19 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2022 alle 22:48:00

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Festival della Valle d’Itria, le opere della prossima stagione

foto di Il nuovo direttore artistico Sebastian F. Schwarz
Il nuovo direttore artistico Sebastian F. Schwarz

MARTINA FRANCA – Quattro i titoli d’opera che si snodano lungo un ideale percorso storico che va dal Seicento alla contemporaneità, pagine rarissime come quelle di Arrigo Pedrollo con la sua opera Delitto e castigo (1926) insieme a opere di compositori più noti, ma poco rappresentati come Beatrice di Tenda (1833) di Bellini e Il Xerse di Cavalli, e infine la prima assoluta di “Opera italiana” di Nicola Campogrande (2010). In una conferenza stampa condotta anche in diretta streaming dalla Sala degli uccelli di Palazzo Ducale, il nuovo direttore artistico Sebastian F. Schwarz insieme al Presidente della Fondazione Paolo Grassi, Franco Punzi, hanno presentato alla stampa in anteprima i titoli della prossima stagione 2022 alla presenza del sindaco di Martina Franca Franco Ancona e di Aldo Patruno, direttore generale Turismo e Cultura Regione Puglia.

“La 48ª edizione si svolgerà a Martina Franca dal 19 luglio al 6 agosto e anche quest’anno – ha detto Punzi – rappresenterà un segnale forte di ripresa in questo momento pandemico. Un vero atto di coraggio, di augurio e di coerenza – ha sottolineato – per continuare nel percorso artistico intrapreso che in ultima analisi vede l’arte come forma di realizzazione dell’animo umano”. Punzi ha poi rivolto tre pensieri il primo per salutare il Teatro alla Scala di Milano che quest’anno con l’innovativo Macbeth ha lanciato un segnale di rinnovamento nello stesso spirito del Festival, il secondo di solidarietà al teatro Petruzzelli, ente con il quale il Festival ha collaborato vari anni, recentemente coinvolto in vicende giudiziarie, nella speranza che possa salguaguardarsi l’aspetto artistico. Il terzo pensiero riverente è poi andato alle istituzioni, che sostengono economicamente il Festival: il Mibac, la Regione Puglia e il Comune di Martina. Infine è stata annunciata la collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Bari per la comunicazione dell’immagine del Festival. Quanto ai titoli scelti questi sono stati presentati dal nuovo direttore artistico Sebastian F. Schwarz, che collocandosi dopo Celletti, Segalini e Triola, è conscio di essere anch’egli uomo di cultura, servitori della dell’arte e della lirica in particolare che ricomprende tutte le arti performative.

Schwarz sposa in pieno la mission del Festival creato nel 1975 per ricordare al mondo ciò che nei cartelloni degli altri festival non si rappresenta, titoli dimenticati o mai rappresentati ma anche della rappresentazione di opere nuove per poter lasciare anche noi qualcosa ai posteri che verranno. Si rammenta infatti che degli oltre 40mila titoli che si stima siano stati scritti, in cartellone dei vari festival ci siano quasi sempre circa 30 opere che si ripropongono continuamente. A Martina invece la serata inaugurale della 48a edizione, fissata per martedì 19 luglio nell’Atrio del Palazzo Ducale di Martina Franca, metterà in scena la prima rarità del 2022: Delitto e castigo, dramma lirico del compositore vicentino Arrigo Pedrollo (1878-1964) su libretto di Giovacchino Forzano dall’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij: un lavoro che, dopo il debutto alla Scala nel 1926, fu ripreso solo dalla Fenice a Venezia nel 1953, e che ben rappresenta lo stile dell’autore immerso nella temperie culturale italiana degli anni Venti, guardando tanto all’eredità ottocentesca e wagneriana quanto alle “novità” francesi. Sul podio Jan Latham Koenig mentre la regia sarà affidata a uno dei maestri del nostro tempo, David Pountney. «Dedicandomi in questi mesi al bicentenario della nascita di Dostoevskij (1821-2021) – aggiunge Sebastian F. Schwarz –, mi sono soffermato sul romanzo Memorie dalla casa dei morti che, come altri testi dello scrittore russo, è diventato soggetto di opere. Ho quindi notato che anche Delitto e castigo era stato trasformato in un’opera ma da un compositore a me sconosciuto: così ho scoperto la partitura di Pedrollo, che ha avuto meno successo del dovuto perché nel 1926 non soddisfaceva il gusto prettamente verista dell’epoca mentre oggi è pronta a regalarci emozioni forti, ironia, contrasti e potenza drammatica».

