La giacchetta di Michele Pelillo | Tarantobuonasera

08 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Dicembre 2021 alle 22:53:00

foto di Michele Pelillo
Michele Pelillo

La conferma è arrivata dal protagonista: “Sono anni che vengo tirato per la giacchetta. Ho incontrato il gruppo dei federati, quello che ci siamo detti resta tra noi”. Quella giacchetta sarà la stessa colpita da polverino che indossava il 29 luglio del 2016, quando subì le contestazioni? Di tempo n’è passato. la giacchetta sarà diversa, la taglia è la stessa. Abbiano avuto modo di conoscerla in quegli anni in cui, gli obiettivi underground, erano preparati da una regia che logorava ignari capri espiatori. Vittime sacrificali che, inconsapevolmente, si prestavano al gioco. Altri ne hanno subito conseguenze devastanti, per la loro immagine pubblica e privata.

Oggi l’obiettivo è quello di preparare il terreno alle primarie. Contrapporre a Rinaldo Melucci un candidato per indebolirlo e poi magari, proporsi come pacificatore, attraverso una strategia trasversale. Il vero nemico è il trasversalismo, che vuole pescare da per tutto, per portare a casa il risultato. E per questo si mostra spregiudicato, indifferente, ai danni che provoca alla Città e ai Tarantini. Bisogna fermare Melucci, altrimenti, l’obiettivo è pregiudicato. La subdola arroganza sfida la Città, che, in questi giorni, si chiede perché si ferma un Sindaco interprete del fare. Rinaldo Melucci, nel 2017, ebbe il coraggio di sottrarsi a queste pressioni. Scelse di non farsi tirare la giacchetta da chi pretendeva di guidare il suo percorso. Questa potrebbe essere l’opzione subordinata di chi ha ordito il disegno. Anch’essa va fermamente impedita! Bisogna riconoscere che le primarie, da strumento democratico di scelta di un candidato, si sono trasformate in terreno su cui si consumano giochi meschini. Bisogna sconfiggere questo disegno! Rinaldo Melucci è il Sindaco uscente, azzoppato proprio da questi giochi, prodotti in danno alla Città, e da lui si riparte per la Città, per sconfiggerli, con una campagna elettorale dai toni bassi, e da contenuti alti. La sfida per Taranto è quella della gestione della transizione ecologica, tecnologica, energetica.

Una città che può e deve diventare simbolo di un mezzogiorno protagonista del cambiamento, sostenuto dalla Next Generation Ue. Di una governance capace di perseguire e praticare una visione condivisa, perché come capoluogo, può favorire e condurre, su questo percorso, la Terra Jonica. Una visione inclusiva alla quale, il civismo della cittadinanza attiva, il contributo positivo del mondo dei saperi, delle professioni, della ricerca e da tanti cittadini-utenti, esclusi dal dibattito pubblico e dalla Politica, può e deve giocare un ruolo decisivo. Non serve una logora lettura orizzontale della politica, fatta di sigle, in cui gli elettori non si riconoscono più, come dimostra il crescente astensionismo. Occorre pensare in verticale. Crescere più che espandersi indifferentemente. E come sempre la differenza la faranno le idee, la progettualità di sistema, i programmi interpreti della visione inclusiva. Taranto ha bisogno di ritrovarsi intorno a questa visione. Ha bisogno di ritrovare i suoi riferimenti valoriali, culturali, storici, economici. Ha bisogno di disegnare la sua identità nella quale una intera Comunità possa riconoscersi e ritrovarsi. A Milano Beppe Sala ha scelto e saputo esprimere questa visione che è risultata vincente.

Alfredo Venturini

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