28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 09:58:00

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Ex Ilva

Stop ad Altoforno 4 dal primo dicembre, con ripartenza il 20 gennaio. è quanto emerso dall’incontro avuto tra Acciaierie d’Italia ed i sindacati metalmeccanici. Proprio i sindacati stimano un aumento dell’uso effettivo della cassa integrazione ordinaria a Taranto; attualmente la “cassa” è stata chiesta per un numero massimo di 3500 addetti ma in realtà sono realmente collocati in cassa tra i 1.800 e i 1.900 addetti. Il numero massimo è in ragione dell’uso modulare e flessibile della stessa cig. Con lo stop ad Afo/4, la produzione di ghisa Taranto resterà affidata a solo due altoforni, l’1 ed il 2, mentre una sola acciaieria su due esistenti effettuerà la trasformazione della ghisa in acciaio. Acciaierie d’Italia si accinge, di conseguenza, a chiudere il 2021 come già nel 2020 con un basso livello di produzione: per l’anno in corso, dopo un 2020 chiuso con poco più di 4 milioni di tonnellate di acciaio, l’azienda puntava a raggiungere i 5 milioni di tonnellate, primo step di una graduale risalita in cinque anni. L’obiettivo dei 5 milioni, però, non dovrebbe essere centrato.

“L’azienda ha informato che nei prossimi giorni saranno comunicati i futuri assetti dell’area a freddo, in quanto ad oggi sono in corso delle valutazioni da parte aziendale” si legge in una nota di Fim e Fiom che “hanno evidenziato che tale criticità impiantistica non può continuare a ricadere sui lavoratori attraverso l’utilizzo della cassa integrazione e che necessitano di un ulteriore approfondimento con le organizzazioni sindacali per trovare soluzioni nel suddetto periodo di fermata. Infatti, abbiamo sin da subito richiesto la rotazione del personale e la possibilità di smaltire le ferie residue al fine di non gravare ulteriormente sul salario dei lavoratori. Pertanto, nei prossimi giorni informeremo i lavoratori sia sugli assetti di marcia dell’area a freddo che sulle richieste delle scriventi organizzazioni sindacali”. Critico il commento del Coordinamento provinciale Usb Taranto: “A causa del guasto in Afo/4, il reparto si fermerà dal prossimo 1 dicembre. Indispensabile il processo che permetterà di svuotare il forno per poter verificare entità e natura del guasto (tecnicamente chiamata “bucatura di salamandra”). Si ferma Acciaieria 1 con ricaduta su tutto il personale in cassa integrazione, oltre che in Acc/1 appunto, in Colata Continua 1, Colata Continua 5 e Afo 4.

L’azienda ha tenuto fuori l’area a freddo, ma ci aspettiamo che dopo la bucatura della salamandra, possa illustrare un altro scenario e quindi incrementare i numeri della cassa integrazione, includendo appunto l’altra parte della fabbrica. Stesso discorso per Staff, Servizi e Officine Generali”. “Di fatto oggi, di fronte a interventi fatti in Afo 4, per questo fermo per sette mesi con una spesa che si aggira attorno ai 70 milioni, invece di chiamare in causa chi ha prodotto il danno, e di chiederne conto, si fa ricadere il tutto sui lavoratori. Il timore è che si stiano creando le condizioni, e l’alibi, per provocare la fermata generale dello stabilimento, nella peggiore delle condizioni e senza nessuna garanzia per i dipendenti” dice l’Usb.

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