Il secondo titolo è Beatrice di Tenda di Vincenzo Bellini (1833), opera poco eseguita del massimo compositore catanese, il cui catalogo è stato visionato con attenzione nella programmazione belcantistica del Festival della Valle d’Itria. Ultimo lavoro del sodalizio Bellini-Romani che proprio a causa della consegna in ritardo del libretto subì una brusca interruzione, è ispirato a una vicenda storica accaduta nei pressi di Milano all’inizio del Quattrocento. A Martina Franca Beatrice di Tenda sarà presentata in forma di concerto con il direttore musicale del festival Fabio Luisi sul podio. L’atrio del Palazzo Ducale è il luogo della prima assoluta di Opera italiana di Nicola Campogrande, opera scritta tra il 2008 e il 2010,commissionata dal Comitato Italia 150 (in occasione delle celebrazioni per l’unità del Paese 1861-2011) per dipingere uno scorcio dell’Italia contemporanea. Per questo Elio, nelle inedite vesti di librettista, ha concepito insieme a Piero Bodrato una vicenda che si svolge in tre momenti fondamentali della storia recente: gli anni Sessanta e Settanta, gli anni Ottanta e il presente. Podio e regia sono affidati a due interpreti che si stanno affermando in questi ultimi anni, Alessandro Cadario e Tommaso Franchin. Si tratta di una musica allegra e intensa, che alterna momenti di assoluto divertimento a pagine nelle quali dominano l’amore, la passione, in qualche caso il dramma.

Una musica con melodie, armonie, ritmi e soluzioni strumentali che permettono agli interpreti di esprimersi, di divertirsi e di entrare in relazione con il pubblico. Una novità del 2022 sarà il ritorno, dopo alcuni anni, della programmazione del festival al Teatro Verdi di Martina Franca fresco di restauri, dove andrà in scena Il Xerse di Francesco Cavalli (1655) nella nuova edizione critica di Sara Elisa Stangalino e Hendrik Schulze per Bärenreiter. Con questo impegnativo titolo barocco, continua la collaborazione del festival con Federico Maria Sardelli, specialista del barocco italiano, scrittore e interprete di primo piano. La regia è affidata invece al martinese Leo. Il programma completo modellato dal nuovo direttore artistico, con alcune novità accanto agli immancabili appuntamenti in masseria, gli artisti coinvolti e la vendita dei biglietti saranno resi noti nei prossimi mesi, rispetto anche alle disposizioni normative sullo spettacolo dal vivo in relazione all’emergenza sanitaria. Sebastian F. Schwarz. tedesco che da 21 anni, prima dall’Austria, poi dall’Inghilterra arriva a Martina per seguire il festival, si è talmente innamorato di questa terra da comprare una villa per trascorrervi lunghi periodi ha un lungo curriculum alle spalle.

Nato a Rostock, Sebastian F. Schwarz si è laureato in Musicologia alla Freie Universität di Berlino, ha studiato canto lirico al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e si è laureato con lode in Amministrazione teatrale – Tecniche artistiche dello spettacolo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha iniziato la sua carriera professionale nel 1991 al Volkstheater di Rostock, all’interno del dipartimento di drammaturgia e come direttore di palcoscenico per poi avere svariati incarichi: pubbliche relazioni della Helikon Opera di Mosca, Nel 2004 ha lavorato all’Ufficio di produzione del Wexford Festival Opera in Irlanda e, nel 2007, è stato nominato assistente del Direttore dell’Opera di Stato di Amburgo, Nel 2015 ha iniziato la sua attività di docente universitario presso l’Universtität für Music und darstellende Kunst di Vienna (Università per la Musica e le Arti performative) e dal 2020 insegna anche all’Università Mozarteum di Salisburgo, National Opera Studio di Londra. Dal 2017 siede nel Consiglio della Europäischen Musiktheater-Akademie (Accademia Europea del Teatro Musicale). Dal 2017 siede nel Consiglio della Europäischen Musiktheater-Akademie (Accademia Europea del Teatro Musicale). Nel 2015 il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Dal 24 luglio 2019 all’11 settembre 2020 è stato il Sovrintendente del Teatro Regio di Torino, oltre che il Direttore artistico, ruolo che continua a ricoprire dopo la nomina di Rosanna Purchia quale Commissario straordinario.

Daniele Lo Cascio

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