27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 09:57:00

Cronaca News

Il commissario non arriva a Taranto, il caso sul tavolo del ministro

Il Palazzo di città di Taranto
Il Palazzo di città di Taranto

Il commissario non arriva e l’opposizione chiama in causa il ministro degli interni, Luciana Lamorgese. La crisi al Comune apre nuovi strascichi polemici dopo le dimissioni dei diciassette consiglieri che hanno determinato l’avvio delle procedure per lo scioglimento del consiglio comunale. A chiedere l’intervento del ministro è Forza Italia con l’onorevole Mauro D’Attis, commissario regionale per la Puglia degli azzurri. Molto duro il suo giudizio sull’intera vicenda: «Incredibile, scorretto, gravissimo: nonostante sia stato mandato a casa e sia certo lo scioglimento del Consiglio comunale, l’ormai ex sindaco di Taranto ha approfittato di un ritardo formale del governo nella nomina del commissario per riunire la sua Giunta e varare decisioni su assunzioni di dipendenti e proroghe contrattuali. Una circostanza di gravità inaudita, che dà la cifra di del triste epilogo dell’amministrazione Melucci».

«Lo scioglimento formale del Consiglio e della Giunta, infatti – prosegue D’Attis – avvengono con la nomina del commissario da parte del governo che non ha ancora provveduto. È di tutta evidenza che, a seguito delle dimissioni dei consiglieri comunali anche della sua maggioranza, Melucci non sia più legittimato ad approvare interventi non ordinari e urgenti per la città. Come, ovviamente, assunzioni e proroghe contrattuali. Nella fattispecie, si bandisce un concorso per istruttori amministrativi, 11 per il 2021 e 5 per il 2022. E ancora: 8 posti per i vigili, 4 ancora per amministrativi e 5 unità di assistenti sociali. In più, Melucci ha riunito la Giunta per approvare diverse proroghe contrattuali e differimenti». D’Attis è certo che si tratti di «un atto illegittimo da parte dell’ex sindaco e chiediamo l’intervento del Ministro Lamorgese affinché provveda celermente alla nomina del commissario, a cui chiederemo di revocare le ultime delibere di una Giunta senza titoli che ormai non esiste più».

Analoghe le considerazioni che arrivano da Fratelli d’Italia. «È trascorsa una settimana dalle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali che hanno determinano la fine dell’amministrazione comunale – dichiara l’onorevole Marcello Gemmato, coordinatore regionale del partito – eppure il sindaco Melucci continua a presenziare imperterrito alle manifestazioni pubbliche, con tanto di fascia tricolore anziché preparare gli scatoloni. Tutto questo è assurdo». «È altrettanto inverosimile – prosegue Gemmato – che lo stesso convochi la giunta comunale, ormai di fatto delegittimata, per deliberare oltre tempo senza la vigilanza delle minoranza le cui dimissioni erano orientate a produrre immediatamente come effetto la caduta dell’amministrazione uscente. Per questo Fratelli d’Italia chiede al Prefetto di Taranto di procedere senza ulteriori indugi alla nomina del Commissario prefettizio». Ricordiamo che il clamoroso epilogo si è consumato nella notte tra il 15 e il 16 novembre, quando diciassette consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, hanno depositato la firma per le proprie dimissioni davanti al notaio. Un atto che ha prodotto uno scossone politico nel centrosinistra, dal momento, appunto, che tra i consiglieri che hanno determinato la caduta dell’amministrazione Melucci ci sono pezzi della stessa maggioranza e in particolare i gruppi centristi che fanno riferimento al consigliere regionale Massimiliano Stellato e all’ex alleato di Melucci, Walter Musillo. Nella manifestazione di sostegno al sindaco, sia Michele Emiliano che Francesco Boccia hanno duramente attaccato la scelta dei dimissionari.

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