28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

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Terremoto a Palazzo di Città, le reazioni del mondo politico

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Il Palazzo di città di Taranto visto dal mare

«Un nutrito gruppo di consiglieri comunali di Taranto ha provocato lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. È una scelta inaudita, ordita contro la città, che ha come unico obiettivo quello di fermare una stagione di crescita e di grandi opportunità».

Michele Mazzarano, consigliere regionale del Pd, commenta la decisione dei 17 componenti della massima assise tarantina che hanno formalizzato le loro dimissioni facendo decadere l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci. «Ancor più grave perché parliamo non di un Comune qualsiasi ma di Taranto, una città carica di emergenze ma anche piena di potenzialità inespresse che, in questi anni, ha faticosamente intrapreso la strada del riscatto. Rivolgo al sindaco Melucci la mia solidarietà umana e politica – conclude Mazzarano- ed il sostegno della nostra comunità politica per continuare a lavorare nell’esclusivo interesse della città e proseguire il lavoro avviato in questi anni».

Vincenza Labriola, deputata Forza Italia. «Lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Taranto è una manna dal cielo per i tarantini. Negli ultimi mesi, il sindaco Melucci non si è mai occupato fino in fondo delle questioni più delicate della città: non ha fatto nulla sul fronte della sicurezza e dell’immigrazione o su quello delle concessioni per la mitilicoltura, e non ha portato avanti nessuna politica di contrasto alle chiusure delle attività commerciali nel borgo. Per non parlare del braccio di ferro sull’Ex Ilva, che ha avvelenato gli animi e rallentato i processi. La lista è lunga. Ha ragione il nostro coordinatore nazionale, Antonio Tajani: l’elezione del sindaco può rappresentare una occasione per la comunità e per il centrodestra. Forza Italia, insieme agli alleati della coalizione, saprà trovare il giusto candidato per il rilancio della città di Taranto, che ha una importanza strategica per tutta l’Italia».

Fulvia Gravame, co-portavoce regionale Verdi, Eliana Baldo e Mino Briganti, coportavoci cittadini Verdi. «La scelta del consigliere Vincenzo Fornaro di far parte dei dimissionari che hanno provocato lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, è destabilizzante per tutti. Decisione individuale e non concordata con la dirigenza cittadina e nazionale il cui effetto a pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato potrebbe essere quella di bloccare la presentazione di progetti a valere sulle ingenti risorse assegnate alla città e di eliminare un luogo sede naturale di un processo democratico quale il consiglio comunale. Tempismo dannoso e inopportuno per la comunità anche in considerazione dell’esiguo termine residuo prima delle prossime elezioni. Le ragioni alla base della nostra azione politica sono sempre le stesse e continueremo a perseguire la difesa della salute a Taranto come in passato. Occorre ripensare la nostra strategia alla luce del nuovo contesto e perciò facciamo appello agli ecologisti e a tutti quanti hanno a cuore il futuro di Taranto per avviare una discussione franca sul prosieguo delle battaglie ecologiste».

Paolo Castronovi, assessore comunale all’Ambiente. «Quello che è accaduto ieri mi impone una serie di riflessioni, sia come politico, sono il Segretario cittadino del Psi di Terra jonica, sia come Amministratore quale assessore all’Ambiente, già anche assessore alle Società partecipate. Come politico ritengo irrituale, per usare un eufemismo, il comportamento tenuto da chi era, fino al giorno prima delle dimissioni, nella maggioranza che sosteneva Rinaldo Melucci avendo anche importanti incarichi assessorili. Secondo quando leggo sulla stampa, la “colpa” del Sindaco sarebbe stata quella di essere “troppo accentratore”: pur rispettando per mia cultura le valutazioni altrui, pur non condividendole in questo caso, mi fa specie che questi personaggi si siano accorti di ciò solo nelle ultime quattro settimane, visto che il 15 ottobre gli stessi avevano – tutti sorridenti e compiacenti – accettato la nuova composizione di giunta senza eccepire nulla, eppure avevano di fronte il Governatore Michele Emiliano a cui avrebbero potuto palesare queste loro perplessità. Nulla di tutto questo: purtroppo riappare, da un passato che speravamo fosse lontano, la politica di serie B, quella ordita con complotti organizzati nelle segrete stanze, quella che ha fatto male a Taranto negli ultimi decenni, quella che allontana i cittadini dalle urne. Come amministratore sono profondamente amareggiato perché queste dimissioni interrompono traumaticamente il nuovo corso di Taranto che stava proiettando la città verso un nuovo modello di sviluppo economico, finalmente green e sostenibile.

