«Manovra miope e stupida contro Melucci» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

«Manovra miope e stupida contro Melucci»

foto di Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

Come è noto alcuni giorni fa 17 consiglieri comunali hanno firmato un documento nel quale dichiarano di volersi dimettere “irrevocabilmente” dalla carica di consigliere comunale con ciò determinando a norma di legge lo scioglimento del Consiglio comunale. Un vero e proprio terremoto che azzera l’Amministrazione Melucci, manda a casa insieme al sindaco il Consiglio comunale, determina la nomina di un commissario prefettizio e teoricamente dovrebbe provocare le elezioni anticipate. Dico teoricamente poiché essendo la consigliatura in scadenza naturale le elezioni si terranno regolarmente come previsto nella prossima primavera.

Da questo punto di vista nessuno sconvolgimento. Lo sconvolgimento invece, anzi il terremoto, c’è e grave nei confronti dell’Amministrazione comunale uscente a guida Rinaldo Melucci. Ma cosa è successo di tanto grave per determinare addirittura queste dimissioni? Cerchiamo di capirlo districandoci tra le fumisterie della valanga di comunicati stampa e delle dichiarazioni dei gruppi che si lanciano accuse e recriminazioni reciproche analizzando come fa un anatomopatologo la situazione mettendo in fila i fatti e cercando di darne una lettura chiara e semplificata per far comprendere ai nostri lettori come stanno effettivamente le cose. Rinaldo Melucci quattro anni fa viene eletto sindaco con una maggioranza di centro sinistra della quale fanno parte Piero Bitetti, Walter Musillo e Massimiliano Stellato. Non faccio a caso questi nomi poichè sono proprio questi consiglieri comunali che qualche settimana fa, dopo aver sostenuto per l’intera consigliatura Melucci, decidono di costituirsi in un gruppo autodefinitosi “Patto dei civici e moderati per Taranto” che si propone come un nuovo soggetto politico che intende concorrere nella prossima competizione elettorale. Come primo atto il gruppo sponsorizza la candidatura a sindaco di Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta e Presidente della Provincia, esponente politico del centro destra.

Preliminarmente appare paradossale che esponenti politici del centro sinistra presenti con i loro assessori nella giunta di centro sinistra guidata da Melucci sponsorizzino come candidato sindaco un esponente del centro destra. Il secondo atto di questa piece registra il fatto che il gruppo dei civici si reca a Bari per ottenere (fatto istituzionalmente anomalo) la benedizione del Presidente della Giunta regionale pugliese Michele Emiliano il quale però nicchia anzi sconfessa platealmente il gruppo venendo personalmente a Taranto e confermando in maniera solenne il suo sostegno al sindaco uscente Rinaldo Melucci il quale, nel frattempo, incassa anche il sostegno del segretario regionale del suo partito di riferimento, il Pd. Il gruppo accusa il colpo e come terzo atto rilancia con l’iniziativa della raccolta delle firme per lo scioglimento del Consiglio comunale. Il resto sono avvenimenti delle ultime ore poiché i lavori sono in corso.

E’ dell’ultima ora la notizia dell’iniziativa legale dell’assessore Francesca Viggiano che ha impugnato la lettera di dimissioni dei 17 consiglieri comunali per irregolarità formali poiché pare che alcune delle firme apposte sul documento delle dimissioni non siano asseverate dai documenti di identità dei singoli consiglieri. Il che metterebbe in discussione la validità formale delle loro dimissioni per cui la loro lettera sarebbe carta straccia tamquam non esset. Ma questo non cambierebbe la sostanza politica delle cose poiché i 17 consiglieri, dopo aver rimediato una figuraccia, riproporrebbero di nuovo stavolta in maniera regolare le loro firme. I leaders del gruppo Piero Bitetti, Walter Musillo e Massimiliano Stellato in pubbliche dichiarazioni hanno affermato di volersi costituire alle prossime elezioni amministrative in lista civica svincolata dai partiti. Niente di strano. Il civismo è una cosa seria, è lo strumento che prende atto della crisi dei partiti, supera le ideologie dei partiti, va oltre barriere, schieramenti e contrapposizioni per avere come unico obbiettivo il bene comune oggettivamente perseguibile sia da destra che da sinistra e molto spesso interpreta veramente il sentire del popolo stufo delle beghe interne dei partiti per far prevalere il bene comune. Per far funzionare i tram o tenere pulita una strada infatti non è necessario essere di destra o di sinistra ma basta essere un bravo amministratore.

