05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 06:54:46

Cultura News

“Addio mascherine”, disse Pinocchio…

foto di Davide Giacalone
Davide Giacalone

Ecco un bel libro, caro direttore. “Addio alle mascherine” un lavoro dell’editorialista Davide Giacalone, direttore di un quotidiano nazionale, pubblicato da Rubbettino, editore di non pochi libri di storia risorgimentale. Giacalone ha già pubblicato “Rimettiamo in moto l’Italia” (2013), “Senza paura” (2014), “Arrivano i barbari” (2018), “Le ali all’Italia” (2019); opere di politica sociale ed economica che mai scadono nel consumato politichese. Giacalone è scrittore affermato e sicuro. Ai tempi, caro direttore, del mio studio primario due erano i libri dei quali l’insegnante discorreva con i suoi allievi: “Cuore” di Edmondo De Amicis e “Pinocchio” di Carlo Lorenzini che aveva quale pseudonimo Collodi.

Collodi era nato a Firenze nel 1826 e morto ivi nel 1890. Alle stampe aveva dato “Giannettino” (1876), “Minuzzolo” (1878) e quando scrisse “Pinocchio” meglio “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino” correva l’anno 1880. Era un’opera a puntate; poi raccolte le avventure in volume nel 1883. “Cuore” 1886 del De Amicis raccoglie dal socialista autore, quali libro di amore patrio fra regione e regione d’Italia, nel segno di una raggiunta libertà ed unità punto. L’insegnante leggeva uno dei racconti mensili e noi eravamo intenti ed anche commossi, al “Piccolo patriota padovano” o “Dagli Appennini alle Ande”. Alla quarta elementare leggeva Pinocchio, quel burattino di legno che non aveva ubbidito al padre vecchio Geppetto e aveva creduto al gatto e alla volpe che avevano sul viso le “mascherine” e che gli avevano detto di seminare le monete che aveva e che dal terreno sarebbero nate altre e più nuove monete. Il burattino allora aveva creduto. Ma un giorno quel burattino, diventato un ragazzino per bene, dirà: “Addio mascherine; una volta, voi, il gatto e volpe, mi avete ingannato, ma ora non mi ripigliate più”. Allora ero un pezzo di legno ora sono un ragazzo che ha acquistato la consapevolezza di sé, ma ancora oggi quanti sono, purtroppo, i burattini? “Pinocchio” è un libro universale perché nel mondo ancora ci sono burattini e padroni, meglio avventurieri di ogni misura e di ogni genere, politici inclusi.

Ma “Pinocchio” per Giacalone, riprendendo un messaggio eternamente umano, è la sovrana allegoria, o meglio metafora di tutti coloro che hanno tradito il vecchio Geppetto e la bella fatina e le parole del Grillo e si sono fatti vincere da un gatto e da una volpe o presi in giro. Di qui, da questa favola pinocchiesca, prende inizio e poi si chiude, il lavoro dell’autore Giacalone, “Addio mascherine”; è quel che dice Pinocchio al gatto e alla volpe; ora non mi ingannate più. Sono stati il dolore, la delusione, la sofferenza e la paura ad aprirgli gli occhi, e Carlo Collodi scrive ai ragazzi cui il libro è diretto: siate padroni un giorno del vostro destino con la speranza di non seguire i desideri e le mano vre di chi si accontenta provvisoriamente di un certo effimero bene che poi è veleno per il resto della vostra esistenza. È Pinocchio, un’opera ampiamente e realisticamente “politica”.

Giacalone opera l’allegoria con sovrana scioltezza e “Le avventure di Pinocchio” sono una costante e consapevole esegesi del mondo attuale che preme politicamente, economicamente e culturalmente il nostro vivere quotidiano, il vivere degli uomini semplici ed onesti. L’opera del Giacalone parte da Pinocchio e si realizza nel quotidiano vario e vasto della politica italiana ed europea. E ne studia e ne inquadra tutti gli angoli del tessuto socioeconomico italiano ed europeo con equilibrio di conclusione che è effetto e una causa; perché la causa viene da un lontano peregrinare di associazioni Davide Giacalone: l’editorialista è autore del libro “Addio mascherine” che prende spunto dal Pinocchio di Collodi politiche che si dicono partitiche e sono le une contro le altre. Al fine e alla fine è il Potere. E il potere è un “virus” che non è quello epidemico, ma è quell’altro virus penetrato nel nostro paese da decenni, che ha fatto crescere generazioni convinte che la ricchezza e il benessere siano dei diritti, cancellando totalmente i concetti di sacrificio e impegno per meritarseli” (pagina 10). La precisa e concreta analisi esegetica dell’autore, intorno all’opaca visione di un disorientamento che diventa confusione statutaria, ha preso e continua a prendere i distinti organi collegiali, così precisi dall’epoca illuministica e penetrati in Europa, che screditandosi fra di loro, ha distrutto e disorientato negativamente la stessa unità e compattezza governativa. È sempre presente o il gatto o la volpe di pinocchiesca memoria.

E per Giacalone l’immagine di Pinocchio, con le sue conseguenze, è circolata e circola per l’Europa che sono “i paesi che compongono l’Unione” (pagina 69). L’Italia ne ha patito e patisce, ma anche l’Europa ha agito ed agisce in modo disorganico. Non pochi italiani hanno ben compreso questo o quel disordinato progresso che passa per unità di intenti, e non poche nazioni si rallegrano nel loro nazionalismo; l’una a scontro dell’altra, a cominciare da quell’emigrazione o immigrazione di popoli stranieri che è diventata una invasione, anche religiosa. La religione di quei popoli è “Stato”. Giacalone affonda il suo bisturi in tutti gli aspetti socio economici e politici dell’Italia e dell’Europa a cominciare, ripete, “da un uso che si è fatto di un nazionalismo tossico, riciclato per sovranismo per evitare di fare i conti con le immani tragedie che aveva provocato nel secolo scorso” (pagina 103). Ed ora? Giacalone scrive, “l’Italia che compete vince, mentre quella lamentosa perde tutto, compresa la stima di sé”(pagina 110). Vincerà, a conclusione, la certezza consapevole che gli italiani troveranno la risalita sociale e politica e, quindi, economica. Questione di tempo e di storia, appunto. E sulla storia che avanza in fondo, sorride il volto del Presidente Draghi.

Paolo De Stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche