Partito Repubblicano sulla crisi al Comune di Taranto: «Né martiri e né eroi» | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

Cronaca News

Partito Repubblicano sulla crisi al Comune di Taranto: «Né martiri e né eroi»

Il Palazzo di città di Taranto
Il Palazzo di città di Taranto

Il 19 novembre si è riunita la direzione regionale del Partito Repubblicano Italiano – Puglia, erano presenti oltre al Segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro (in collegamento via Skype) e al Segretario regionale Michele Vatinno, anche il dr. Alessandro De Stefano e il dr. Francesco Bailardi, quali rappresentanti dei repubblicani di Taranto.

Lo rende noto un comunicato diffuso dallo stesso Pri al termine della riunione.

«All’ordine del giorno – si legge nella nota – è stata discussa la grave crisi della giunta comunale tarantina, che ha portato al commissariamento del Comune. Intervenendo sul tema, la direzione regionale del Partito Repubblicano Italiano, in accordo con la segreteria nazionale, ha voluto stigmatizzare l’accaduto, prendendo una posizione netta di distanza dai 17 firmatari (di cui 7 di maggioranza), che hanno incoscientemente provocato la caduta della giunta Melucci, in un momento molto delicato per il capoluogo jonico. Al tempo in cui il Premier Draghi chiama all’ unità dei Comuni, per meglio sfruttare le risorse del PNRR, appare oltremodo dannoso, se non proprio irresponsabile, anteporre i personalismi al bene futuro della propria città, provocandone un commissariamento a soli 6 mesi dal rinnovo naturale del consiglio comunale. Il rischio sensibile è che Taranto possa non essere più nelle condizioni temporali per poter accedere ai fondi economici previsti dal Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, perdendo per sempre, il treno del rinnovamento del proprio tessuto socio-economico.

Infatti, il nuovo commissario prefettizio del Comune di Taranto che prenderà il posto di Melucci, dopo le dimissioni dei 17 consiglieri, si troverà a far fronte con la partita delle risorse che il governo e il Cipe hanno destinato per il rilancio del capoluogo e dovrà attuare un cronoprogramma, dove anche il ritardo di un solo giorno potrà significare l’ essere tagliati fuori da ogni progetto. A latere è stato anche discusso il limite di una giunta comunale che non ha saputo, comunque, costruire una base solida con cui operare e che fin dall’ inizio è stata ostaggio di logiche faziose, anche in seno alla propria maggioranza. Una giunta che è stata costretta a rimpasti di governo sempre più frequenti, testimonianti una intrinseca debolezza ed una poco acuta visione politica. Pertanto il PRI-Puglia, prendendo atto della situazione tarantina, esprime distanza dall’operato dei consiglieri dimissionari, i quali di fatto, hanno gettato la terza città più grande del meridione in un clima di sospesa inquietudine, ma al tempo stesso, invita le forze di governo uscenti a riflettere attentamente sul proprio percorso politico, per evitare di ripetere miopie ed errori. Inoltre, la situazione creatasi richiede che le migliori intelligenze della città si mettano a disposizione di un tavolo liberale e democratico, privo di interessi di clientela, al fine di recuperare quella credibilità che a livello regionale e nazionale è venuta meno».

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