Quelle brutte macchie sui denti. Come? Perché? | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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Quelle brutte macchie sui denti. Come? Perché?

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Cura dei denti

S alve a tutti Voi, l’argomento che voglio oggi trattare è quello dei denti che presentano caratteristiche anti estetiche, le cosiddette macchie. Come come sempre ribadisco, il sorriso è il nostro biglietto da visita nella società che ci circonda. Un sorriso troppo perfetto potrebbe sembrare falso per chi lo possiede, ma anche una persona che mostra macchie sui denti, più o meno non piacevoli, può dare una cattiva impressione di se stesso. Esistono vari tipi di macchie: grigie, marroni, bianche, nere, gialle che possono avere diverse origini; possono essere esogene cioè generate da cibi, bevande (ricche di coloranti), vino rosso, zuccheri insaturi, oppure, da abitudini viziate, come il fumo di sigaretta. La scarsa igiene orale, la placca e il tartaro sono una causa delle macchie sui denti.

Alcuni farmaci e integratori, giocano una parte importante, anche se più rara. Dopo un trattamento ortodontico, un cosi detto apparecchietto, può capitare di trovare al posto delle famose stelline rimosse, una brutta sorpresa, delle brutte chiazze di color grigio biancastro. Le macchie bianche possono essere dovute a carenza di vitamina D, oppure all’assunzione eccessiva di fluoro o antibiotici in età pediatrica. Quelle nere sono dovute ad alcuni batteri chiamati cromogeni, si formano tra un dente e l’altro e si rimuovono con l’ablazione, sono spesso indicatori di carie. Le macchie marroni sono quasi sempre dovute a perdita di fluoro, a collutori con clorexidina. Quelle grigie si ritiene, anche se non è certo, che siano dovute all’assunzione di antibiotici, in particolari nelle donne in gravidanza, delle tetracicline, questo tipo di macchie non si possono eliminare, infine quelle gialle dovute al fumo, caffè, thè, bibite e frutti di bosco e mirtilli.

Le macchie, invece, con origine endogena, hanno una storia clinica più complessa ed è da relazionarsi alla formazione dello smalto stesso e quindi l’organismo produce queste discromie non rimuovibili facilmente. In pratica non è uno smalto malato ma colorato in maniera differente dall’ordinario, una variante naturale, come possono essere le lentiggini della pelle. Le macchie esogene possono essere trattate con trattamenti sbiancanti, da me già in passato consigliati, ottenendo buoni risultati, se piccole o leggere, con una semplice ablazione e trattamento con air flow. I trattamenti domiciliari sono tantissimi e le farmacie offrono ampi stand ricchi di prodotti dentari ed in particolare i dentifrici anti macchia, da quelli più classici con agenti abrasivi, a quelli più moderni, con il carbone attivo di colorazione nera. Collutori sbiancanti ma, a mio avviso, inefficaci. Sconsiglio i cosiddetti trattamenti domiciliari sbiancanti fai da te, in quanto se non usati in maniera corretta possono creare gravissimi danni a smalto e soprattutto alle gengive. Quelle endogene sono più difficili da trattare in quanto i metodi classici non danno risultati, è necessario trattare queste discromie con faccette estetiche per coprire almeno quelle più evidenti che possono dare un senso di disagio, soprattutto nelle zone frontali cioè incisali e canine, fino ai premolari. Insistere su questo tipo di macchie con dentifrici e spazzolini, è del tutto inutile, in quanto la macchia o meglio la pigmentazione è nel dente, nella sua matrice, non all’esterno. Come sempre tengo a precisare che l’igiene orale è fondamentale, basta rispettare le normali procedure di spazzolamento per risolvere la maggior parte dei problemi che coinvolgono la nostra bocca in toto. Spero di aver chiarito alcune delle vostre domande, ma non esitate a contattarmi per maggiori informazioni di natura tecnica. Al prossimo articolo e buona giornata a tutti!

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