30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 13:00:06

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I controlli dei carabinieri a Martina Franca

Lavoro nero: i carabinieri chiudono una nota braceria del centro di Martina Franca. Proseguono i servizi finalizzati a rafforzare il concetto di “sicurezza percepita” da parte della Compagnia di Martina Franca, che ha effettuato un servizio di controllo del territorio, rivolto specificatamente proprio nella Città del Festival. Hanno partecipato non solo i reparti territoriali dell’Arma (Sezione radiomobile, Sezione operativa e Stazione di Martina Franca), ma anche dai reparti specializzati Nas e Nil di Taranto. I militari, come detto, hanno proceduto al controllo di un locale situato nel centro cittadino, noto per la vendita di carne alla brace e durante l’ispezione hanno accertato una serie di violazioni (in termini di sicurezza sui luoghi di lavoro, formazione ed informazione dei lavoratori) per cui sono state elevate sanzioni amministrative, per un totale di 35.100.00 euro ed ammende per un importo di 30.000 euro. E’ stata, inoltre, disposta la chiusura cautelare dell’esercizio e il proprietario, un martinese di cinquantaquattro anni, ritenuto responsabile degli illeciti penali ed amministrativi, è stato segnalato all’autoriuità giudiziaria. Tra gli illeciti più importanti contestati vi è certamente la maxi sanzione per “lavoro nero”, poiché nove lavoratori su diciotto sono risultati privi di assunzione.

Invece nel corso dei sevizi scattati nelle vie cittadine i carabinieri hanno identificato e segnalato, per uso di sostanze stupefacenti, cinque persone, tutte residenti in Valle d’Itria. Sono state controllate 25 autovetture, identificate 42 persone ed elevate cinque multe per violazioni delle norme del Codice della Strada. Infine ha avuto inizio sabato scorso una tre giorni di intense iniziative programmate dall’Arma dei Carabinieri, finalizzate a diffondere la cultura della legalità, la memoria delle vittime della criminalità organizzata, oltre che ad incrementare la consapevolezza delle nuove generazioni sull’indispensabilità dell’impegno sociale e della salvaguardia ambientale. Tali iniziative si collocano nel progetto nazionale “Un albero per il futuro”, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica e dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, teso a diffondere la consapevolezza dell’importanza degli alberi per il contenimento dei cambiamenti climatici e la conservazione ambientale, nonché nel progetto “Radici della legalità”, di intesa con la Fondazione Falcone.

La giornata del 20 novembre ha assunto una rilevanza nazionale perché, contemporaneamente, in tutte le Regioni e le Province autonome d’Italia sono state messe a dimora altrettante piante di Falcone per costituire così un ideale bosco diffuso della legalità. La manifestazione organizzata a Taranto, si è tenuta ieri mattina presso l’Istituto Comprensivo “Vico-De Carolis”, nel quartiere Tamburi, ed ha visto la presenza delle massime autorità civili e militari locali, nonché di oltre 100 alunni della scuola primaria, accompagnati dai loro insegnanti, accolti dal comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Taranto, ten. col. Marino Martellotta. Tutti i reparti dei carabinieri forestali della provincia jonica sono stati impegnati impegnati in un vasto programma di incontri di educazione ambientale con la popolazione scolastica, con la partecipazione di oltre settecento studenti di trenta classi di sette plessi scolastici dove sono state messe a dimora altrettante piante forestali.

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