Non voglio fare l’elenco dei progetti realizzati e di quelli in corso d’opera, e di quelli che stavamo per varare come Giunta, sono sotto gli occhi di tutti, ma mi piace ricordare a me stesso le centinaia di turisti in giro per la città, come mai si era visto prima, cosa che mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione, e che ci dimostrava che quella intrapresa era la strada giusta per cambiare la nostra amata Taranto. Certo avremmo potuto fare meglio, tutto è perfettibile in natura, certo abbiamo commesso errori, solo chi non fa niente non sbaglia mai, ma la città sta finalmente cambiando. Siamo stata la prima Amministrazione comunale di Taranto a prendere una posizione netta e decisa sulle questioni ambientali, pur avendo ereditato una situazione figlia di compromessi di politicanti che per decenni hanno svenduto la città e la salute dei tarantini. Noi no. Ora, grazie a queste dimissioni scellerate, ai tavoli in cui si discuterà del futuro ambientale di Taranto non ci saranno i rappresentanti dei Tarantini, ma un commissario nominato dal Governo centrale. Ha ragione il sindaco Rinaldo Melucci: i Tarantini si ricorderanno di tutto questo e al momento opportuno, nel segreto delle urne, sapranno punire chi ha svenduto una città per qualche poltrona. Il nostro impegno al fianco di Rinaldo Melucci continua: vigileremo per quanto possibile sulla prosecuzione dei tanti progetti da noi varati, e iniziamo una campagna elettorale, certi che i Tarantini confermeranno la fiducia a chi ha per operato sempre e solo per il bene della città».

Gina Lupo, Emidio Albani, Adriano Tribbia, consiglieri comunali e Cosimo Ciraci, assessore alla Polizia locale. «L’atto sconsiderato, privo di alcuna razionalità politica e frutto di interessi spudoratamente personali, consumato da un gruppo di consiglieri comunali, non cambia in alcun modo la posizione del gruppo “Taranto 2030”, che resta saldamente al fianco del sindaco Rinaldo Melucci. Non si tratta di semplice solidarietà, perché questo episodio non interrompe in alcun modo la strada che abbiamo deciso di percorrere insieme al miglior sindaco che questa città potesse avere. La nostra è piena condivisione, un sostegno concreto al progetto politico che proseguirà per altri 5 anni. Perché Rinaldo Melucci, oggi ancor di più di prima, è il nostro candidato sindaco per le amministrative del 2022. I consiglieri dimissionari, forse, non sanno di aver sgombrato il campo dai dubbi con quella firma. Non hanno certificato la fine dell’esperienza politica altrui, infatti, hanno sancito la loro condanna alla marginalità. Nessuno vorrà allearsi con chi tradisce la città per subdolo calcolo, alla vigilia di una stagione di investimenti epocali e dopo un periodo così complesso come quello pandemico. È pura irresponsabilità, quella che hanno mostrato, una caratteristica che non può appartenere a chi amministra le sorti di un territorio così importante. Non ci siederemo mai più al loro stesso tavolo, quindi, essendo profondamente diversi da chi succhia linfa vitale alla macchina amministrativa, salvo poi infierire vigliaccamente con questo colpo. Rinaldo Melucci sarà il prossimo sindaco di Taranto, fortunatamente senza di loro. Lo sarà perché Taranto 2030 e le forze buone della città lo sosterranno: oggi chiudiamo con i ricatti e le trappole, a viso aperto guardiamo al bene della nostra città e dei cittadini».

Gianni Azzaro consigliere comunale e coordinatore cittadino Pd. «Chi pensa di aver colpito il sindaco Melucci, al quale va la mia vicinanza personale e politica, formalizzando le dimissioni dal Consiglio comunale, in realtà ha affondato Taranto. E così ha ancora una volta avvalorato quello che ormai pensa la gente comune della politica: che ormai sia ridotta a mero calcolo personale quando si trasforma in attacco individuale. Insomma: si affossano le persone piuttosto che combatterne le idee e le politiche. Dovete sapere, cari cittadini, che in questi mesi i comuni hanno acquisito un ruolo di primo piano nella gestione dei fondi del #PNRR grazie al lavoro paziente ma costante dell’Anci e del presidente Antonio Decaro. E mentre le altre città coglieranno questa possibilità con progetti di lungo termine, Taranto, noi tutti, staremo a guardare. Ancora una volta l’incapacità di fare squadra nei momenti cruciali della storia ci penalizzerà. Questi comportamenti irresponsabili mi spingono ad impegnarmi ancora più a fondo nel costruire un’alternativa alla malapolitica tornando laddove tutto è iniziato per me: nei circoli, tra la gente! C’è una Taranto migliore che non si farà scappare il futuro!».

Luciano Santoro, candidato alla segreteria provinciale del Pd di Taranto. «Atto irresponsabile da parte dei consiglieri dimissionari, tra i quali ci sono quattro capricciosi componenti del Consiglio che sono stati eletti nel Partito democratico e che hanno scelto di tradire il progetto amministrativo sostenuto nella città capoluogo dal partito. Va avvertita la comunità tarantina che, finalmente ha potuto beneficiare degli effetti di un buon governo, che è in atto una vile e pericolosa aggressione nei confronti della città, alla vigilia del giorno in cui arriveranno sul territorio moltissime risorse, frutto del lavoro di squadra, e della sinergia tra Comune, Regione e Governo. Quando quattro anni fa il Pd decise di sostenere la candidatura a sindaco della seconda città pugliese di Rinaldo Melucci, scelse chiaramente di puntare su un giovane lungimirante e distante dalle lobby tarantine, volto pulito, legale e leale della politica che attinge alla società civile. Certamente qualche errore è stato fatto, ma mai anteponendo l’interesse personale a quello collettivo. Oggi Taranto mostra i segni di un buon governo, che aprono a nuove e promettenti opportunità. Sulla base di questi, che sono fatti e non parole, come Partito Democratico, confermiamo la nostra fiducia ed il nostro sostegno a Rinaldo Melucci e siamo pronti a vivere la prossima campagna elettorale con coerenza e convinzione».

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