Ma attenti: operazioni che si autodefiniscono civismo molto spesso, fin troppo, in realtà sono operazioni di piccolo cabotaggio di potere locale al sevizio di interessi personali. Quindi occhio alle grandi indistinte ammucchiate probabilmente buone per conquistare il governo di una città ma poi incapaci di governare al momento della spartizione delle poltrone. Inoltre uno dei capisaldi dei movimenti civici è la credibilità dei suoi protagonisti, le loro storie individuali e soprattutto la novità dei personaggi e di ciò che propongono. Orbene a leggere le storie personali dei protagonisti del gruppo civico, la loro provenienza politica e la loro storia mi pare che queste caratteristiche di novità abbiano un po’ di difficoltà ad essere colte. Bitetti, Musillo e Stellato sono dei giovani politici che vengono da lontano e non sono certo degli homines novi né dei politici di primo pelo. Hanno un passato politico in partiti del sistema che vogliono superare, sono stati tra i protagonisti dell’ultima battaglia elettorale schierati a fianco del sindaco uscente Rinaldo Melucci che hanno sfiduciato, sono entrati nella maggioranza che sostiene il centro sinistra a guida Melucci, ne hanno approvato tutti i provvedimenti compresi i bilanci, sono stati presenti fino a ieri nella giunta municipale come assessori e sono presenti come è giusto che sia negli enti di promanazione del Comune. Insomma sono stati per quattro anni parte integrante del sistema di governo municipale. Ora nella iniziativa della raccolta delle firme volta allo scioglimento del Consiglio comunale al gruppo dei cosiddetti civici, già di per sé composito che vede al suo interno pezzi del centro sinistra, centristi ed ex consiglieri di centro destra, si sono aggiunte le firme dei consiglieri comunali di opposizione Forza Italia, Fratelli d’Italia e AT6. Come si vede un bel guazzabuglio e una gran confusione.

Ma allora cosa c’è sotto? La prima cosa che salta all’occhio è la tempistica di questo atto che, se era finalizzato ad anticipare la fine della consigliatura, è perfettamente inutile perché in primavera si sarebbe andati a votare ope legis. Una iniziativa senza alcuna logica politica che, a ridosso della scadenza naturale della consigliatura, risulta incomprensibile e irrazionale. Volevano maggiore potere? Ne avevano già a iosa poiché i loro rappresentanti erano negli assessorati chiave e nei consigli di amministrazione delle società partecipate. Volevano mandare a casa Melucci e sostituirlo con un altro sindaco? Sarebbe bastato attendere qualche mese e avrebbero ottenuto lo scopo risparmiando alla città un inutile e dannoso trauma. Parliamoci chiaro, il fatto in sé è perfettamente legittimo sul piano politico. Infatti in politica è comprensibile e legittimo che una maggioranza non ci sia più e che un sindaco vada in minoranza. E’ certamente comprensibile e legittimo che l’opposizione tenti di ribaltare una maggioranza e voglia mandare a casa il Sindaco utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a sua disposizione. Facendo questo non fa altro che il suo mestiere.

Quello che non è nè comprensibile nè legittimo è: primo che questo venga perpetrato da coloro i quali fanno parte della maggioranza che sostiene il sindaco, secondo che questa iniziativa venga assunta a quattro mesi dalla scadenza naturale del mandato. Da questo punto di vista questo atto non solo è incomprensibile sul piano della strategia politica ma è soprattutto irresponsabile tenuto conto del conseguente blocco dell’attività amministrativa che consegue sempre allo scioglimento di un consiglio comunale. Infatti il commissario prefettizio che sarà nominato non potrà che limitarsi alla normale amministrazione e Taranto in questo momento di tutto ha bisogno tranne che di normale amministrazione. I dimissionari volevano segnalare la loro presa di distanze dall’Amministrazione a guida Melucci? C’era un altro percorso politicamente più lineare, chiaro e responsabile che era l’appoggio esterno. Io da queste colonne avevo suggerito la strada delle dimissioni degli assessori e dell’appoggio esterno come segnale del distinguo e della presa di distanze di questo gruppo rispetto a Melucci e alla sua giunta. Ciò avrebbe permesso di mantenere in piedi il Consiglio comunale e la sua potestà decisoria senza bloccare progetti e iniziative utili alla città.

Questi consiglieri infatti avrebbero potuto votare i provvedimenti che ritenevano utili al bene comune e insieme bloccare quei provvedimenti che non avrebbero ritenuto idonei. Avrebbero in tal modo preso le distanze da Melucci e dalla sua giunta e insieme avrebbero dimostrato di essere amministratori responsabili ai quali sta a cuore il bene della città. Qui c’è qualcosa che non quadra e le domande che si pongono i tarantini sono legittime. Di fronte alla stranezza di questa iniziativa politica, alla irrazionalità di questa manovra, al profilo dei protagonisti è lecito chiedersi cosa ci sta sotto. Chi sta dietro a questa operazione? Quali interessi reali vuole tutelare? Il sospetto che qualcuno (ma chi??!!!) voglia mettere le mani sul Pnrr e sostituire Melucci nella gestione delle risorse previste dal piano è fortissimo. Senza tirare in ballo la favola dei poteri forti si potrebbe fare riferimento a qualche personaggio più terra terra dei nostri dintorni. Ma sono solo sospetti e ipotesi. Quello che rimane di questa triste storia è la pena infinita per una città costretta a subire un danno da un fatto politico che con la politica alta non ha niente a che fare ma che somiglia più ad una bega di paese e ad una resa dei conti tra bande. Oltretutto in margine all’iniziativa va osservato che essa fa male soprattutto ai suoi stessi protagonisti. Gli elettori non dimenticano, hanno la memoria lunga e non perdonano poiché riconoscono a pelle quegli amministratori che pospongono il bene della città ai loro interessi personali. Da questo punto di vista questa manovra non è solo irresponsabile e miope ma è soprattutto stupida.

Mario Guadagnolo

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