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08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 21:25:00

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Scoperte tangenti grazie ai carabinieri tarantini

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Scoperte tangenti grazie ai carabinieri tarantini

ROMA – Tangenti in Marina per “aggiustare” le pensioni: due arrestati e otto indagati a piede libero. Grazie a una frase orecchiata dai carabinieri della Marina militare di Taranto è partita l’inchiesta che ha fatto finire F. R. e D.P. agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione, truffa aggravata e, nel caso di F.R., anche accesso abusivo ai sistemi informatici.

Secondo l’accusa un maresciallo della Marina militare e un sottoufficiale in congedo si sarebbero offerti di migliorare i parametri pensionistici dei loro colleghi in cambio di soldi. Trasmettevano all’Inps un imponibile modificato sulla base del quale veniva erogata una pensione maggiorata. Molti i clienti. Militari prossimi al congedo, spinti dalla prospettiva di aumentare il proprio vitalizio, si sarebbero affidati ai due ma l’illecito è stato scoperto dalle Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico- finanziaria. F.R. che è responsabile del reparto trattamento pensionistico della Marina, contando sulla collaborazione di D.P., suo ex collega di lavoro, secondo gli inquirenti avrebbe creato un collaudato sistema di frodi e corruzioni nell’ambito del quale, avvalendosi della sua posizione, avrebbe proposto a militari prossimi al congedo o già in congedo le condotte illecite in cambio di denaro.

Con i due finiti agli arresti domiciliari sono stati iscritti sul registro degli indagati altri otto loro colleghi. Sono accusati di corruzione. Durante l’esecuzione delle misure cautelari, gli investigatori della Guardia di Finanza hanno acquisito nuova documentazione e non è escluso che il numero degli indagati possa aumentare. Le Fiamme Gialle hanno intercettato telefonate nelle quali si parla del classico “caffé” da prendere, alludendo a tangenti da recapitare. Nella inchiesta è emerso che uno degli indagati, avrebbe dovuto ricevere mille euro come ricompensa di una intermediazione con un altro cliente. L’Inps si era dotata di nuove procedure di accesso ai sistemi informatici ma per l’accusa F.R. sarebbe riuscito ad accedere anche a quelle. Con le misure cautelari i militari del Nucleo di polizia economico- finanziaria hanno eseguito anche un sequestro di beni: 32mila euro circa sui conti correnti di D.P. e piùdi 4.700 euro su quelli di F. P., altro indagato. Sabato 20 Novembre 2021 C

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