20 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Gennaio 2022 alle 06:48:29

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Qualità della Vita, Taranto giù

Bocciata la qualità della vita in provincia di Taranto. Perchè, se sono le province pugliesi quasi tutte nella parte bassa della annuale classifica del Sole 24 Ore, il peggior piazzamento 2021 spetta proprio a Taranto, con solo Foggia a fare peggio: Taranto si piazza in 99esima posizione, perdendone tre; Foggia scende di sei fino al 106esimo gradino della lista, il penultimo. Bari, Lecce e Bat da parte loro risalgono: Bari di un livello, passando al 71esimo posto (la migliore delle province pugliesi), Lecce di quattro, fermandosi al 79esimo. Bat guadagna tre posizioni, ma resta comunque 94esima. Brindisi arretra di tre scalini fino al 91esimo posto in classifica. In tutto sono 107 le province italiane e sono 90 gli indicatori considerati: il migliore per il capoluogo pugliese è il clima, il peggiore il numero di imprese straniere su quelle registrate.

Bari registra una crescita anche in ricchezza e consumi, affari e lavoro e in particolare sulla quota di start up innovative, mentre cala in demografia e società e giustizia e sicurezza. Taranto ottiene una buona valutazione per qualità delle strutture ricettive, mentre registra la peggiore performance in assorbimento del mercato residenziale. Segno meno anche nel settore demografia e società. Lecce è terza in classifica per nuove imprese iscritte, ma è parecchio indietro se si guarda al reddito medio da pensione di vecchiaia e registra una brusca discesa in ambito demografico (-62 posizioni rispetto all’anno precedente). La classifica 2021 della storica indagine del Sole 24 Ore premia Trieste, la milgiore, già salita negli ultimi due anni al quinto posto della graduatoria annuale, che conquista anche il primato nell’indice tematico di «Cultura e tempo libero», arriva seconda in «Affari e lavoro» e quarta in «Ambiente e servizi». Sul podio inoltre torna Milano, dopo la scivolata fuori dalla top ten nel 2020 per effetto del Covid, e Trento resta solida al terzo posto.

Tra le prime dieci si incontrano sette province del Nord-Est: Bolzano (quinta), Pordenone (settima), Verona (ottava) e Udine (nona) che confermano la loro vivibilità e Treviso (decima) è l’unica new entry, anche grazie al primato nella Qualità della vita delle donne, l’indice presentato per la prima volta quest’anno per mettere al centro le tematiche di genere nella ripresa post-pandemia. Confermate nella top ten anche Aosta (quarta) e Bologna (sesta). Il capoluogo emiliano, in testa nell’edizione 2020, scende di qualche posizione ma conquista il primo posto in «Demografia, società e salute» soprattutto grazie agli elevati livelli di istruzione della popolazione. I bolognesi sono primi per incidenza di diplomati (il 76,8% dei residenti tra i 25 e i 64 anni) e terzi – a pari merito con Trieste – per numero di laureati (il 41,8% tra i 25 e i 39 anni). Il progressivo superamento della crisi pandemica rilancia altre città metropolitane. Roma sale dal 32esimo al 13esimo posto, Firenze dal 27esimo all’11esimo. Bari (71esima) e Napoli (90esima) guadagnano entrambe due posizioni. La Capitale, in particolare, entra nelle top ten della Qualità della vita degli anziani, uno dei tre indici generazionali che debuttano quest’anno nell’indagine e si distingue per livelli di istruzione, edifici coperti da banda ultra larga e patrimonio museale. In controtendenza, invece, Cagliari, Torino, Genova, Palermo e Catania che perdono tutte qualche posizione rispetto al 2020. Stabile nelle ultime posizioni, quasi a confermare l’urgenza degli investimenti del Pnrr in arrivo per ridurre i divari, il Mezzogiorno. Crotone ultima, come lo scorso anno, anticipata da Foggia e Trapani che scivolano sul fondo. Su novanta indicatori le ultime posizioni sono popolate in ben 57 casi da province del Sud o delle Isole.

«Ho letto più a fondo gli indicatori su cui è fatta la classifica de il Sole 24 Ore, ho raffrontato i risultati con quelli specifici sul Comune di Taranto (editi dallo stesso giornale in altre classifiche sui centri urbani), e ho trovato la solita triste conferma: la provincia tarantina purtroppo retrocede, mentre la città avanza. La media tra queste due performance fa scendere comunque Taranto nella classifica delle province italiane, nonostante i buoni risultati del capoluogo. A questo si aggiunge il fatto che, come ho più volte ravvisato, la Provincia, diversamente dal Comune di Taranto, spesso non fornisce nemmeno i dati relativi ai vari indicatori che, ovviamente, non producono punteggio. Quindi non ci è dato veramente sapere quale sia la reale situazione del territorio, questo per dire quanto conti la trasparenza per certi amministratori. Personalmente questa classifica mi spaventa molto se penso che la squadra che non ha fatto nulla per il territorio provinciale è la stessa che si propone per il futuro della città, mettendo a rischio anche i progressi fatti dalla mia amministrazione. Con il cuore sono vicino a tutta la provincia, spero che un giorno il capoluogo cresca al punto da riversare sviluppo sull’intero territorio» ha dichiarato Rinaldo Melucci, sindaco uscente di Taranto».

«La macchina del Pnrr è partita già da diverse settimane, i soli interventi di mia competenza o ai quali ho partecipato hanno già messo in moto quasi 7 miliardi di euro di finanziamenti su tutto il territorio nazionale, con una particolare focalizzazione su Sud e aree interne. Il complesso di interventi e bandi avviati nelle ultime settimane è davvero notevole soprattutto se confrontato con il recente passato: una sola di queste iniziative 10 o 12 mesi fa avrebbe fatto gridare al miracolo». Lo ha detto la Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna in collegamento con “Ricucire l’Italia. il ruolo delle città”, evento digitale che presenta la 32esima edizione della Qualità della Vita, la storica indagine del Sole 24 Ore sul benessere delle Province.

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