x

23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca News

Fidapa in prima linea per dire “no” alla violenza sulle donne

foto di Fidapa in prima linea per dire “no” alla violenza sulle donne
Fidapa in prima linea per dire “no” alla violenza sulle donne

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” tutte le sezioni d’Italia della Fidapa (Federazione italiana Donne Arti Professioni Affari) sono state in prima linea per dire no alla violenza. Sulle locandine, che illustravano le iniziative delle fidapine italiane per il 25 novembre, spiccava un logo raffigurante la silhouette di una donna come una lunga goccia di sangue, quasi un punto esclamativo posto davanti allo slogan: “La Fidapa dice NO alla violenza”. Il logo è stato realizzato nel biennio 2015-2017 nello studio di Architettura di Viviana Deruto, socia della sezione di La Spezia (Distretto Fidapa Nord Ovest).

A Taranto, dove sono ancora cocenti lo sgomento e il dolore per Federica De Luca e il suo figlioletto Andrea, uccisi qualche anno fa dal marito di Federica, nonché padre del bambino, la Fidapa, insieme alla cooperativa Museion in qualità di Start Up culturale della Biblioteca Acclavio, ha proposto nella Biblioteca Acclavio, l’incontro con la giovane artista grottagliese Raffaella Marangella, da vittima a imprenditrice, che ha raccontato la sua storia drammatica di disperazione e liberazione dalla violenza domestica, di inferno e rinascita lungo un percorso di autocoscienza e creatività nell’arte. Un esempio, per tutte, di coraggio, forza e speranza. Raffaella è una donna, quindi, “esemplare”, cioè da proporre ad esempio a quelle donne- e sono tante- che vivono in condizioni di sudditanza nei riguardi di un uomo, marito o compagno che sia, padrone e spesso carnefice, e che devono riappropriarsi della loro vita devastata dalla violenza. Dall’inferno si può uscire, alla violenza bisogna ribellarsi grazie alla solidarietà femminile e lungo i percorsi della legalità.

In questa prospettiva, la presenza, in sala, del Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Colonnello Gaspare Giardelli, è stata un segnale forte che ha dimostrato l’impegno dell’Arma per aiutare le donne che si trovano in condizioni di grave pericolo . La ribellione per Raffaella si è unita al desiderio di libertà e di riscatto, e dal dolore questa giovane donna grottagliese, superando remore, diffidenze e incomprensioni iniziali, ha fatto sprigionare tutta la luce solare della sua creatività. “Che cos’è l’arte? Munch disse che l’arte nasce dalla gioia e dal dolore. Nasce dalla vita umana. L’aforisma del pittore Edvard Munch – ha dichiarato Raffaella Marangella- dipinge al meglio la mia storia. Mamma di due bambini, sono la fondatrice del brand “Craste”, il complemento d’arredo dal sapore mediterraneo “Made in Puglia”. “Craste” è nato dalla necessità di rinascita. Dopo anni di sofferenza e delusione, legati a un amore malato, fatto di violenza fisica e psicologica, sono riuscita a porre fine alle vessazioni fisiche…Il merito, se posso, è quello di essere riuscita a riemergere con caparbietà da una situazione precaria, provvedendo così al sostentamento dei miei figli, sorretta dalla mia famiglia d’origine. Pur nella più totale difficoltà, noi donne abbiamo una marcia in più, riusciamo a rinascere più forti di prima, anche in un’età che non potrebbe permettercelo. Nulla deve annullare la vostra voglia di vita, nessuno deve permettersi di porre fine all’anima di una persona.

Non bisogna vivere di paure e repressioni, prigioniere di individui che minacciano e distruggono la vostra esistenza e quella dei vostri figli. Bisogna credere che il futuro possa riservare nuove opportunità e nuove realtà. Io ho imparato a cadere e a risalire: se l’ho fatto io, possono farlo tutte.” Per la cronaca, la piccola impresa di Raffaella conta oggi più di 16 mila like. Il ficodindia pugliese, complemento d’arredo simbolo di resistenza e solarità mediterranea, è arrivato anche nelle case di Vasco Rossi, Angelo Branduardi, Fiorello, Al Bano e Pino Insegno.

Oggi Raffaella è una donna realizzata, economicamente libera e solidale con altre donne nelle sue stesse condizioni cui offre aiuto e consiglio a cominciare dalla denuncia coraggiosa alle Forze dell’ordine di ogni vessazione e violenza fisica e psicologica. Dopo la proiezione di un video suggestivo inviato dalla sede centrale della Fidapa sul 25 Novembre, l’incontro, coordinato dalla Presidente della Fidapa, professoressa José MInervini, che ha ricordato le finalità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, si è svolto come una conversazionedibattito cui ha partecipato il pubblico presente in sala che ha sottoposto Raffaella a un fuoco di fila di domande sulla sua esperienza di vita e sulla sua attività di artista e di imprenditrice. Interessante l’intervento del Colonnello Giardelli che ha spiegato i tanti casi di tragedie intuite e sventate dai Carabinieri e che non sempre assurgono agli onori della cronaca. A conversare con Raffaella Marangella e a condurre il dibattito è stata la Vicepresidente della Fidapa di Taranto, la dottoressa Grazia La Neve. Erano inoltre presenti la tesoriera distrettuale della Fidapa, la Professoressa Mariella Giovinazzi, la presidente della Fidapa di Massafra, professoressa Maria Teresa Longo, vari presidenti di club e associazioni culturali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche