08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca News

«Scioglimento del consiglio, atto grave»

Il Palazzo di città di Taranto
Il Palazzo di città di Taranto

«Lo scioglimento anticipato del consiglio comunale è un fatto grave per la nostra città. L’azione amministrativa subisce un intoppo: nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni Taranto sarà governata da un commissario governativo». Ad affermarlo è il circolo “Impastato” di Rifondazione Comunista. «A tale esito si giunge per la guerra tra bande che da tempo lacera la ormai ex maggioranza. Nella coalizione che ha vinto le elezioni poco meno di cinque anni fa si sono aperte subito fratture. Scontri animati non da idee diverse, ma da puri e semplici interessi di bottega. Ne è conseguita una situazione di fibrillazione permanente. L’ex sindaco da parte sua non ha risposto con uno scatto in avanti sul terreno della politica, stabilendo un rapporto più profondo con la cittadinanza.

Melucci si è chiuso nel palazzo, limitandosi a contrattazioni di piccolissimo cabotaggio». «Queste circostanze – afferma ancora il circolo “Impastato” hanno inciso anche sull’azione di governo, provocando stridenti contraddizioni. Accanto al varo di importanti iniziative – su tutte, il progetto per Taranto sede dei Giochi del Mediterraneo –, si sono registrati ritardi e incongruenze su dossier non meno rilevanti. Si pensi all’assegnazione del centro sportivo Magna Grecia (uno degli interventi previsti per i Giochi), per la quale si attende ancora il bando; al Piano per la mobilità sostenibile, la cui attuazione è solo all’inizio; alla raccolta differenziata, che procede a singhiozzo; al fondamentale Piano urbanistico generale, che rischia di essere snaturato dai ricorrenti progetti di cementificazione riguardanti le periferie. Melucci e i suoi collaboratori hanno tentato di mascherare queste tensioni dietro una cortina fumogena di propaganda. Fra l’altro il racconto della “rinascita” è stato accompagnato da un atteggiamento spesso sprezzante nei confronti delle critiche (anche quando benintenzionate), da un’autoreferenzialità che ha impedito al sindaco e al suo cerchio magico di allargare la base del consenso.

D’altronde, chi oggi ha sfiduciato Melucci non ha uno straccio di progetto di città. Gli architetti dell’operazione si apprestano a tirare su una nuova accozzaglia elettorale, anche loro coinvolgendo pezzi di centrodestra. Lo scenario è molto preoccupante. Nei prossimi anni Taranto sarà destinataria di consistenti flussi di denaro e, inevitabilmente, la tentazione dell’assalto alla diligenza è forte. Al contempo, la città è nelle morse di una crisi sociale che si fa sempre più drammatica. Di fronte a tutto questo è quanto mai urgente una mobilitazione delle forze vive. Lavoriamo ad una proposta che dia ai cittadini il senso di una trasformazione possibile, con donne e uomini capaci di portarla avanti».

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