28 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 08:14:00

Calcio News Sport

Delusione Taranto: contro il Messina è solo 0-0

foto di Il Taranto
Il Taranto

Sottile e comprensibile delusione. Quasi paradigmatico: incepparsi contro l’ultima della classe alla disperata ricerca di identità e di punti salvezza. Il Taranto frena in casa e pareggia a reti inviolate con il Messina, attraverso una prestazione abulica, condizionata dai reiterati infortuni, i quali si accumulano persino nell’evoluzione del match e stravolgono giorni di studi e strategie. Dinamiche vincolate inevitabilmente anche a quella tipica “attitudine alla sopravvivenza” affilata da un tecnico avversario sul quale gravava l’ultimatum, ovvero l’istrionico Ezio Capuano, il quale blinda le intuizioni della compagine rossoblu con un collaudo alternato in retroguardia e con un piano ostruzionistico, rinunciatario, alla fine efficace.

Non dispensa la solita vivacità e produttività in fase di possesso, il Taranto: Giuseppe Laterza le tenterà tutte, per necessità o per un cambio di passo, al fine di rintracciare la convergenza, l’ispirazione o l’episodio salvifico, propedeutici ad una vittoria che però non arriverà. Rimodella la difesa, dopo le analisi accurate degli errori commessi nella precedente esibizione a Castellammare di Stabia, l’allenatore rossoblu: il ritorno da titolare dell’eclettico Versienti era nell’aria, la sua collocazione sul lato destro innesca il dirottamento di Riccardi nella sua naturale posizione di centrale, al fianco di Benassai (Zullo, affaticato, si accomoda in panchina; Tomassini abdica dalla lista dei convocati), mentre De Maria rappresenta il punto fermo sulla sinistra, complice la defezione accertata di Ferrara. Il binario destro è completato da Labriola, reduce da una prova di alto livello in Campania, nonché da Pacilli, al quale mister Laterza accorda fiducia oltre ogni scetticismo. Coerenza più agevolata nella selezione degli interpreti sulla corsia mancina: assente Falcone, ad agire sono Civilleri sull’asse nevralgica e Giovinco nel tridente. Il centrocampo è privo di capitan Marsili squalificato, così le chiavi della regia sono consegnate all’argentino Bellocq, il quale si trova a suo agio nella gestione del recupero e nella custodia sulle ripartenze.

Ad operare nel cuore del trittico d’attacco, per il riconfermato 4-3-3, è ancora Italeng, a sostituzione di Saraniti ormai lontano dal campo da oltre un mese. La contesa si inaugura all’insegna di un moderato ordine, scevro da fiammate, in cui il Taranto cerca di imbastire il dialogo e di stimolare la manovra verticale. Dopo quattro giri di lancette, Labriola avanza ed allarga a beneficio di Pacilli, il quale lavora la sfera e scocca un destro dal limite, fuori misura. I siciliani rispondono all’11’, con Catania che effettua una parabola arcuata direttamente da calcio di punizione sul versante sinistro: Chiorra para. Italeng è atterrato sul vertice sinistro dell’area giallorossa: Giovinco si incarica della punizione, l’idea è interessante ma l’esecuzione è smorzata dalla barriera al 21’. Prima metamorfosi obbligata nel comparto difensivo al 23’: Riccardi è tradito da un problema muscolare ed è sostituito dal giovane Granata, rientrato dal turno di stop. Un minuto più tardi, è Catania che insiste con un dribbling nella porzione mancina dell’area, ma la marcatura è attenta e il tentativo evapora sul fondo. Gli ionici evidenziano difficoltà a disegnare trame su entrambe le fasce, i protagonisti sono contratti nell’accentrarsi e nel filtrare con le loro qualità, mentre la nevralgica avversaria ispeziona con Fofana e Konate. L’occasione più ghiotta per i padroni di casa è registrata al 31’: Italeng confeziona un assist preciso per Giovinco, il quale fallisce clamorosamente colpendo di piatto destro abbondantemente sopra la traversa. In avvio di ripresa, mister Laterza rileva Pacilli regalando una chance all’under Ghisleni.

Ed è costretto a rinunciare anche a Versienti, elemento di proiezione sul fondo e di dinamismo: una distorsione alla caviglia ne interrompe le gesta al 7’, consentendo a Mastromonaco di appropriarsi dell’incarico di esterno basso a destra della difesa. Aumenta quindi l’intensità ed il Taranto si propone con maggiore convinzione: al 20’ Italeng calibra un destro dalla trequarti, potente ma destinato sul fondo. Giovinco prova la conclusione in porta col destro e Lewandowski si oppone in respinta. Santarpia è inserito al posto di Labriola ed i suggerimenti rapidi crescono: al 34’ Italeng recupera sulla destra, avanza ed offre l’assist all’accorrente De Maria che, col sinistro, ci prova con autorevolezza, ma la sua staffilata è alta. Per il Messina è Fofana a seminare il panico in area ionica al 36’: il suo lancio a giro oltrepassa però la trasversale. Italeng potrebbe sfruttare l’ultima opportunità della partita: si sgancia e supera la marcatura, ma non intercetta il lungo cross realizzato da Mastromonaco al 38’. Sotto una pioggia incessante, l’epilogo non dispensa emozioni. E la squadra rossoblu è consolata ed incoraggiata dai cori propiziatori sotto la Curva Nord, emblema di sinergia e di mentalità nel percorso.

Alessandra Carpino

 

TARANTO – MESSINA 0-0

Serie C girone C / 17ma giornata (domenica 5 dicembre ‘21 ore 17.30)

Taranto (4-3-3): Chiorra; Versienti (52′ Mastromonaco), Riccardi (23′ Granata), Benassai, De Maria; Labriola (78′ Santarpia), Bellocq, Civilleri; Pacilli (46′ Ghisleni), Italeng, Giovinco. A disp. Antonino, Zecchino, Zullo, Cannavaro. All. Laterza

Messina (3-5-2): Lewandowsky; Carillo, Celic, Mikulic; Rondinella, Simonetti, Fofana, Konate, Catania (78’ Damian); Balde (63’ Russo), Adorante (87’ Busatto). A disp. Fusco, Fantoni, Marginean. All. Capuano.

Arbitro: Claudio Petrella di Viterbo

Assistenti: Egidio Marchetti di Trento e Marco Porcheddu di Oristano

Quarto ufficiale: Franco D’Eusanio di Faenza

Ammoniti: Mikulic (M), Benassai (T), Celic (M), Granata (T), Bellocq (T)

Note: angoli 1-1, recupero 1’ pt e 5′ st 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche