27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 15:57:00

foto di Xylella, droni e sensori termici per la diagnosi
Xylella, droni e sensori termici per la diagnosi

Si sono svolte su un’area di 5,5 ettari in zona Campione, nel territorio di Monopoli, le attività del progetto di ricerca Redox (Remote Early Detection of Xylella) finanziato con i fondi Pon dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di individuare precocemente, prima che si manifesti attraverso l’essiccamento delle piante, la presenza della xylella negli alberi di ulivo, utilizzando dati rilevati attraverso sensori iperspettrali e termici imbarcati su drone. Nel progetto sono impegnati il Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) come capofila, Planetek, l’Enav e il Cnr, in collaborazione con l’Università di Palermo.

L’area soggetta all’attività sperimentale è situata nella zona delimitata e indicata come contenimento, caratterizzata dalla presenza di olivi secolari potenzialmente infetti. I dati telerilevati provenienti dall’osservazione aerea verranno confrontati e validati attraverso i dati ottenuti dal prelievo sul campo di campioni di piante che sta svolgendo l’Arif per conto della Regione Puglia. Le attività di tele rilevazione collegate al progetto Redox sono state condotte dal Dta che ha impiegato un suo drone long-endurance per trasportare un carico composto da un sensore iperspettrale e una telecamera termica radiometrica per circa un’ora di volo. L’operazione ha dato anche modo di utilizzare una serie di servizi U-Space erogati dalla piattaforma D-Flight, in particolar modo il servizio prototipale di tracking per mezzo della piattaforma transponder Pollicino, sviluppata dall’azienda Top View Srl. Le attività di osservazione verranno svolte su aree differenti e sicuramente si terranno anche l’anno prossimo. I mezzi utilizzati sono aeromobili a pilotaggio remoto a lunga autonomia (circa un’ora di volo con carico a bordo) che imbarcano sensori iperspettrali.

In futuro saranno impiegati anche aeromobili con piloti a bordo con sorvoli da media quota. Il Dta ha partecipato alle attività integrando i sensori su un suo drone e volando sull’area individuata secondo le indicazioni pianificate e condivise con i partner: il Cnr, che ha anche condotto contestualmente una campagna di acquisizione di campioni da analizzare, e l’azienda barese Planetek , che si è occupata di pianificare la missione. Le attività di osservazione sono state indicate dall’Università di Palermo, che ha messo a disposizione i sensori per i rilievi effettuati.La diffusione della Xylella Phastidiosa è un fenomeno che minaccia la coltivazione dell’ulivo a livello europeo. Attualmente l’individuazione del batterio prevede l’ispezione fisica delle piante, l’ estrazione di campioni e analisi di laboratorio. Si tratta di procedure che comportano alti costi e tempi lunghi per controllare il territorio. Il progetto ha l’obiettivo di garantire la riduzione dei tempi del monitoraggio attraverso: l’Identificazione di nuovi focolai nelle fasi iniziali di sviluppo, con conseguente miglioramento dell’efficacia delle azioni di contenimento; la riduzione dei costi collegati a rilevazione, monitoraggio e campionamento delle piante. Nell’ambito del progetto saranno definiti, standardizzati e testati a livello prototipale gli strumenti e i metodi di rilievo aereo, le procedure di elaborazione dei dati per realizzare un processo integrato che possa sottendere ad un servizio di monitoraggio continuo di aree estese, anche decine di migliaia di chilometri quadri come una intera regione, con elevati livelli di accuratezza e costi ridotti rispetto agli attuali.

Il presidente del Dta, Giuseppe Acierno, spiega che “purtroppo la scienza non ha ancora le armi per sconfiggere la Xylella, ma di per certo la tecnologia può aiutarci a giungere ad una gestione e controllo dell’evoluzione della malattia in tempi precoci, aiutandoci nelle pratiche di contenimento”.

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