19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Indagini a Potenza. Laghi-Nicoletti, slitta ancora il confronto

foto di Enrico Laghi
Enrico Laghi

Terzo rinvio consecutivo per il confronto fra Enrico Laghi e Nicola Nicoletti previsto lunedì 29 novembre al Tribunale di Potenza, nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti fra Procura di Taranto e gestione commissariale dell’Ilva nel periodo 2015-2019. Questa volta, a quanto pare, a determinare lo slittamento dell’incidente probatorio chiesto dalla Procura della Repubblica di Potenza sarebbe stata una questione legata ad un difetto nel deposito di documentazione relativa alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche. L’eccezione sollevata dai difensori è stata accolta dal gup che ha disposto il rinvio e ha fissato una nuova udienza il 17 dicembre prossimo.

Quindi il faccia a faccia fra l’ex commissario Ilva e il consulente, considerato dall’accusa il suo braccio destro, slitta ancora una volta. Era già accaduto il 15 novembre scorso e, prima ancora, il 19 ottobre. Anche nelle due precedenti udienze, gli avvocati avevano sollevato eccezioni relative al deposito della documentazione, verbali di sommarie informazioni testimoniali e altro carteggio presentato dalla Procura, che non avrebbe consentito agli indagati di esercitare compiutamente il diritto di difesa. L’incidente probatorio, che si svolge in maniera analoga ad un’udienza dibattimentale, alla presenza di tutte le parti processuali, è stato chiesto dal procuratore distrettuale di Potenza Francesco Curcio e dai due sostituti procuratori Giuseppe Borriello e Anna Piccininni. Evidentemente i magistrati inquirenti della Procura lucana hanno come obiettivo quello di cristallizzare elementi che ritengono importanti dal punto di vista probatorio sui rapporti fra i vertici della gestione commissariale e quelli della magistratura tarantina. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le relazioni fra la Procura di Taranto, dal 2017 al 2019 guidata dal procuratore Carlo Maria Capristo da una parte, i commissari Laghi e Nicoletti e il loro consulente legale, il famoso avvocato Piero Amara, dall’altra.

Un presunto sistema finalizzato ad uno scambio di favori secondo la tesi della pubblica accusa che ha contestato il reato di induzione indebita a dare e ricevere utilità. I commissari, è la tesi della Procura potentina, avrebbero cercato di ammorbidire la Procura di Taranto, che indagava su due infortuni mortali, affidando alcuni incarichi difensivi all’avvocato Giacomo Ragno ritenuto vicino a Capristo. Inoltre, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, il perito nominato dalla Procura di Taranto nell’ambito dell’indagine sull’infortunio avvenuto nel 2016 e costato la vita al giovane operaio Giacomo Campo, sarebbe stato nominato formalmente dai magistrati che indagavano ma il suo nome sarebbe stato suggerito dall’Ilva.

Rintracciato da una consulente ambientale dell’Ilva, il docente universitario sarebbe anche arrivato a Taranto con un biglietto d’aereo pagato da una persona di fiducia di Amara. Tale ricostruzione ha avuto ripercussioni sul processo in corso a Taranto che vede nove imputati fra dirigenti Ilva e di una ditta dell’appalto. Infatti, uno dei difensori, l’avvocato Michele Rossetti, ha chiesto l’inutilizzabilità della perizia alla luce di quanto emerso da Potenza, ritenendo che il perito fosse in una situazione di incompatibilità. La nomina del perito e la presunta trattativa legata alla richiesta di patteggiamento, poi rigettata dalla Corte d’Assise di Taranto (diversa da quella che si è occupata del maxi processo Ambiente svenduto) farebbero parte di una sorta di “fuoriscena” ricostruito dalla Procura di Potenza in cui compaiono varie vicende. Infatti, le carte dell’inchiesta potentina contengono circostanze del periodo post gestione Riva ma anche conversazioni sulle nomine dei procuratori degli uffici giudiziari di città diverse da Taranto. Nicola Nicoletti e altri undici indagati hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini lo scorso mese di ottobre. Fra i nomi però, non figura quello di Laghi. Quindi, non è escluso che possa esserci un altro filone d’inchiesta. Al di là della rilevanza penale che sarà vagliata dai pm e da un tribunale di Potenza, le dichiarazioni rese da Nicoletti appaiono di particolare rilevanza per le vicende dello stabilimento siderurgico di Taranto in quanto raccontano alcune pagine di storia fino ad alcuni mesi fa rimaste sconosciute. O forse conosciute solo ad alcuni negli ambienti giudiziari.

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