24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

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I mestieri di ieri e di oggi: la ricerca

La storia non va mai sottovalutata o, ancora peggio, ignorata. E’ la prima delle considerazioni da fare in riferimento al recente lavoro di Michele Mastronardi, dal titolo “Mestieri di ieri e di oggi”, edito dal tarantino Fumarola. Dico ciò per ricordare che fino al 1663 Matera e la sua provincia facevano parte della provincia salentina, cioè Matera era la parte terminale della Puglia. Pertanto non c’è da meravigliarsi se molti mestieri di ieri di marca pugliese li troviamo anche tra quelli di ieri presenti anche nel materano. C’è anche da considerare la vicinanza di Matera e della sua provincia con le ioniche Castellaneta e Laterza i cui mestieri antichi ricalcano quelli lucani. Il nostro autore esamina nelle 150 pagine del libro illustrato con foto e colori, circa sessanta mestieri di ieri e solo dieci di quelli di oggi.

Nella realtà sappiamo tutti che i mestieri di oggi sono più numerosi dei dieci presenti nel lavoro di Mastronardi. Del resto basterà spaziare nell’area tecnologica, della telefonia e dei computer per arrivare fino ai mestieri connessi con quelli dell’aera spaziale per rendercene conto. Nel libro sono numerosi i mestieri che l’autore ha conosciuto nella sua giovinezza nella città natale di Stigliano, in provincia di Matera, e che sono comuni con quelli dell’area jonica. Sono comuni, tra gli altri, alle due aree geografiche i mestieri dell’acconciapiatti, dell’arrotino, del banditore, del calderaio, del calzolaio, del capellaio, del cappellaio, del carbonaio, del cenciaiolo, del fabbro, del funaio, del falegname, dell’imbianchino, del lampionaio, dell’ombrellaio, del sarto, del seggiaio e del vignaiolo e di molti altri. Tra i mestieri tipici lucani nel volume sono trattati, tra gli altri, quello del bastaio, l’artigiano addetto alla costruzione del basto, che sosteneva ai due lati carichi di ogni sorta, del campanaro, del ceraio e del guardafili.

Tra i mestieri di oggi l’autore si limita a trattare quelli dell’elettricista, dell’idraulico, del noleggiatore, del postino, del trattorista, del meccanico, del carrozziere, dell’elettrauto, del radiatorista e del gommista. L’autore tratta con semplicità e incisività di linguaggio i vari mestieri di ieri e di oggi mettendo in risalto la peculiarità degli stessi. I suoi sono capitoli brevi, di poche righe e anche per questo motivo di piacevole lettura. Sono circa venti i mestieri comuni all’area materana e a quella tarantina. Il suo è un lavoro interessante, utile anche per gli studenti e di facile lettura. Del resto non poteva essere diversamente, visto che l’autore fino al 1961 a Stigliano e fino al 1992 a Taranto, dove risiede, ha svolto la professione di insegnante che lo ha visto anche come autore dei testi di poesia da lui composte. Quello di Mastronardi è un libro che finisce, pertanto, per rendere ancora più vicina la Basilicata alla provincia jonica.

Antonio Fornaro
Operatore culturale

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