27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

Cronaca News

«Così Taranto potrà recuperare il rapporto tra salute e ambiente»

foto di Il seminario organizzato dalla Libera Università del Mediterraneo
Il seminario organizzato dalla Libera Università del Mediterraneo (Lum)

“È interessantissima la giornata di oggi nella quale le più alte autorità sanitarie nazionali si occupano del rapporto tra salute e ambiente. Nel 2015 sono stato eletto con un programma che si chiamava Una lunga vita felice che connetteva questioni ambientali, fattori di salute, qualità della vita. I fattori che incidono sulla salute sono tanti, come l’inquinamento, ma anche il cibo come medicina, la nutraceutica. Oggi si parlerà anche del caso Taranto, perché è evidente che l’importanza che noi stiamo dando alla questione dipende anche dal fatto che l’Unione Europea ha deciso di investire la quota italiana del Just Transition Fund essenzialmente a Taranto”. Lo ha affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo giovedì al seminario su “Salute e Ambiente” nell’aula magna della Libera Università del Mediterraneo a Casamassima, alla presenza del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro e del presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione la Ricerca Ambientale Stefano Laporta.

“Proprio ieri – ha aggiunto il presidente Emiliano – abbiamo avuto un incontro con il vice presidente della commissione europea, Timmermans, per parlare delle strategie attraverso le quali Taranto e Brindisi, con la centrale che verrà dismessa speriamo entro il 2026 come promesso da Enel, potranno recuperare questo rapporto tra salute e ambiente che per noi è determinante. È l’identità stessa del programma di governo della Puglia”. Nel corso del suo intervento, Emiliano ha ricordato le tante battaglie per l’ambiente condotte dai tempi della sua elezione a sindaco di Bari, a cominciare dalla bonifica dell’ex Fibronit dall’amianto e dell’ex gasometro e che arrivano sino ai giorni nostri sul fronte della decarbonizzazione: “Il primo piano di uscita dal carbone è quello della centrale di Brindisi – ha detto Emiliano – invece su Taranto il Governo non ha ancora deciso nulla di chiaro sul percorso per realizzare l’innovazione tecnologica dell’impianto.

L’Unione europea sulla transizione energetica, industriale ed ecologica di Taranto non metterà un euro se il cambiamento tecnologico che consentirà la prosecuzione dell’attività della fabbrica non sarà netto rispetto al passato e se non costituirà la migliore delle possibilità per tutelare la salute delle persone. Noi come Regione Puglia abbiamo avuto un ruolo nell’indurre l’Unione europea, proprio partendo dal caso Taranto, a rifinanziare in tal senso il settore dell’acciaio”. “Noi stiamo sostenendo fortemente l’università e la nascita delle nuove facoltà di Medicina a Taranto, a Bari presso la Lum, e anche del nuovo corso di laurea MedTec a Lecce che, anche alla luce degli investimenti fatti sul biopolo, laureerà medici con qualità tecniche simili a quelle di un ingegnere. Questo seminario della Lum mette insieme oggi le due personalità più importanti della salute e dell’ambiente, i presidenti Brusaferro e Laporta, per dialogare sul sistema che deve tenere insieme giustizia, eguaglianza, parità di condizioni, equità nella trasformazione energetica che, attraverso le possibilità tecnologiche, noi possiamo offrire a tutti. Questa è l’idea della Regione Puglia e credo anche dell’Unione europea e della Repubblica italiana”.

Al seminario hanno partecipato, tra gli altri, Anna Grazia Maraschio, assessore regionale all’Ambiente e Antonello Garzoni, rettore della Lum. “Solo agendo in modo sinergico e congiunto è possibile affrontare la tematica di ambiente e salute”. Lo ha detto Stefano Laporta, presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale nel corso del Seminario organizzato dalla Lum “Salute e ambiente”. “Un ambiente sano è fondamentale per il benessere e la salute della popolazione. Si stima – ha evidenziato il presidente Laporta – che le malattie causate dall’inquinamento siano state responsabili di circa 9 milioni di morti premature nel 2015. Nei Paesi più gravemente colpiti, le malattie legate all’inquinamento sono responsabili di più di un decesso su quattro. In quest’ottica Ispra nel 2018 ha firmato un protocollo di Intesa per favorire la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità per promuovere e rafforzare un’azione sinergica e intersettoriale per la prevenzione dei rischi per la salute da fattori di natura ambientale, antropici e naturali secondo il modello della “Salute in tutte le politiche” in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, attraverso l’impiego efficace ed efficiente delle risorse”.

