Errori in sentenza nel processo Ambiente Svenduto? La Corte d’Assise fissa un’altra udienza | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

Cronaca News

Errori in sentenza nel processo Ambiente Svenduto? La Corte d’Assise fissa un’altra udienza

foto di Il processo Ambiente Svenduto
Il processo Ambiente Svenduto

Ancora una richiesta di correzione di errori materiali nel dispositivo della sentenza del processo Ambiente svenduto. La Corte d’assise di Taranto ha fissato una nuova udienza, il 16 dicembre prossimo dandone avviso agli imputati e alle parti civili. Le richieste di rettifica di alcune parti del dispositivo questa volta sono state presentate da un legale di parte civile, l’avvocato Roberto Prete del foro di Taranto che rappresenta la sezione locale dell’Associazione Italiana Leucemie e mielomi e alcune decine di persone offese fra abitanti delle zone di Taranto e Statte ed eredi di persone morte per malattie la cui causa, secondo l’accusa, è da collegare al Siderurgico negli anni 1995-2012.

Quella del 16 dicembre è la terza udienza, a partire dallo scorso luglio, fissata dalla Corte a seguito di istanze di correzione presentate sia dagli avvocati di patte civile sia dai difensori degli imputati. Al di là delle richieste di correzione di errori materiali, che in precedenza in alcuni casi sono state accolte e in altri respinte, la nuova convocazione datata 16 novembre in questo momento rappresenta anche una smentita delle voci che circolano da un paio di settimane sui tempi di deposito delle motivazioni del verdetto letto in aula il 31 maggio scorso. Stando ad alcune voci in circolazione negli ambienti giudiziari, i giudici della Corte d’assise potrebbero depositare le motivazioni, sicuramente di dimensioni enciclopediche considerando la complessità della vicenda e delle contestazioni, a fine novembre, quindi in anticipo rispetto al termine dei 180 giorni considerando la pausa di un mese.

Ma se il 16 dicembre è fissata una nuova udienza per la discussione in camera di consiglio delle istanze di correzione, evidentemente, il deposito delle motivazioni delle numerose e pesanti condanne e delle assoluzioni non potrà avvenire prima di quella data. In attesa delle motivazioni ci sono 47 imputati, dei quali 44 persone fisiche e tre società. Il processo ruota intorno al presunto disastro ambientale doloso e altri reati contestati all’Ilva targata Riva. Infatti sotto accusa sono finiti alcuni componenti della famiglia milanese di imprenditori, i fratelli Fabio e Nicola Riva e il padre Emilio deceduto nel 2014 prima che il processo approdasse in aula, dirigenti, funzionari dell’epoca e persino consulenti, oltre a numerosi esponenti delle istituzioni, compreso il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, assessori e dirigenti regionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche