27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

Cronaca News

Eugenio Introcaso, un papà speciale. Il ricordo

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Eugenio Introcaso

Caro Papà,

sono passati dieci anni da quel terribile giorno che Ti ha portato via a soli 67 anni. E’ difficile, per un figlio, parlare di un padre, specie se questi è stato un poliziotto di straordinaria caratura come sei stato Tu: il timore è che il ricordo possa essere sopraffatto dall’affetto, mentre, invece, in questa occasione, mi piacerebbe mettere in rilievo il profilo di un fedele servitore dello Stato, che aveva a cuore la sicurezza e perfino il benessere del cittadino. Per usare un termine adusato, nel Tuo caso si può dire che, davvero, poliziotti si nasce. Ricordo bene il Tuo orgoglio quando da Capo della Criminalpol della Calabria, riuscisti ad arrestare i responsabili della vile uccisione di un bambino, il ragazzino americano Nicolas Green, assassinato sull’autostrada del Sole. Ricordo bene, quando a capo della Criminalpol in Sardegna, riuscisti a mettere le manette ai polsi di Matteo Bove che, nel 1992, dopo aver sequestrato il piccolo Farouk Kassam, non aveva esitato a tagliare un orecchio del bimbo ed inviarlo ai genitori per chiederne il riscatto. Anche quella volta, fui orgoglioso di vederTi sorridente sui telegiornali nazionali ma solo io e Te conosciamo il segreto delle lacrime che, pochi giorni prima, versasti per la paura che quel bambino potesse essere ucciso.

Mi dicevi: “per me è come se fosse stato rapito mio figlio” ed era vero, senza paura, Ti buttasti a capofitto tra le montagne della Barbagia per salvare quel bambino che nemmeno conoscevi. Questi casi ebbero un eco clamoroso nella stampa nazionale e internazionale, mentre ricordo di quella volta, quando in un supermercato di Pisa, era stato arrestato e portato in Questura un uomo che aveva sottratto qualche scatoletta di cibo. Ebbene, quando da Questore della città gli chiedesti spiegazioni, il poveretto, piangendo, Ti mostrò solo un paio di bottigliette di latte per il suo bambino, Tu, caro Papà, non esitasti un attimo a mettere in moto una gara di solidarietà fra Agenti e i Dirigenti per raccogliere una somma da regalare a quell’uomo e suo figlio! Ed ancora non posso dimenticare la Tua prima “operazione” da Questore di Taranto, quando, in segreto e con la tenerezza infinita di cui eri capace, Ti adoperasti personalmente per regalare un orologio nuovo ad un ragazzo disabile corso in questura a chiedere aiuto perché derubato per le vie della città. Ricordo bene e sono orgoglioso del coraggio con cui hai affrontato la grande criminalità combattuta in Sicilia (la Mafia a Messina), a Reggio Calabria (la Ndrangheta), a Lecce (la Sacra Corona Unita) ed in Sardegna (l’Anonima Sequestri). Tu eri questo: un duro dal cuore tenero, senza paura verso i più spietati delinquenti ma capace di piangere per le sorti di un bambino in pericolo. Caro Papà, grazie per l’esempio che mi hai dato, resterai per sempre il mio Supereroe. Poliziotto del Cielo, Ti stringo fortissimo.

Antonello Introcaso

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