Laporta si è soffermato anche sulla pandemia in corso. “Per comprendere le connessioni tra la diffusione dell’epidemiologia Covid-19 e l’inquinamento atmosferico, Ispra ha aderito a 2 progetti. Il primo, Pulvirus, promosso da Enea, Iss e Snpa, ha l’intento di valutare gli effetti del lockdown sulla qualità dell’aria, di comprendere il ruolo del particolato e dell’inquinamento atmosferico nella diffusione della pandemia e di verificare la possibilità di predisporre un sistema di allerta ambientale precoce, in ottica One Health. Il secondo, Epicovair, è una collaborazione Iss, Rete Rias, Snpa per studiare la relazione tra distribuzione geografica e temporale della malattia covid-19 e i livelli di esposizione all’inquinamento atmosferico sull’intero territorio nazionale, integrando diverse discipline”. Nella sua ampia relazione il Presidente Laporta si è soffermato, tra l’altro, sui programmi di Mobilità sostenibile e Salute. “La promozione di una mobilità di tipo attivo si è dimostrata essere una strategia promettente non solo per ridurre i problemi di traffico urbano, di inquinamento atmosferico e dei cambiamenti climatici, grazie alla riduzione delle emissioni dei gas serra, ma anche, e soprattutto, per garantire benefici sostanziali alla salute e sull’Ilva, un osservato speciale”.

Per il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanita, Silvio Brusaferro “Non c’è crescita economica, non c’è benessere di una comunità se non c’è crescita nella salute. La ricerca è la chiave di lettura per affrontare il futuro. Salute, ambiente, clima – ha detto – sono temi importanti perché mentre viviamo la pandemia dobbiamo lavorare anche sulle altre sfide che abbiamo e ambiente, salute e clima sono imprescindibili. Oggi siamo chiamati a costruire, a programmare e abbiamo le risorse per farlo. Quando parliamo di salute dobbiamo ricordare che non parliamo solo del servizio sanitario, ma anche di lavoro, di economia, di alloggi, di educazione, dii alimentazione, di capitale sociale”. In quest’ottica si pongono gli obiettivi strategici dell’Iss quali il rafforzamento della sorveglianza epidemiologica nei Sin (Siti Industriali d’interesse nazionale) che si pone come esigenza prioritaria per qualificare efficacemente le attività di prevenzione e le strategie di sanità pubblica, offrendo alle organizzazioni sanitarie e ambientali territoriali un quadro di conoscenze aggiornato sullo stato di salute delle popolazioni locali, attraverso un articolato e trasparente flusso d’informazioni. “Inoltre – ha ricordato Brusaferro – l’approccio sistemico mira a promuovere e realizzare la collaborazione, a tutti i livelli, a partire da quello nazionale sino a quello locale, tra i servizi di prevenzione del SSN e le agenzie del Snp”. Nel corso del suo articolato intervento il Presidente Brusaferro ha posto grande attenzione sulla formazione.

“Credo che il nostro Paese abbia bisogno di formazione continua e i master sono uno strumento importantissimo”, facendo riferimento al Master di primo livello in Sostenibilità ed Efficienza della Salute, Ambiente e Sicurezza della Lum School of Management, il cui obiettivo è quello di fornire competenze su progettazione, implementazione, gestione e valutazione di un sistema di Gestione Integrato per la Qualità della Salute, Ambiente e Sicurezza. “In tal senso – ha detto Brusaferro – un master che focalizzi l’attenzione sul tema salute, ambiente e cambiamenti climatici è certamente una delle frontiere della sanità pubblica odierna”.

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