08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 07 Dicembre 2021 alle 22:57:00

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Luigi Falcone: «Taranto, contro il Catania l’obiettivo è vincere»

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Il Taranto

Ferito al tendine d’Achille, dedito ad un cammino arduo di riabilitazione, emblema di forza d’animo indiscussa: finalmente Luigi Falcone ha esordito dal primo minuto in maglia rossoblu, in quella categoria professionista che lui stesso ha contribuito a conquistare, nonostante fosse stato tradito dall’incidente che non gli ha permesso di partecipare all’epilogo del torneo, ma che non gli ha impedito di dispensare coraggio e passione ai suoi compagni d’avventura.

“Sono stati sette mesi lunghi però, un po’ per la vittoria del campionato, un po’ perché ho approcciato mentalmente all’infortunio in maniera positiva, sono trascorsi velocemente- ha commentato col sorriso Luigi Falcone- Ho avuto la fortuna di vivere la vicinanza della famiglia, di mia moglie e di tutto il Taranto compresi i tifosi. Adesso l’esperienza è da archiviare: sono ritornato in campo e questo era l’obiettivo più importante, al quale ho pensato sin dal primo momento in cui mi sono fatto male”. Il prolungamento del contratto è prova di gratitudine e serietà, anche dell’adozione di una rinnovata cultura del progetto: “E’ stata una dimostrazione importantissima da parte della società, specialmente nel calcio d’oggi non è semplice trovare un ragazzo infortunato che rinnova per due anni l’accordo- confida l’esterno offensivo- Era la volontà di entrambe le parti perché, dopo la fantastica stagione precedente, l’unico mio desiderio era quello di rimanere nel Taranto e chissà per quanti altri campionati! Spero che sia un patto fortunato”. Il ritorno in campo completo è avvenuto a Monopoli, in un contesto di emergenza ed in una formazione inedita e sperimentale: Falcone ha meravigliato per la sua disinvoltura nei movimenti, scevro da qualsiasi timore di panico psicologico post infortunio.

“A livello mentale ero pronto già da un paio di mesi: ovviamente per il tipo di infortunio, a livello fisico, è bene stare al 100% per evitare di sbagliare di nuovo con una ricaduta- ammette- Un tempo di assenza così dilatato diventa un punto interrogativo: è la prima volta che mi è capitato di stare così tanto fuori, quindi sono molto contento perché ho approcciato bene alla partita, sto lavorando in funzione dell’acquisizione massima della forma”. Le defezioni reiterate nell’organico rischiano di compromettere la continuità tattica: sembra che incomba quasi un anatema sugli artefici della “vecchia guardia”. “Fa parte del calcio, siamo preparati- dichiara- Nell’ultimo periodo siamo stati più colpiti, però bisogna valutare la tipologia degli infortuni: quello accorso a Diaby, per esempio, è di natura traumatica. Per questi due tornei, però, sono state costruite due squadre assortite per valori, in grado di sopperire a qualsiasi assenza”. “Senza la punta cosiddetta “di peso” si può cambiare qualcosa a livello tattico, si può fare arrivare la palla davanti in maniera diversa- assicura- Siamo pronti ad ogni evenienza, elementi come Giovinco possono ricoprire quel ruolo avanzato”. Confidare nell’arte e nella disciplina di Luigi Falcone è propedeutico all’idea di metamorfosi: Giuseppe Laterza, stratega del Taranto, non l’ha mai nascosto.

“Ci siamo confrontati più che altro sulla gestione della gara, per scegliere il momento giusto per il mio rientro in campo- racconta l’esterno- A livello tecnico tattico, vengono sfruttate quelle caratteristiche che potrebbero stimolarmi ad assumere qualche responsabilità in avanti, far arrivare la palla nel centro sinistra e poi convergere da lì. Come facevamo l’anno scorso: spesso sviluppavamo l’azione dalla corsia mancina, con il terzino che saliva, identificato in Ferrara. Le soluzioni restano invariate”. E la catena di sinistra, più costante nei sincronismi, ha recuperato un interprete quotato: l’intesa, il contributo dalle fasce e l’equilibrio tra le fasi di gioco sono un dogma.

“E’ fondamentale. Col mio rientro, dovrò garantire spunti originali: sono un giocatore consapevole del proprio incarico, so che devo e posso fare la differenza e sto lavorando in funzione del perfezionamento tattico- dichiara con sicurezza Luigi Falcone- Mi ritengo un giocatore di fascia, ho fatto anche la seconda punta nel 3-5-2 a Pistoia, posso agire nel 4-4-2 come accaduto in serie B nel biennio a Varese. Parlando di numeri, tra 4-2-3-1 e 4-4-2, il mio compito sull’esterno è praticamente uguale”. Dopo due trasferte di fila infruttuose, la sfida col Catania è imminente: “La vittoria è il nostro obiettivo prioritario- avverte- Sappiamo di dover affrontare una squadra forte, composta da giocatori di qualità in ogni reparto: in questo momento di instabilità societaria, potrebbe trovare motivazione superiore. Una gara insidiosa, come tutte: non dimentichiamo che stiamo disputando un campionato in cui l’ultima può vincere con la prima, è anche successo”. “Il giovane attaccante Moro sta sorprendendo, ma la compagine etnea consta anche di due esterni molto importanti- continua Falcone- Stiamo lavorando sugli errori che ci hanno fatto perdere punti: abbiamo accusato qualche difficoltà in più. La sconfitta di Avellino è stata valutata in maniera diversa, perché il gol siglato ci ha permesso di giocarcela sino alla fine, mentre col Monopoli non siamo riusciti a rimettere in sesto il match, quindi pesa di più. Possiamo rimediare solo col lavoro, non esistono altre strade”.

Un raggruppamento avvincente, quello meridionale: “L’ho sperimentato nelle fila di Catanzaro e Catania: in passato c’era meno organizzazione- chiosa l’esterno- Dal mio personale esame delle prime dieci partite, ho visto squadre che hanno concepito mentalità: tutte giocano, sono attrezzate davvero. E’ un girone che vanta uno spessore tattico molto più alto e tanta competitività”.

Alessandra Carpino

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