Tentativo di rivolta in carcere a Taranto | Tarantobuonasera

09 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Dicembre 2021 alle 10:55:00

Il carcere di Taranto
Il carcere di Taranto

Tentativo di rivolta in carcere. Ne dà notizia il segretario del sindacato autonomo di polizia penitenziaria, Federico Pilagatti. “Dopo quanto avvenuto nella serata di lunedì nel carcere di Taranto, chiediamo all’Amministrazione penitenziaria a tutti i suoi livelli, dai responsabili dell’ordine e sicurezza pubblica, cosa deve ancora accadere prima che si corra ai ripari?- scrive Pilagatti- non bastava il focolaio Covid con 33 detenuti positivi a rendere la situazione preoccupante, ora riprende vigore la violenza e la prepotenza dei detenuti culminata con l’aggressione ad un poliziotto ed un entativo di rivolta, fortunatamente contenuta. Un detenuto ha chiesto di uscire dalla stanza poiché doveva telefonare – dice il segretario del Sappe – e una volta fuori ha aggredito il poliziotto sottraendogli le chiavi e cercando poi di rinchiuderlo in una cella.

Coraggiosamente, il poliziotto, nonostante fosse stato colpito, è riuscito a divincolarsi e a dare l’allarme, mentre il detenuto ha aperto le altre stanze dove erano ospitati gli altri detenuti che una volta fuori non potendo fare altro hanno sfogato la loro rabbia sfasciando tutto quello che si trovava all’interno della sezione detentiva. Nel frattempo sono arrivati gli altri poliziotti (pochi peraltro) i quali sono riusciti a ripristinare l’ordine, evitando che si compisse una tragedia”. Il poliziotto ferito è stato accompagnato presso il pronto soccorso del locale ospedale. Guarirà in pochi giorni.

“Quanto accaduto lunedì sera è purtroppo la prova che le denunce che il Sappe sta facendo da mesi non sono campate in aria, ma testimoniano una situazione veramente delicata pronta ad esplodere in qualsiasi momento – continua Pilagati- è incredibile che detenuti e familiari siano a conoscenza delle gravi criticità presenti all’interno del penitenziario e cerchino di sfruttarle a loro favore, mentre le autorità esterne e cittadini non dovrebbero conoscerle poiché provocherebbe allarme sociale. Da mesi se non anni, il Sappe denuncia all’amministrazione penitenziaria e ai mass media le stesse cose che non vengono mai affrontate. Perché si continua a tenere il carcere di Taranto tra i più super affollati della nazione (quasi 700 detenuti a fronte di 300 posti) mentre non si è pensato minimamente di adeguare l’organico della polizia penitenziaria? Perché un carcere come quello di Catanzaro che ospita più o meno gli stessi detenuti di Taranto, ha in organico circa 200 poliziotti in più? Ma è normale che nonostante l’alto numero e livello di pericolosità di detenuti presenti a Taranto, non si sia sostituito il direttore titolare da mesi assente poiché sospeso dal servizio? E mai possibile che carceri piccole come Turi, Lucera, San Severo, Brindisi, abbiano un direttore effettivo e Taranto no?

Il Sappe ha richiesto nei giorni scorsi un incontro con il Prefetto per presentare un dossier sulle gravi inefficienze che potrebbero creare seri problemi all’ordine ed alla sicurezza pubblica. Chiediamo di far presto, poiché a nostro parere è necessario il commissariamento con la presa in carico del penitenziario da parte di autorità dello Stato esterne all’amministrazione penitenziaria, ponendo in essere tutte le misure da tempo richieste come lo sfollamento immediato di 200 detenuti e l’arrivo di almeno 50 poliziotti penitenziari. Chiediamo che i taser vengano dati in dotazione come mezzo di difesa e deterrenza, anche ai poliziotti penitenziari. Infine in considerazione della delicata situazione sanitaria determinata dal Covid, chiediamo alla Asl di Taranto di procedere con urgenza all’inoculazione della terza dose di vaccino”.

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