27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

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Mimmo Lardiello

Al netto delle legittime posizioni, politiche e personali, tutto ci aspettavamo in questa fase pre natalizia tranne che ritrovarci, nuovamente, senza una guida per la città. Il percorso avviato, se pur ovviamente criticabile e discutibile, viene in un momento cruciale sottratto dal raggiungimento della fine naturale della legislatura, prima che possa intervenire lo strumento democratico diretto delle elezioni. Ed allora, come si fa a restare inermi davanti a questo scenario? Con il contributo di tutti i partner istituzionali, la città si appresta a vedere arrivare fiumi di finanziamenti, opere importanti, cantieri che si aspettavano da anni e che sembravano finalmente avviarsi alla luce.

A questo si aggiungono i fondi del Piano di Resilienza, un Governo che finalmente sembra guardarci con un occhio diverso, che resta oggi senza interlocutori istituzionali. Il turismo, le rotte crocieristiche, tutto ciò che riguarda la possibilità di catturare il momento dell’era post covid, sono lì a portata di mano, in una fase irripetibile che sta per aprirsi e che non ci può far trovare impreparati. Il recupero di sedi storiche, l’università, l’ammodernamento dei trasporti, la creazione di spazi dedicati all’impresa, l’innalzamento del livello di vivibilità. Solo alcuni esempi di ciò che non possiamo farci sfuggire. E’ dunque necessario dotarsi di strumenti per aprire la partecipazione alla vita pubblica, senza filtri, senza discussioni e possibilmente senza limiti di parte: le battaglie di posizione devono lasciare il campo alle lotte finalizzate al raggiungimento degli obiettivi.

Bisogna correre, siamo stati in attesa per troppo tempo. Ed allora, credo che il meccanismo vincente sia quello di un nuovo start, un inizio che guardi alla generazione dei trenta/quarantenni, ma ovviamente non solo a loro, con l’unico comune denominatore dell’essere nati a Taranto. E tra i nati a Taranto, specie in quel periodo, migliaia sono coloro i quali sono stati costretti, con dolore, ad andar via, per inseguire i propri sogni, ma che strada facendo, pur nel successo e nella realizzazione delle proprie vite, cominciano ad averne un altro di sogno, più forte, incontrollabile, limpido, centrale, e sempre presente, ogni giorno, ogni sera, in ogni occasione: rientrare a Taranto, star vicini alle proprie famiglie, non essere costretti a far le valigie dopo le feste di Natale. E’ così, è innegabile, la nostra città crea una forza di attrazione unica. Nessuno la riesce a dimenticare. Allora io credo che a tutti loro noi dobbiamo qualcosa, ma non solo a loro.

A chi è stato costretto a far la valigia si aggiungono tutti coloro i quali quella valigia non hanno avuto la forza di farla, troppo legati alla necessità di stare qui, di vivere i propri affetti, di cercare di lottare, sempre e comunque, per realizzarsi nel luogo in cui sono nati, contro tutto e tutti. Per tutti questi, per i genitori che fanno sacrifici, per la generazione che verrà, per i nostri figli, dobbiamo inventarci una chiamata alle armi, dobbiamo costruire gli stati generali dell’entusiasmo, un punto di inizio nuovo, con la prospettiva di creare uno shock, una esplosione, un corto circuito generale che lanci la città definitivamente in un immaginario diverso. La nostra generazione costituisce un esercito che aspetta solo di essere coinvolto.

Ognuno deve poter fare la sua parte, nessuno deve più sentirsi solo nel sentire il cuore compromesso dal voler fare e non poter fare nulla. La vita amministrativa, la politica a Taranto, deve smettere di collocarsi in uno scenario di distanza, altrimenti la prospettiva concreta è quella di ritrovarsi, anche per i prossimi appuntamenti, alle prese con un disinteresse drammatico, con quell’ astensionismo generale che costituisce, in una realtà come la nostra, la sconfitta più grande, con le decisioni di tutti lasciate nelle mani di pochi. Occorre dunque tornare a toccare con mano il sogno, cogliere le opportunità, lasciarsi alle spalle i veleni. Che se pur, purtroppo, sia in senso metaforico che materiale, continueranno ad esserci, non devono continuare ad impedirci di avere una visione di futuro. Nascere a Taranto è diverso. Un orgoglio innato che nessuno riesce a scalfire. E’ sempre il momento giusto per fare quello che è giusto.

avv. Mimmo Lardiello

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