27 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 27 Gennaio 2022 alle 14:59:00

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L’Immacolata “blindata” ancora dal covid

foto di L'Immacolata
L'Immacolata

Questa settimana Antonio Fornaro, ideatore e conduttore di questa rubrica, inizia la stessa ricordando, con rammarico, che anche quest’anno la Festa dell’Immacolata, patrona di Taranto, sarà “blindata” a causa del Covid 19, nel senso che si svolgeranno soltanto le cerimonie religiose in Chiesa e, in modo solenne, nella Cattedrale di San Cataldo, ma ancora una volta ai tarantini mancherà la loro cara processione con la bellissima e storica statua della Immacolata.

Questi i Santi della settimana: Siro (patrono di Pavia), Eulalia di Asti, Valerio, Savino (patrono di Piacenza), Damaso I, Spiridione, Nicola, Ambrogio e la Madonna di Loreto. Questa settimana la Chiesa cattolica celebra la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Concezione, Maria Immacolata, di Loreto, di Guadalupe. Questi i detti della settimana: “In tempo di guerra pericoli in cielo e in terra”, “L’amore è come un fiore, se appassisce muore”, “Ricchezza non fa civilezza”, “Chi non fa il digiuno della Vigilia dell’Immacolata o è turco o è cane”, “Di Santa Barbara sta attorno al fuoco e guarda”, “Chi ha le corna non se le vede”. Queste le effemeridi della settimana: il 6 dicembre 1970 si inaugura la Concattedrale di Taranto con la presenza del Coro della Cappella Sistina. Per l’occasione Paolo VI regalò un calice dorato cesellato. Celebrò Mons. Motolese che fu l’ideatore della costruzione della Concattedrale ad opera dell’architetto Giò Ponti. L’8 dicembre 1710 l’Immacolata protegge Taranto dal terremoto. Il 10 dicembre 1919 muore il musicista tarantino Marco Falgheri.

L’11 dicembre 1965 muore il pittore tarantino Francesco Paolo D’Amicis. Il 12 dicembre 1968 muore il musicista tarantino Dante Alderighi. Di Sant’Ambrogio ricordiamo che è patrono di Milano, delle api, degli animali domestici e dei candelari. San Siro fu il fanciullo che offrì i pani e i pesci del miracolo di Gesù, ma nel V secolo si ricorda anche San Siro vescovo di Pavia. San Damaso Papa è patrono degli archeologi. San Spiridione è patrono di Corfù e della Dalmazia e protettore degli orfani. Nel passato a Taranto era molto diffuso tale nome. Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui la leggenda vuole che gli angeli trasportarono da Nazareth a Loreto la casa della Madonna. La Madonna di Loreto e patrona degli avieri e dell’Unitalsi. Questa settimana ricordiamo il 2 dicembre Santa Viviana che ha legato il suo nome al detto che vuole che: “Se piove di Santa Viviana piove per un mese e una settimana”.

Il 4 dicembre si festeggia Santa Barbara che è patrona della Marina Militare e dei Vigili del Fuoco. Ricordiamo che il tempo che farà il giorno di Santa Barbara si ripeterà anche nel giorno di Natale. San Nicola si festeggia il 6 dicembre e ha legato il suo nome anche al fatto che nel 1087, quando i marinai baresi portarono le spoglie del Santo da Myra a Bari fra questi marinai c’era anche un tale Steffano che portò a Taranto una reliquia del Santo. Si sviluppò una grande devozione nel capoluogo jonico fino ad avere ben cinque Chiese. È ricca ed interessante la lista della iconografia sacra del Santo barese con cappelle e dipinti a lui intitolati. Anche l’isolotto di San Nicolicchio, inabissatosi negli anni Sessanta, portava il suo nome. San Nicola porta i doni ai bambini con anticipo rispetto a Babbo Natale. Anche quest’anno i tarantini vivranno la Vigilia dell’Immacolata in tono minore ma non potranno fare a meno di ascoltare le pastorali e di mangiare le pettole. Soltanto gli adulti la Vigilia della festa non le mangeranno e si nutriranno di una pagnotta di pane azimo, chiamato “nicetale”. Intorno alle 18 inizierà il cenone che in dialetto si chiama “sgranatorie”. Per questo cenone sono numerose le portate ma la fanno da padrone le ostriche, i capitoni, i cefali, le seppie, il baccalà, le cozze, le ostriche e i frutti di mare. In coda al cenone frutta fresca e secca, “sannacchiudere” e “carteddate”, vermouth, rosolio fatto in casa e caffè. In casa si daranno gli ultimi ritocchi al presepe e si inizierà a giocare a tombola e a carte badando anche in questo caso al distanziamento dovuto al permanere tra noi del covid 19.

La bella statua dell’Immacolata giunse a Taranto nel 1679 e risparmiò la città da due terremoti nel 1710 e nel 1743. L’Immacolata è patrona di Taranto dal 1943. A Taranto all’Immacolata è intitolata una postierla e la piazza del Borgo Umbertino, unitamente all’Istituto Maria Immacolata. Sul soffitto della Cattedrale si trova la statua lignea e dorata dell’Immacolata. La Confraternita dell’Immacolata fu eretta il 14 gennaio 1578. Numerose sono le opere della iconografia sacra che riproducono l’Immacolata, compresa una antica edicola votiva che si trova alle spalle del Palazzo Galeota nella stessa direzione in cui inizia la Postierla Immacolata. In provincia l’Immacolata viene festeggiata anche a San Giorgio Jonico, Martina Franca, Carosino, Grottaglie, Monteparano, Massafra e Pulsano.

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