30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 13:00:06

Attualità News

Stalking: cos’è e quando si configura il reato?

foto di Stalking
Stalking

Il reato di atti persecutori (comunemente noto come stalking) è un insieme di comportamenti, ripetuti nel tempo, che consistono in molestie o minacce tali da provocare nella vittima:
• un perdurante stato di ansia e paura, vale a dire una condizione emotiva spiacevole, accompagnata da un senso di oppressione. Ad esempio, a causa del comportamento ossessivo, la vittima comincia a soffrire di attacchi di panico oppure ha una continua sensazione di irrequietezza e apprensione;
• un fondato timore per sé, per un prossimo congiunto oppure per una persona con cui si ha una relazione affettiva: nel senso che si teme che lo stalker possa fare del male alla vittima oppure ad una persona a lei molto vicina (ad esempio ai figli);
• un cambiamento delle proprie abitudini di vita (ad esempio, la vittima cambia lavoro, palestra o il tragitto per tornare a casa). A questo punto, è utile chiedersi: quando un comportamento può raggiungere una dimensione tale da poter configurare l’ipotesi di reato? Affinché possano distinguersi i contorni del reato di stalking, occorre essenzialmente che siano riscontrabili due elementi caratterizzanti:
• la ripetizione dei comportamenti molesti e minacciosi nei confronti della vittima che possono consistere in telefonate, sms, e-mail, appostamenti, pedinamenti;
• la molestia o la minaccia devono causare nella vittima un grave e perdurante stato di ansia, di paura o timore per la propria salute e per la propria sicurezza (o per quella di un altro familiare), tanto da farle alterare le abitudini di vita. Chi ritiene di essere vittima di stalking deve presentare necessariamente una querela alle autorità giudiziaria, preferibilmente rivolgendosi ad un avvocato, atto attraverso il quale la persona offesa dovrà esprimere la volontà di punire l’autore del reato. Attenzione: per poter querelare uno stalker, la vittima ha 6 mesi di tempo (anziché i consueti 3 mesi) dal momento in cui ha percepito l’ultimo atto della condotta persecutoria. La vittima può anche decidere di rimettere (ossia ritirare) la querela in udienza dinanzi al giudice, a meno che il fatto non sia stato commesso mediante minacce gravi reiterate (ad esempio, minaccia perpetrata mediante l’utilizzo di armi). In tal caso, infatti, la querela non potrà essere rimessa e il processo proseguirà il suo corso. In alcuni casi, invece, il reato di stalking è procedibile d’ufficio. Il Codice penale punisce il reato di atti persecutori con la reclusione da 1 a 6 anni e 6 mesi. Tuttavia, la pena è aumentata se il reato:
• è commesso dal coniuge (anche legalmente separato o divorziato) oppure da una persona che sia stata legata sentimentalmente alla vittima;
• è commesso attraverso strumenti informatici o telematici (quindi anche tramite i social);
• è commesso nei confronti di un minore, di una donna in stato di gravidanza oppure di una persona affetta da disabilità;
• è commesso con l’uso armi oppure da persona travisata (cioè a volto coperto). E’ di fondamentale importanza che chiunque resti vittima di comportamenti persecutori, e tema per la propria incolumità, si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine.
Tantissimi casi, che purtroppo sono stati spesso oggetto di cronaca, riguardano vittime di stalking che, nella speranza di un ravvedimento dell’autore delle condotte persecutorie, esitano a rivolgersi alla giustizia, restando prive della necessaria tutela. Appare poi utile chiarire che, immediatamente, gli autori di condotte persecutorie, al ricorrere di fondati elementi di fondatezza dei comportamenti che vengono loro attribuiti, possono essere immediatamente sottoposti a misure cautelari che impongono distanze dalle vittime, se non addirittura provvedimenti custodiali. È quindi importantissimo che chiunque si senta in pericolo, decida di rivolgersi immediatamente al più vicino presidio delle autorità di pubblica sicurezza, potendo anche utilizzare l’ausilio di un avvocato, il cui compenso, per questo genere di reati, sarà a carico dello Stato, indipendentemente dai redditi delle vittima.
Per informazioni e contatti scrivi una e-mail all’indirizzo: avv mimmolardiello@gmail.com

Avv. Mimmo Lardiello

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche