua maggioranza non lo ha ascoltato. Ora, il centrodestra e Fratelli d’Italia si propongono, con ancora più forza, per il governo della città, ponendo come punti fermi del proprio programma la legalità e la trasparenza, oltre allo sviluppo economico che è mancato clamorosamente in questi anni ponendo Taranto agli ultimi posti per vivibilità nelle classifiche nazionali».

Vito De Palma, coordinatore provinciale di Taranto e Massimiliano Di Cuia coordinatore cittadino. «Siamo pronti a restituire a Taranto la giusta serenità ed il suo ruolo strategico per l’economia del nostro territorio e di tutta la Puglia: oggi, crolla un “castello di sabbia”, costruito da una Giunta che si è distinta per costanti contraddizioni dall’inizio del suo mandato. L’am ministrazione è stata guidata con una maggioranza mai stabile e perennemente nell’orbita di “ingerenze baresi”. I risultati di questo “navigare a vista” sono stati fotografati dalle ultime classifiche sulla qualità della vita, che hanno certificato la parabola discendente della città che ha continuato a perdere posizioni. Forza Italia, anche dopo gli ottimi risultati ottenuti alle scorse elezioni regionali, è pronta a scrivere un’offerta politica seria e trasparente in grado di superare anni di depressione economica e sociale e di incertezze politiche».

Mauro D’Attis commissario regionale di Forza Italia e Dario Damiani vice commissario «Dopo solo un mese dal simile caso di Barletta, ecco che troviamo lo stesso copione a Taranto: Emiliano tenta il recupero e in entrambi i casi si scioglie il Consiglio comunale. Adesso, il centrodestra deve saper interpretare il cambiamento per i cittadini di Taranto in vista delle prossime elezioni comunali. Forza Italia, anche alla luce degli ottimi risultati ottenuti nella provincia ionica alle scorse competizioni regionali, intende essere protagonista di un centrodestra che guarda con attenzione a tutti quei partiti e movimenti alternativi a Melucci e al centrosinistra di Emiliano. Già nelle prossime ore ci confronteremo, in quest’ottica, con il nostro coordinatore provinciale di Taranto, Vito De Palma, e con il coordinatore cittadino, Massimiliano Di Cuia». Gruppo consiliare “Una città per cambiare”.

«Il 16 novembre 2021, abbandonato dalla sua stessa maggioranza, viene sfiduciato il sindaco Rinaldo Melucci. Oggi cade l’impero di malgoverno e malagestione della cosa pubblica, costruito da un sindaco che, sin da subito, ha dimostrato una scarsissima attitudine alla guida di una città splendida e complessa come Taranto. A distanza di tre anni esatti da quel 14 novembre in cui il consigliere Battista si fece promotore di una raccolta firme tra i colleghi consiglieri, oggi cala il sipario su una amministrazione che, per sopravvivere, ha cercato sempre nuove alleanze, si è retta su sodalizi sempre più improvvisati e trasversali, fino a raggiungere l’ex citiano Ciraci, con il solo scopo di rimpinguare i numeri sempre più risicati della maggioranza. Quella di oggi per noi rappresenta una vittoria morale nei confronti di chi ci ha tacciati di disfattismo. La caduta di Melucci, decretata inesorabilmente da 17 consiglieri, anche appartententi alla sua stessa maggioranza e molti dei quali rappresentati in Giunta da uno o più assessori, è la prova del fatto che in questi anni, con le mani libere da nomine e regalie varie, siamo stati solo megafono di un malcontento generale. A poco sono serviti gli equilibrismi del buon Rinaldo che, tra una delega, un assessorato e un affidamento diretto, ha speso questi 4 anni e mezzo a lavorare più per se stesso che per Taranto. Melucci sarà ricordato come il sindaco che ha coperto la città di lussuosi ed enormi tappeti sotto i quali nascondere la polvere che auspichiamo sarà riportata alla luce dalla Procura e dalla Corte dei Conti a cui, negli anni, abbiamo denunciato più volte una gestione quantomeno discutibile del danaro pubblico. In primavera la città sarà chiamata a scegliere i suoi nuovi amministratori. Che la matita diventi nelle cabine un potentissimo strumento di riscatto, scegliendo chi della difesa di questa meravigliosa e sfortunata terra ha fatto una missione di vita».

1 Commento
  1. Francesco 3 settimane ago
    Reply

    Siete pronti a rovinare no governare Taranto solo cito poteva governare e basta

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