20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 20 Gennaio 2022 alle 06:33:28

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Lunghi applausi per Uto Ughi e Bruno Canino

foto di Uto Ughi e Bruno Canino
Uto Ughi e Bruno Canino

Un pubblico numeroso ed elegante ha salutato Uto Ughi e Bruno Canino nel concerto di apertura della 78ª Stagione concertistica degli Amici della Musica Arcangelo Speranza. Un virtuoso del violino ed uno straordinario interprete e compositore in una sola serata. Il tanto atteso evento si è tenuto mercoledì sera presso il Teatro Comunale Fusco sotto l’egida del Ministero della Cultura, della regione Puglia e del Comune di Taranto. Una stagione speciale perchè dischiude le porte alle celebrazioni del centenario del sodalizio – ha detto il Presidente degli Amici della Musica Paolo Ruta – nel salutare i soci, gli abbonati e il numeroso pubblico intervenuto. Proporremo nei mesi a venire una serie di iniziative – ha poi continuato – per onorare quanto fu disegnato nel 1922 nel primo dopoguerra come scenario culturale innovativo. In quel lontano 1922 infatti l’associazione fu fondata da un gruppo di nobildonne lungimiranti che ritennero maturi i tempi perchè Taranto potesse disporre di un organismo in grado si promuovere una attività concertistica continuativa.

Questo avvenne fino al 1935 con stagioni concertistiche di rilievo, come quella che ospitò la giovanissima e appena diplomata Gioconda De Vito, violinista conterranea stimata da Arturo Toscanini. Vi fu poi il fermo ed il silenzio della guerra fino alla ripresa nel 1945 su rischiesta dell’allora Ministero dello Spettacolo con un concerto del giovane pianista tarantino Cesare Maria Campanelli nel Teatro Paisiello. Da allora lo storico sodalizio non si è più fermato adempiendo alla sua vocazione di centro culturale attraverso stagioni concertistiche con i migliori artisti del nostro tempo sia nel solco della musica classica, sia aprendosi a nuovi orizzonti accogliendo le nuove forme musicali dal jazz alla musica contemporanea, dalla leggera d’autore a quella etnica, aprendosi anche alla danza per dimostrare come non vi siano confini all’interno della parola arte. Settantotto stagioni concertistiche per oltre mille e trecento concerti, numeri alti che testimoniano quanto sia radicato il rapporto tra l’associazione e il suo pubblico sempre più numeroso e sempre più giovane.

In questo senso oltre alla rassegna Young è da sottolineare l’importanza del prestigioso Concorso Pianistico Internazionale che attrae giovani da ogni parte del mondo perchè costituisce un passaporto qualificante nel mondo concertistisco. Su palco mercoledí sera due pilastri del concertismo internazionale, orgoglio tutto italiano che ancora una volta la storica associazione tarantina è riuscita a portare nella città jonica. Uto Ughi era stato infatti a Taranto ben dieci volte tra il 1970 nel Salone della Provincia, quando aveva appena ventisei anni e il 2010, Bruno Canino tre tra il 1985 e il 2013. Il virtuoso del violino si è esibito a Taranto con uno dei suoi pregevoli strumenti, un Guarnieri del Gesù del 1744, tra gli ultimi prodotti dal celebre liutaio, caratterizzato dal suono caldo e dal timbro scuro. Che valore aggiunto dà suonare su uno strumento del Settecento come un Guarnieri? Uto Ughi ci risponde: “Gli strumenti del Settecento hanno una voce particolare, una caratteristica e una identità del suono veramente unici, poi ci sono strumenti moderni molto validi ma il futuro dirà se raggiungeranno quelli antichi, questo lo dirà soltanto il tempo. Mi creda però lo strumento fa solo il cinquanta percento di una esecuzione, il resto lo fa chi lo suona. Ho sentito gente che suonava con strumenti medriocri suonare benissimo e gente che suonava con grandi strumenti suonare malissimo”.

Molto interessante e articolato il programma scelto dai due musicisti che ha visto in esecuzione cinque pezzi di diversa natura e difficoltà. Il concerto è iniziato con la Ciaccona in sol minore per violino e basso continuo di Tommaso Antonio Vitali, caposcuola della scuola bolognese in cui Uto Ughi ha dato subito prova del suo virtuosismo. Il secondo pezzo in esecuzione è stata la Sonata per pianoforte n.7 in re maggiore, op.10 n.2 di Ludwig van Beethoven in cui Canino ha fornito una interpretazione limpida con salti di registro della mano destra e contrasti tra legati e staccati. La sonata composta in quattro tempi: allegro con brio, adagio cantabile, scherzo e finale è la seconda delle tre sonate dedicate alla contessa Von Browne, consorte del conte Browne, amico di Beethoven al quale il musicista fu riconoscente per la sua magnaminità con la pubblicazione di queste sonate nel 1798. Di taglio diverso la seconda parte del concerto iniziata con la Suite popolare spagnola di Manuel de Falla, elaborata su sei delle Sette canzoni popolari spagnole composte da de Falla in occasione del primo concerto della Sociedad Nacional de Musica nel febbraio del 1915 a Madrid, che aveva l’intento di valorizzare la musica iberica. Il duo Uti – Canino ha saputo ricreare tutto il folclore ed espressione melodica legata alle diverse regioni della Spagna, dalla seguidilla murciana alla jota aragonese. A seguire vi è stata poi una Meditazione di Tchaikovsky per concludere poi il concerto con una splendida fantasia sull’opera Carmen di Pablo Sarasate. Il pubblico entusiasta dopo lunghi applausi è riuscito a farsi concedere un bis, anch’esso molto apprezzato: La Ronde des lutins (La Ridda dei folletti) uno scherzo fantastico per violino di Antonio Bazzini, un allievo di Paganini. Prossimo appuntamento il 22 dicembre con i Gospel Brothers & The Voice of Worhip.

Daniele Lo Cascio

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