19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

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Bari-Taranto, si gioca. È il ritorno del re dei derby in Puglia

foto di Il pallonetto di Iacovone in un Taranto Bari di qualche anno fa
Il pallonetto di Iacovone in un Taranto Bari di qualche anno fa

L’anno era il 1993. Il 21 febbraio ‘93. Uno 0-0 casalingo abbastanza grigio, ma dopo la sconfitta dell’andata diciamo che andava bene. Del resto, la stagione del Taranto sarà destinata a finire male, con la retrocessione in C1, prima di quella apocalisse sportiva che fu la radiazione, a luglio, firmata dall’allora presidente della Figc, il barese Antonio Matarrese. Tra i diecimila (pochi, per l’epoca) che erano allo stadio Iacovone nessuno avrebbe potuto pensare che, per assistere ad un altro derby con il Bari, sarebbero dovuti passare quasi trent’anni. Per dire: nel 1993, per limitarci al calcio, si sarebbe giocata la prima finale della storia della Champions’ League non più Coppa dei Campioni (vittoria dell’Olympique Marsiglia in finale sul Milan campione d’Italia), esistevano ancora la Coppa Uefa, poi diventata Europa League (successo della Juventus che strapazzò il Borussia Dortmund) e la Coppa delle Coppe (vinse il Parma sull’Anversa).

Domenica 12 dicembre quindi finirà un’attesa lunghissima, per quella che è una delle partite più sentite del Mezzogiorno. Che «il vero derby pugliese è Bari-Taranto» lo ha detto, del resto, un autentico custode della storia calcistica barese come Gianni Antonucci, intervistato dal Corriere del Mezzogiorno nei giorni scorsi: anche sulla sponda adriatica di questa sfida si sente, eccome, l’atmosfera che solo certe gare sanno far vivere. Proprio il novantatreenne Antonucci al Corriere ha ricordato due tra i derby più significativi: «Quelli della stagione ‘70-’71, all’andata vinse il Bari per 2-1, ma a fine gara Colautti litigò con l’allenatore Toneatto e a gennaio fu ceduto al Taranto. Al ritorno fu proprio lui a segnare il gol vittoria per i rossoblù, che di fatto precluse la promozione in A al Bari». A Taranto, è lo straordinario pallonetto di Erasmo Iacovone che decise il derby del 20 novembre 1977, in serie B, il ricordo più dolce, e struggente nello stesso momento.

Lo sberleffo al portiere barese De Luca non era solo un gol: sembrava il vero inizio di un tempo nuovo, in cui Taranto e Bari si sarebbero fronteggiate, non solo sul campo, da pari a pari, città diverse – lo sono sempre state nella loro lunghissima storia – ma destinate a contendersi la supremazia regionale. La Storia, lo sappiamo, andrà diversamente. Tornando nel recinto del calcio, prima dello 0-0 allo Iacovone del ‘93 l’ultima volta al San Nicola è stata il 27 settembre 1992. Lorenzo, su calcio di rigore, portò avanti i rossoblù prima della rimonta firmata da Tovalieri, Loseto e Protti. Nella storia del “derby di Puglia” c’è poi un altro nome che non si può non citare: Pietro Maiellaro. Il Poeta, per alcuni; lo Zar per altri. Dal 1985 al 1987 sono due anni straordinari, intensissimi, per il ragazzo di Candela che con la 10 rossoblù sulle spalle fa strabuzzare gli occhi ai tifosi che lo adorano. Arriva la promozione in B, poi la salvezza la stagione successiva con tanto di spareggi con Lazio e Campobasso. Qualche settimana dopo, però, Maiellaro sarà ceduto: proprio al Bari. Un addio fondamentale per le casse societarie, certo.

Ma per i tarantini è uno shock paragonabile a quello che vivranno qualche anno dopo i fiorentini nel vedere il loro Baggio acquistato dalla Juventus. L’accostamento al Divin Codino non sembri blasfemo: Maiellaro è stato un Maradona di periferia, per restare in tema di dei del calcio. E proprio in biancorosso lo dimostrerà, anche più di quanto fatto a Taranto. «Il mio affetto per queste due città è enorme. Le porto nel cuore e ne sono follemente affezionato. A Taranto ho iniziato a capire che sarei diventato calciatore, a Bari mi sono consacrato» le sue parole, nei giorni scorsi, ancora al Corriere del Mezzogiorno. «Mi aspetto una partita in cui, almeno sulla base del blasone, il Bari attacchi e il Taranto provi a difendersi e a ripartire. A livello di organico sono due squadre sicuramente molto diverse. E peraltro il Taranto arriva con qualche problema in più, visti gli infortuni. Chi deciderà il derby? Istintivamente penso ad Antenucci, Botta, Scavone. Nel Taranto bisogna vedere come sta Saraniti, un ariete che lotta come un dannato e guadagna molte punizioni», ha proseguito Maiellaro. Quelli di domenica saranno allora novanta minuti in cui saranno condensati storia e tradizione. Lo sanno benissimo i calciatori e lo staff tecnico tarantini, ne sono consapevoli anche novanta chilometri più in là. A Radio Bari l’attaccante Antenucci lo ha detto nel modo più chiaro possibile: «Un derby, già di suo, è una gara importante, ma quello con il Taranto è speciale. È una partita che vale sempre tre punti, ma sappiamo che i nostri tifosi ci tengono in maniera particolare».

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