24 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Gennaio 2022 alle 22:28:00

Cronaca News

Contachilometri scaricato, contratto annullato per falso

Tribunale
Tribunale di Taranto

Vendere un’auto col contachilometri scaricato comporta la nullità del contratto. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale civile di Taranto che ha accolto le ragioni dell’acquirente di una Fiat Punto. L’uomo ha acquistato un’auto con un contachilometri che indicava 70.000 chilometri percorsi. In realtà erano 202.700 come ha chiarito la società dalla quale il rivenditore ha acquistato il veicolo. L’acquirente si è reso conto che i chilometri percorsi erano molti di più di quelli segnati dall’auto quando è stato costretto ad effettuare una serie di interventi di manutenzione. Se avesse saputo il reale chilometraggio non avrebbe sborsato 6.650 euro, più le spese del passaggio di proprietà, ossia altri 350 euro, come ha evidenziato nel corso della causa.

Quando si è reso conto di aver preso quello che considera un “bidone” l’acquirente ha presentato una denuncia penale per truffa che è stata archiviata dal gip. Ha intrapreso anche un’azione civile con una querela di falso, chiedendo l’annullamento del contratto e il collegio (presidente Francesca Zanna, giudice estensore Annagrazia Lenti, giudice Remo Lisco) ha accolto l’istanza dichiarando la falsità del contratto nella parte in cui riportava la percorrenza chilometrica. L’acquirente, da quanto ha spiegato durante il procedimento, non ha ricevuto copia del contratto nel quale, inoltre, non erano indicati i chilometri percorsi dall’auto ma, a quanto pare, il dato sarebbe stato inserito successivamente dal venditore a sua insaputa. Inoltre, il libretto di manutenzione riportava soltanto due tagliandi con un chilometraggio nettamente inferiore, peraltro annotato a penna. Il dato relativo ai chilometri realmente percorsi, l’acquirente ha spiegato di averlo conosciuto soltanto nel procedimento di accertamento tecnico preventivo, quando il commerciante lo ha reso noto.

Il legale dell’acquirente, l’avvocato Giuseppe Clemente, ha proposto querela di falso e ha chiesto l’annullamento del contratto per dolo del venditore, con condanna del venditore alla restituzione della somma ricevuta, oltre la somma relativa alle spese del passaggio di proprietà del veicolo e il risarcimento del danno quantificato in 450 euro. IL collegio ha dichiarato la falsità del contratto di vendita nella parte in cui è stato riportato il dato dei chilometri percorsi. Dato aggiunto successivamente. Da qui la falsità del contratto decretata dai giudici di primo grado.

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