28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 08:14:00

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Luca Lazzàro: « Senza produzione olivicola non c’è Puglia»

foto di Luca Lazzàro
Luca Lazzàro

BARI – “L’olivo è il simbolo della nostra comunità, è nel logo della nostra Regione. Nonostante la Xylella, pandemia che noi pugliesi viviamo come un dramma economico, lavorativo e culturale l’ulivo oggi è determinante per mantenere la nostra economia”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzàro, in occasione della “Giornata mondiale dell’olivo”, istituita dall’Unesco due anni fa, che si è celebrata venerdì 26 novembre La “Giornata internazionale” pone sotto i riflettori l’olio d’oliva, alimento unico, inimitabile, salutare, componente fondamentale e caratterizzante della dieta mediterranea. La produzione di olio di oliva è concentrata nel bacino del Mediterraneo.

La Puglia è la prima regione in Italia per produzione di olio d’oliva e il nostro Paese è il secondo produttore dopo la Spagna e precede Grecia, Turchia e Marocco. Per la campagna olivicola nazionel in corso la produzione è stimata in 315mila tonn, distante anni luce dalle medie produttive degli anni 2000- 2010, che andavano oltre le 500mila tonn. Ad avviso di Confagricoltura il settore ha bisogno di interventi e fondi specifici che consentano ai produttori di avere accesso a misure per l’ammodernamento delle strutture produttive e per lo sviluppo di nuovi ed efficienti sistemi di logistica. Servono ricerca, innovazione e risorse adeguate per favorire onerosi investimenti; ed anche per avviare incisive politiche di promozione per valorizzare, verso i consumatori, il prodotto italiano di qualità.

A preoccupare Confagricoltura c’è anche la nuova Pac che, per il settore olivicolo, prevede un consistente taglio dei pagamenti comunitari oggi destinati ai produttori e regole stringenti per l’accesso ai fondi per i programmi operativi. Il settore in Italia è composto da 646.326 aziende olivicole, che con i loro oliveti occupano una superficie di 1,2 milioni di ettari. I frantoi attivi sono 4.475 e le attività industriali legate al comparto sono 220. Le regioni che trainano la produzione sono la Puglia (49%), la Calabria (14) e la Sicilia (11%). Nel 2020 il fatturato del settore oleario è stato di 3.3 miliardi di euro . “Con la Xylella – conclude Lazzàro – abbiamo perso già 30mila posti di lavoro e se non sarà cambiata la Pac, se non si faranno scelte diverse, potremmo arrivare a perdere circa 90mila posti di lavoro nel giro di pochi anni. Oggi, però, è un giorno di riflessione ma anche un giorno di festa, e l’olivo è un albero ‘caparbio’ e generoso, caparbio perché cresce nei posti più impensabili e impervi, generoso perché dai suoi frutti nasce il prodotto più eccezionale per l’alimentazione umana. In questa caparbietà e generosità ci sono racchiusi la Puglia e i pugliesi”.

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