19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

Cronaca News

Uno sportello per avvicinare imprese e pubblica amministrazione

La sede della Confcommercio di Taranto
La sede della Confcommercio di Taranto

Il rapporto ITCity Rank sulla digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, presentato recentemente al Forum PA, vede purtroppo la città di Taranto al 92° posto generale e al penultimo in Puglia. «Il dato non sorprende gli addetti ai lavori, i quali vivono sulla propria pelle di imprenditori e professionisti le difficoltà di tutto il sistema territorio rispetto all’adeguamento tecnologico e al proficuo sfruttamento delle sue potenzialità. Ciò impone al contempo una riflessione circostanziata e un impegno più forte». «Occorre pensare al digitale – afferma Michele Chimienti, presidente di Assintel Confcommercio Taranto (il sindacato delle imprese dell’Ict) – non come ad un’opzione, ma come a una forma necessaria e ineludibile per l’esercizio del diritto di cittadinanza. Per questo, la sua considerazione all’interno delle pubbliche amministrazioni deve essere riportata al dato di realtà.

Non si può pensare, infatti, di affidare la transizione digitale al personale interno, confidando in una competenza conquistata con poche ore di formazione. Bisogna, invece, che gli enti pubblici si dotino di referenti autorevoli nel campo, che possano dare indicazioni sulla corretta progettazione e sulla giusta applicazione dei processi di digitalizzazione, ispirandoli a tre concetti base: ottimizzazione e integrazione dei sistemi di interrogazione, locali e nazionali; reperibilità, usabilità e rapidità per la consultazione delle interfacce utente; freschezza e costanza delle informazioni. La tendenza della pubblica amministrazione, infatti, è quella di concepire la chiamata alla digitalizzazione come l’ennesima incombenza burocratica imposta alle amministrazioni periferiche. Per fare un esempio pratico: lo Stato impone ai Comuni l’integrazione dei sistemi di pagamento dei tributi locali con PagoPA e gli enti, a fatica e con temi lunghi, si adeguano, senza essersi preoccupati di collocare tale passaggio all’interno di una visione complessiva, che metta il cittadino al centro ovvero la sua reale raggiungibilità e il suo grado di interazione. In sostanza, la facilità di accesso dell’utenza, mediante un unico ingresso digitale, non solo ai sistemi di pagamento in questione, ma anche a tutte le altre utilità collegate».

«Il programma di governo della Regione Puglia ha tra le sue priorità lo sviluppo della Puglia Digitale; nel programma un’attenzione è rivolta la tema della diffusione dei servizi digitali offerti dai Comuni ed dagli enti locali ai cittadini ed alle imprese – evidenziano dalla Confcommercio di Taranto – A tal fine la Regione tramite InnovaPuglia S.p. A. ha progettato un intervento di accompagnamento complessivo alla transizione digitale degli enti locali che affronti tutte le problematiche connesse al cambiamento, offrendo tecnologie, piattaforme, formazione etc. per permettere ai Comuni la semplificazione dei servizi digitali pubblici erogati al cittadino. Di questo si è anche parlato a Bari in occasione del tour del Governo nei comuni italiani sui contenuti del PNRR che infatti destina il 27 % delle risorse alla transizione digitale. Uno degli assi della strategia dell’Italia digitale 2026 riguarda gli interventi volti a trasformare la Pubblica Amministrazione in chiave digitale per migliorare il rapporto tar cittadino e PA attraverso servizi sempre più performanti ed accessibili.

Il Pnrr prevede anche interventi di supporto alle competenze dei cittadini pe garantire un sostegno al processo di alfabetizzazione digitale dei cittadini». Anche sulla base di queste considerazioni, la categoria Assintel di Confcommercio Taranto ha organizzato uno Sportello Innovazione, disponibile gratuitamente a tutti gli associati e al confronto con la Pubblica Amministrazione. «Siamo pronti a mettere al servizio del territorio -afferma il presidente Chimienti- le nostre competenze e la nostra esperienza, con le quali vogliamo contribuire non tanto (o non solo) alla soluzione di bisogni estemporanei o tecnici, ma soprattutto alla costruzione di una visione che risollevi il presente e anticipi il futuro».

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